Il Real Madrid che arriva allo Juventus Stadium è il solito di sempre, aggressivo, manovre di ampio respiro e una certa saccenza che talvolta sconfina in supponenza. Quella che non ti aspetti è una Juventus concentrata che attua un pressing furioso e imposta senza nessun timore reverenziale difronte ai campioni in carica. Così Sergio Ramos (5) schierato a centrocampo da Ancelotti è il primo a cadere sotto le sferzate di Vidal e compagni. Tre palloni persi si tramutano in altrettante occasioni da gol e non saranno gli unici. Kroos (5,5) fa il suo nell’impostare la manovra ma da un campione del mondo che gioca con la squadra più ricca e titolata dell’universo ci si aspetta ben altro. Non è un caso che le ali James e Isco siano sempre lì ad inventare qualcosa.
I due difensori centrali Pepe (6,5) e Varane (6) limitano degnamente Tevez e Morata tanto è vero che spesso i bianconeri ci provano concludendo dalla distanza. Ma basta un lampo del genio argentino, campione d’Europa con Evra e Cristiano Ronaldo nel 2008, e la Juve passa. Lungo tutto l’arco del match il leader della difesa è stato comunque il brasiliano naturalizzato portoghese, un baluardo autentico nelle palle alte. Casillas (6,5) si fa trovare pronto sulla prima conclusione di Tevez al 10° minuto ma sulla respinta, Morata sfuggito a Pepe l’appoggia dentro. Il capitano avrebbe anche voluto parare il rigore, ma a volte il cuore non è sufficiente.
Il Bale del primo tempo è da 5, quello del secondo e da 6,5; il gallese disperso, complice forse una strigliata di Ancelotti al riposo, rientra nel vivo del gioco e serve assist importanti per i compagni. I terzini e le ali fanno bene il loro lavoro ed è un piacere vederli attacare. Marcelo (6,5) è sempre molto bravo a chiudere e poi ripartire in attacco con un grande dispendio di energie. Carvajal (5,5) è meno propositivo in questo senso ma comunque attento in fase difensiva, almeno fino al 59° minuto, momento in cui il cost to cost di Tevez lo mette alle corde: poco lucido nel suo intervento sull’argentino, che con mestiere difende la la palla, e causa un calcio di rigore sacrosanto.
Isco (7) e James (7,5) sono invece due spine nel fianco, sempre pronti nell’uno contro uno, abilissimi negli spazi stretti e sfrontati quanto basta. Basta un acuto del colombiano al 27° per smarcare Ronaldo (7) in area di rigore e regalargli il gol di testa. Le ali del Real hanno moltissima qualità e spesso e volentieri sono loro ad impostare il gioco. Sul loro asse arriva anche una traversa con tanto di tuffo a volo d’angelo. CR7 è micidiale come d’abitudine: riceve palla sempre defilato ed è perfettamente comprensibile dal momento che è un esterno offensivo, ma al momento buono si fa sempre trovare: 54 gol in 50 partite stagionali.
Il primo tempo ha due volti: i primi 27 minuti sono un assolo piacevolissimo per determinazione e personalità della Juventus mentre il Real sembra quasi intimorito. Al 27° arriva il pareggio di Cristiano Ronaldo e il match si equilibra nuovamente. Il secondo tempo è spezzato in due dal rigore di Tevez. Al 63° minuto Isco esce per fare posto al match winner dei quarti di finale contro l’Atlético, El Chicarito Hernandez. Il suo ingresso in campo è da 7: fin da subito imprime accelerazioni e dribbling degne del palcoscenico in cui gioca.
Ancelotti si merita un 5,5: il suo 4-4-2 compatto non è sufficiente a scongiurare una sconfitta. Oggettivamente il Real visto questa sera non è stato dei migliori, complice anche un avversario che è stato un osso davvero duro. Un peccato inoltre, lasciare in panchina Hernandez che ha mostrato una condizione psico-fisica eccellente.
I mille tifosi del Real presenti si meritano un 7 pieno visto che hanno applaudito al momento della sostituzione il loro figliol prodigo Alvaro Morata.
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