Italia – Spagna 2-0: ¡Vamos Italia! la Spagna si inchina agli azzuri

La vendetta è servita, finalmente. Dopo la sconfitta pesante di Kiev in finale nel 2012 e la beffarda lotteria dei rigori del 2008, quest’oggi, la nazionale italiana, ha definitivamente saldato ogni conto in sospeso con la Spagna.
Il bello di questa rivincita è sicuramente il modo con il quale, questa vittoria, è maturata: le “furie rosse” sono state letteralmente surclassate sotto ogni punto di vista, creando l’unico vero problema a Buffon sul finale di gara.
Le parole del C.t Antonio Conte sono sicuramente servite, dimostrando ancora una volta quanto il talento e la tecnica non siano obbligatoriamente sinonimo di vittorie assicurate. Alle volte, la voglia di vincere e la forza fisica,  sono i fattori vincenti.

Ciò che maggiormente spiazza è, senza ombra di dubbio, la totale superiorità degli azzurri. Tutti gli aspetti che di una partita di calcio si possono analizzare danno ragione alla nostra Nazionale, eccellente ed impeccabile in ogni reparto e sotto ogni aspetto.

Difesa come sempre granitica e dannatamente coesa e tenace, capace davvero di ridurre all’osso i poveri attacchi iberici.
Centrocampo valido e ricco di forza fisica, con una prova maiuscola di un ritrovato De Rossi, uscito malconcio all’inizio della ripresa, ma ci auguriamo che per la sfida contro la Germania possa esserci e dei due tornanti, nello specifico De Sciglio, davvero convincente sia in fase difensiva che offensiva.
Il reparto che ha fatto, però, la differenza è stato l’attacco: davvero sontuosa la prova della coppia Eder-Pellè, binomio che partita dopo partita sembra essere sempre più affiatata. Il brasiliano naturalizzato italiano ha creato il panico attraverso repentini inserimenti e un’ evidente maggiore velocità in special modo rispetto ai due centrali spagnoli.
Per il bomber del Southampton, invece, la sfida a sportellate con la coppia Piquè-Ramos lo ha visto uscire triofante, sottolineando ancora una volta come sia, forse, arrivato troppo tardi alle grandi vetrine europee e mondiali.

Tutto sommato, quello che rinvigorisce la prova degli azzurri, è come anche contro avversari blasonati e probabilmente più quotati, la squadra abbia giocato con quel “fuoco dentro” tanto acclamato dal C.t e come abbia davvero dominato un avversario di questo livello.
Ultimo elogio, doveroso, va al futuro allenatore del Chelsea, che sta dimostrando quanto sia cresciuta la sua esperienza in panchina e quanto sia capacedi organizzare cripticamente l’undici di gara e come sia in grado di compattare uno spogliatoio all’apparenza granitico.

Dall’altra parte, ovviamente, non possono che arrivare che critiche. Male, malissimo la Spagna. Gioco ripetitivo e lento, attacco non all’altezza di questa nazionale e difesa imbambolata salvata più volte da un De Gea che ha voluto, se non fosse già chiaro, ricordarci che nell’elite dei migliori portieri lui vuole esserci.
Il primo tiro verso la nostra porta è arrivato intorno al minuto settanta con un sinistro di Aduriz, forte e bravo quanto vogliamo, ma sicuramente non all’altezza di questa competizione; per l’appunto, il problema di fondo della disfatta della nazionale spagnolo e del suo successivo declino è dovuto anche alla rosa dei convocati.
Inspiegabili le assenze di giocatori come Mata, Diego Costa, tignoso e insopportabile quanto vogliamo, ma senza dubbio una spanna sopra gli attaccanti convocati da Del Bosque per questa rassegna europea. Diamo al buon Vicente l’alibi della precaria salute fisica dell’attaccante prossimo giocatore di Conte al Chelsea, ma sulla rosa convocata sono stati commessi madornali errori.
Finisce, con questa sconfitta, un ciclo memorabile che ha portato la Spagna a vincere due europei consecutivi e un campionato del mondo, che ci incantato e ci ha fatto conoscere un nuovo modo di fare e rivoluzionare questo meraviglioso gioco. Senza dubbio, i primi sintomi del declino ispanico era già apparso al mondiale brasiliano, soprattutto in quel 1-5 contro l’Olanda. Il girone ha semplicemente nascosto evidenti lacune e un ciclo, per l’appunto, ormai terminato.

Tornado all’Italia, ad attenderci ci sarà la Germania. Altra sfida nella quale probabilmente partiremo sfavoriti, andando ad affrontare coloro che sono indicati come i successori della Spagna sul trono Mondiale ed europeo, ma come ben sappiamo contro l’armata teutonica abbiamo sfigurato poche volte, e come recita un simpatico e provocatorio striscione: “contro i tedeschi abbiamo perso solo quando eravamo alleati”.

 

© foto www.imagephotoagency.it
About Niccolò Minutiello 92 Articoli
Studente universitario, vivo a Torino.Amante dello sport in generale, tifo per il Chelsea, ma coltivo una passione sfrenata per gli sport americani ed essendo follemente innamorato della città di Chicago banalmente tifo Blackhawks, Bears, Bulls e Cubs.Mi piace il tennis e la Pallacanestro Cantù.Cerco di dar seguito alle mie passioni senza smettere mai di sognare.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.