Siviglia – Shakhtar 3-1: Non c’è due senza tre, andalusi ancora in finale

Sarebbe più comodo e probabilmente giusto se la chiamassimo “Siviglia League”, perchè è storico ciò che questa sera si è concretizzato al “Estadio Ramon Sanchez-Pizjuan“. Mai nella storia di Europa League, Coppa UEFA e Coppa delle Fiere, una squadra aveva raggiunto per tre anni consecutivi la finale. Ebbene, in questo classico giorno di primavera spagnolo, abbiamo assistito alla ennesima, strepitosa prova da parte di una squadra che non sembra essere mai sazia. Merito, senza alcuna ombra di dubbio, di un grande allenatore, forse pronto più che mai per una panchina dell’élite europea. Quella che è andata in scena questa notte è stata una prestazione senza eguali: lo Shakhtar ha costantemente provato ad imporsi attraverso il proprio talento, andando a sbattere contro il pragmatismo andaluso.

Partita sbloccata all’ottavo minuto dal solito e sempre puntuale Kevin Gameiro, attentissimo a sfruttare il mancato stop di Malyshev, inadatto per giocare a questi livelli. Per gli ucraini si fa durissima e non vengono certo aiutati dagli avversari, assoluti dominatori del campo, anche senza creare troppe insidie alla porta dell’insicuro Pyatov. Shakhtar sofferente in difesa ma stoico in attacco, tanto che in contropiede, sul finale di primo tempo, Marlos inventa un altro assist fuori dal comune permettendo a Eduardo di trasformare in gol il suo primo e unico pallone giocato. Ripresa che riparte con Kovalenko che impegna Soria, ma pochi attimi dopo è ancora e sempre Gameiro, innescato da una splendida palla di Krychowiak, ad insaccare e a riportare in vantaggio il Siviglia, segnando il settimo gol in otto partite. Ucraini sempre più lontani dalla qualificazione che definitivamente arriva grazie alla rarissima perla di Mariano, al primo gol in carriera tra le fila degli andalusi.

Non può che essere Unai Emery il migliore in campo. Assoluto protagonista, l’allenatore legge anticipatamente le fasi chiave della partita, piazzando, per esempio, Coke alto a destra anziché il più offensivo Konoplyanka e insistendo con un pressing asfissiante. Applausi, sempre e comunque, per il meraviglioso pubblico andaluso, capace, come suo solito, di trascinare i propri beniamini. Per gli uomini di Lucescu, invece, non è stata sufficiente una più che discreta fase offensiva, arricchita con il talento di Marlos su tutti, ma anche di Taison e Kovalenko, nome che ci diventerà familiare. Troppo labile la linea difensiva, in apnea ogni volta che un centrocampista “sevillano” superasse la prima linea di difesa.

Arriva per il Siviglia la terza finale di Europa League consecutiva, la quinta della sua storia. Le prime quattro le ha vinte tutte, sempre consecutivamente: scopriremo il 18 maggio se questa squadra che di Giovedì si trasforma in una squadra imbattibile, riuscirà a consacrarsi nell’Olimpo del calcio europeo.

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Studente universitario, vivo a Torino.Amante dello sport in generale, tifo per il Chelsea, ma coltivo una passione sfrenata per gli sport americani ed essendo follemente innamorato della città di Chicago banalmente tifo Blackhawks, Bears, Bulls e Cubs.Mi piace il tennis e la Pallacanestro Cantù.Cerco di dar seguito alle mie passioni senza smettere mai di sognare.

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