Cholismo: filosofia calcistica applicabile anche alla vita di tutti i giorni?

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Il difensivismo totale e le veloci ripartenze tipiche dell’Atletico come metafora per resistere agli accadimenti che interessano le nostre esistenze

Il calcio non è semplicemente un superbo sport di squadra seguito da milioni e milioni di tifosi sparsi in tutto il mondo, che si lasciano volentieri sedurre dalle magie di interpreti sopraffini come lo juventino Cristiano Ronaldo ma anche dalle giocate di giovani dal futuro radioso quali Mbappé e Håland, quanto una bussola in grado di non farci perdere la retta via durante la vita di tutti i giorni. Immaginiamo il vostro stupore dopo letto tale bizzarra affermazione. Starete pensando:” Figurati, perché mai dovrebbe esistere un collegamento tra un oggetto come un pallone rotolante e una bussola!”.

Ora ci arriviamo e per farlo scomodiamo l’Atletico Madrid e in particolare la filosofia calcistica di mister Diego Pablo Simeone. Come sapete meglio di noi, i colchoneros, almeno da quando l’argentino siede sulla panchina biancorossa, non hanno mai brillato per un gioco di tipo propositivo e aggressivo ma per uno prettamente di attesa. Il mantra del Cholo è infatti quello di aspettare l’avversario soffocandolo attraverso un pressing che non lascia a nessun interprete nemico la possibilità di ragionare e solo dopo ripartire per fare male.

Il suo calcio, detto in parole povere, è fatto di corsa, fatica, resistenza, condivisione di intenti e soprattutto voglia di non darsi mai per vinti in nessuna circostanza. Se noi cultori del “futbol bailado” difficilmente ameremmo vedersi sfidare più formazioni abituate a professare quest’idea di pallone, dobbiamo almeno ammettere che la filosofia del c.t. dell’Atletico, che prende il nome di cholismo, può essere applicata, in un certo qual senso, anche alla nostra vita di tutti i giorni.

Quante volte capita di perderci d’animo perché qualcosa non va per il verso giusto e ci lasciamo facilmente andare? Purtroppo molto spesso. Quando il nostro metaforico avversario sul campo, ovvero una situazione di difficile risoluzione, sembra più grande di noi, siamo tentati di non opporre la giusta resistenza, soccombendo. E sbaglieremmo perché il Cholo ci ha insegnato che anche quando la sua squadra va sotto contro la Juventus per due reti a zero c’è sempre tempo, almeno fin oltre al ’90, per evitare la sconfitta.

Crederci fino alla fine

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Il cholismo visto in quest’ottica, oltre a un modo di interpretare il calcio che consta di capillare presidio del campo, di ripartenze in contropiede e di continue rotture del gioco altrui da parte di arcigni centrocampisti abili soprattutto ad aggredire i portatori di palla, può dunque considerarsi una filosofia indispensabile per far fronte agli accadimenti della vita. In che senso? Lo ribadiamo ancora una volta: come le squadre di Simeone detto il Cholo, uno dei soprannomi calcistici più curiosi dell’universo del calcio insieme a quello della Pulce Atomica Leo Messi e di Batigol Gabriel Omar Batistuta, non mollano mai anche quando un match sembra essere proibitivo, così anche noi dobbiamo crederci fino alla fine.

Magari saremo costretti, come spesso accade ai biancorossi di Madrid, a chiuderci a riccio e a indietreggiare per parare il colpo ma se lo facciamo correttamente potremo rubare il pallone attaccato ai piedi dei nostri avversari e ripartire alla grande. Il mantra dell’argentino ex Inter e Lazio, così intendendolo, rassomiglia davvero a una bussola che ci offre indicazioni per non perderci nelle difficoltà della nostra quotidianità, un vero e proprio manualetto di istruzioni da conservare e da leggere con cura.

Le imprese del Simeone allenatore

Visto che abbiamo parlato nei precedenti paragrafi, seppur indirettamente, di imprese dello sport e in parte della vita, ci sembra il caso di concludere la trattazione di questo articolo ricordando le due più belle ed emozionanti performance del guerriero/allenatore Simeone.

Oltre a quella con la Juventus del 2019, da 0 a 2 a un 2 a 2 agguantato all’ultimo minuto, non possiamo non ricordare la salvezza conquistata con il Catania durante la stagione 2010-2011, la qual cosa sembrava allora assolutamente impronosticabile, e la recente epica rimonta contro il Liverpool in Champions League, quest’ultimo dato da tutti per favorito per il passaggio del turno (il 2 a 3 per i biancorossi all’Anfield dopo i tempi supplementari è stata pura magia). Dopo tutto quello che avete letto, siete ancora convinti che il calcio sia solo un superbo sport di squadra seguito da milioni e milioni di tifosi sparsi in tutto il mondo?

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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