Guida Brasile 2014, gruppo A: la Croazia

La Croazia del selezionatore Nico Kovac, dopo aver conquistato il diritto di giocarsi lo spareggio per entrare nelle 32 formazioni di Brasile 2014 grazie alla seconda posizione in un girone non proprio semplice – alle spalle del quotatissimo Belgio – ha dovuto superare (con molta sofferenza) una buona Islanda per qualificarsi ufficialmente per la quarta volta ad un Mondiale. Dopo aver pareggiato 0-0 a Reykjavik, nella gara di ritorno la superiorità tecnica dei biancorossi si è fatta sentire e la Croazia è riuscita a portare a casa la qualificazione grazie alle reti di due dei suoi interpreti di maggior talento: il capitano Darijo Srna e l’attaccante del Bayern Monaco Mario Mandzukic.

La storia calcistica di queste paese è molto recente: infatti la FIFA ha riconosciuto questa realtà balcanica solamente dalla stagione 1991-1992, quando in seguito alla fine delle guerre balcaniche il paese conquistò la sua indipendenza. Ed in questo ventennio (o poco più) si è già qualificata ben tre volte alla massima competizione per nazioni.

Dopo l’exploit iniziale, con un 3° posto conquistato in Francia nel Mondiale del 1998, nelle edizioni successive in Corea e Giappone nel 2002 e in Germania 2006 la nazionale a scacchi si è dovuta arrendere nella prima fase eliminatoria, ai gironi, riuscendo pur sempre nell’impresa di entrare tra le prime 32 nazioni del mondo.

Oggi occupa il 16° posto del Ranking FIFA con 955 punti, dimostrando la continuità di risultati conquistati dalla sua nascita fino ad oggi. Nel Mondiale ormai alle porte, l’undici di Kovac farà parte del raggruppamento A, insieme ai padroni di casa del Brasile, al Camerun e al Messico.

ANALISI TECNICO-TATTICA

Come ha mostrato nelle tre partite in cui ha guidato la selezione croata, il CT Kovac predilige un gioco votato all’attacco, supportato dalle spinte sulle fasce. Tutto questo è possibile grazie all’alto tasso tecnico di cui dispone la squadra dalla metà campo in su. Kovac ha già dimostrato di saper utilizzare più sistemi di gioco, non cristallizzandosi su uno in particolare, nonostante la sua propensione per il 4-2-3-1 che in fase difensiva si trasforma in un 4-4-2, schema attraverso il quale il CT vuole sfruttare la velocità dei suoi esterni sulle corsie laterali per servire sia le punte centrali, ma anche gli inserimenti da dietro dei centrocampisti centrali. E proprio con questo sistema di gioco Kovac sembra sia orientato a presentarsi alla competizione iridata.

Tra i pali ci sarà lo storico portiere della Nazionale, Stipe Pletikosa, 35enne portiere del Rostov, che con le sue 109 presenze con la maglia a scacchi rappresenta il secondo calciatore ad averla indossata più volte. Il primo in questa speciale classifica è Darjio Srna, terzino destro e capitano della spedizione brasiliana, che ha già indossato la maglia biancorossa 110 volte in carriera. Non ci sarà il difensore Simunic, squalificato dalla FIFA per 10 anni per i cori filo-nazisti durante i festeggiamenti per la qualificazione al termine del match contro l’Islanda. Al centro della difesa i titolari saranno Vedran Corluka, ex calciatore del Tottenham ora alla Lokomotiv Mosca, e Dejan Lovren, autore di una splendida stagione in Premier League con la maglia del Southampton ed in orbita Liverpool, mentre sulla fascia sinistra agirà Danijel Pranjic, terzino mancino molto dotato tecnicamente, classe 1981, che in questa stagione ha vestito la maglia del Panathinaikos, realizzando 5 reti in 24 presenze. Pranjic diede addio alla Nazionale il 28 settembre 2012, in segno di protesta per la convocazione del giocatore di origini brasiliane Sammir, ma ha deciso di ritornare circa 13 mesi più tardi, dopo essere stato convocato dal suo ex compagno di nazionale, ora commissario tecnico, Nico Kovac, in seguito al grave infortuno capitato a Ivan Strinic, che lo ha costretto a saltare le gare playoff contro l’Islanda.

Ivan Rakitic
Ivan Rakitic

La regia della squadra croata sarà affidata ai due talenti in mezzo al campo, che avranno il compito di servire sia gli esterni che le punte centrali in fase di possesso, mentre fungeranno da incontristi nella situazione di non-possesso. Stiamo parlando di Luka Modric, centrocampista centrale del Real Madrid, e Ivan Rakitic, faro del Siviglia che inaspettatamente si è aggiudicata l’Europa League alla lotteria dei rigori contro il Benfica, nella finale che si è disputata allo Juventus Stadium di Torino il 14 Maggio. Entrambii rappresentano due dei maggiori talenti del calcio contemporaneo, incarnando la figura del calciatore moderno che riesce ad unire la qualità alla quantità. Sulla trequarti, a destra agirà Ivan Perisic, classe 1989, centrocampista offensivo che possiede fantasia e tecnica, oltre ad una spiccata visione di gioco. Per gli altri due posti disponibili, Niko Kovac dovrà fare i conti una vera e propria abbondanza: Ilicevic, Kovacic e Olic partono in vantaggio, ma vorranno stupire il CT e conquistare una maglia da titolare anche gli outsider Badelj, Pasalic e Halilovic. Da non trascurare la “candidatura” di Eduardo, giocatore duttile che ha dimostrato di saper muoversi bene sia come seconda punta che come attaccante di riferimento.

Davanti ovviamente ci sarà Mario Mandzukic, centravanti del Bayern Monaco, che arriva alla competizione in splendida forma: nonostante quest’anno sia stato impegnato con meno continuità rispetto alla scorsa stagione a causa del sistema di gioco con il “falso nueve” utilizzato da Guardiola, il bomber di Slavonsku Brod ha chiuso la stagione con 25 gol in 43 presenze tra Bundesliga, Champions League e Coppa di Germania. Dunque, un bottino niente male!

LA STELLA

La Croazia vanta di calciatori di spiccata caratura tecnica, ma tra i tanti che faranno parte della spedizione brasiliana quello di maggior talento è sicuramente Luka Modric, centrocampista del Real Madrid nato a Zadar il 9 settembre 1985. Soprannominato “il Cruijff croato” per la sua straordinaria capacità di “toccare” la palla, Modric possiede tra le sue doti migliori un’ottima visione di gioco, la precisione dei passaggi e la qualità nella conclusione, caratteristiche che gli hanno permesso nella sua carriera di ricoprire il ruolo di centrocampista centrale, ma anche quello di regista e trequartista alle spalle delle punte, posizione che il centrocampista di Zadar riesce ad interpretare ottimamente grazie alla sua propensione per gli inserimenti offensivi e per la capacità di fornire l’ultimo passaggio ai propri compagni.

Luka Modric
Luka Modric

Modric inizia la sua carriera nel 2002, quando all’età di 16 anni firma con le giovanili della Dinamo Zagabria. Viene mandato in squadre di caratura minore per “farsi le ossa” (Zrinjski Mostar in Bosnia e l’Inter Zapresic in Croazia) e già dimostra il suo enorme potenziale che gli vale il premio di Miglior Giocatore del Campionato Bosniaco all’età di 18 anni. Nel 2005 torna alla Dinamo Zagabria, dove in 4 stagioni realizza 31 gol e serve ai suoi compagni ben 29 assist. Numeri impressionanti considerando il suo ruolo da regista davanti alla difesa. Le sue prestazioni non passano di certo inosservate: il 16 Aprile 2008 il Tottenham lo acquista per 16.5 milioni di sterline, 21 milioni di euro circa. Modric incanta il White Hart Lane, dove gioca dal 2008 al 2012, segnando 13 gol nelle sue 127 presenze, ma fornendo nel contempo una quantità smisurata di assist ai suoi compagni. Nel 2012 arriva per lui la definitiva consacrazione, passando al Real Madrid guidato dal “Mago di Setubal”, Jose Mourinho, per 42 milioni di euro. E dopo due stagioni con la maglia dei Blancos, il Crujiff croato è già riuscito a conquistare il cuore dei tifosi del Santiago Bernabeu.

LA SORPRESA

Se calciatori del calibro di Srna, Rakitic, Modric e Mandzukic rappresentano una certezza, in casa Croazia la vera sorpresa può essere rappresentata da Mateo Kovacic, gioiellino dell’Inter. I talenti di certo non mancano in casa croata: Halilovic, Pasalic e Rebic rappresentano una certezza per il futuro della nazionale a scacchi, ma per quanto riguarda il Mondiale ormai alle porte il Commissario Tecnico Kovac sembra puntare molto sul talentino nato in Austria, a Linz, il 6 maggio 1994. Kovacic sembra aver stregato il CT per le sue straordinarie doti tecniche e per la visione di gioco, mostrata anche nella partita giocata dall’Inter contro la Lazio il 10 maggio 2014, in cui Mateo ha servito ben 3 assist ai suoi compagni.

Kovacic iniziò la sua carriera proprio nella squadra del Linz. All’età di 13 anni si trasferisce con la sua famiglia a Zagabria dove inizia a giocare nelle giovanili della Dinamo. Debutta tra i professionisti il 20 novembre 2010 nella partita tra Dinamo Zagabria e Dragovoljac, gara nella quale stabilisce i record di più giovane debuttante e marcatore della storia della Prva Hrvatska con 16 anni e 198 giorni. Il 31 gennaio 2013 viene acquistato dall’Inter per la cifra di 11 milioni di euro più 4 di bonus, e in 16 mesi mette insieme 44 presenze. Kovacic ha collezionato 27 presenze nelle nazionali giovanili della Croazia, mentre sono 8 le apparizioni con la maglia della nazionale maggiore.

Kovacic possiede tutte le potenzialità per guadagnarsi un posto da titolare nell’undici croato e potrebbe essere la vera sorpresa di questa squadra ricca di talenti.

Mateo Kovacic
Mateo Kovacic

PROSPETTIVE

L’obiettivo minimo di questa Croazia sembra essere l’approdo ai quarti di finale. A Zagabria ci credono tutti. Sanno che, al di là della corazza Brasile, nettamente favorita del Girone A, la formazione di Kovac rappresenta la seconda forza del gruppo, ma che nel contempo non dovrà sottovalutare Camerun e Messico, due squadre che hanno dimostrato da sempre di saper essere in grado di creare grattacapi a formazioni di gran lunga superiori a loro a livello tecnico. Servirà dunque concentrazione per non fallire quello che è considerato l’obiettivo minimo. Dagli ottavi di finale, la Croazia potrebbe rappresentare una vera e propria mina vagante, in grado di poter impensierire qualsiasi squadra. Appuntamento a San Paolo il 12 giugno quando, nel nuovo Stadio Corinthians, i biancorossi inizieranno ufficialmente l’avventura brasiliana.

CONVOCATI

N. Pos. Giocatore Data nascita Squadra
1P Stipe Pletikosa 8 gennaio 1979 Rostov (Rus)
1P Danijel Subašić 27 ottobre 1984 Monaco (Fra)
1P Oliver Zelenika 14 maggio 1993 Lokomotiv Zagabria
2D Darijo Srna (captain) 1 maggio 1982 Shakhtar Donetsk (Ucr)
2D Vedran Ćorluka 5 febbraio 1986 Lokomotiv Mosca (Rus)
2D Danijel Pranjić 2 dicembre 1981 Panathinaikos (Gre)
2D Dejan Lovren 5 luglio 1989 Southampton (Ing)
2D Domagoj Vida 29 aprile 1989 Dinamo Kiev (Ucr)
2D Gordon Schildenfeld 18 marzo 1985 Panathinaikos (Gre)
2D Šime Vrsaljko 10 gennaio 1992 Genoa (Ita)
3C Luka Modrić 9 settembre 1985 Real Madrid (Spa)
C Ivan Rakitić 10 marzo 1988 Siviglia (Spa)
3C Ognjen Vukojević 20 dicembre 1983 Dinamo Kiev (Ucr)
3C Ivan Perišić 2 febbraio 1989 Wolfsburg (Ger)
3C Mateo Kovačić 6 maggio 1994 Inter (Ita)
3C Sammir 23 aprile 1987 Getafe (Spa)
3C Marcelo Brozović 16 novembre 1992 Dinamo Zagabria
3C Ivan Močinić 30 aprile 1993 Rijeka
4A Ivica Olić 14 settembre 1979 Wolfsburg (Ger)
4A Eduardo 25 febbraio 1983 Shakhtar Donetsk (Ucr)
4A Mario Mandžukić 21 maggio 1986 Bayern Monaco (Ger)
4A Nikica Jelavić 27 agosto 1985 Hull City (Ing)
4A Ante Rebić 21 settembre 1993 Fiorentina (Ita)
COPY CODE SNIPPET
About Alessandro De Felice 134 Articoli
Laureato in Mediazione Linguistica, amo viaggiare e il 'football' di ogni angolo del mondo. Laziale fino al midollo, fin da bambino coltivo la passione per il giornalismo di ogni genere, con una particolare preferenza per quello sportivo. Con grande orgoglio, conto diverse collaborazioni online e sulla carta stampata. Grazie a Tuttocalcioestero.it ho scoperto la magia del calcio della Repubblica Ceca.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.