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Russia – Alla Dinamo il derby contro il CSKA. Krasnodar ok col Rubin.

E’ finita 1-0, ma potevano essere molti di più i gol nell’ennesimo derby moscovita, quello che ha messo di fronte Dinamo e CSKA. Una partita entusiasmante, un vero e proprio spot per la Russian Premier League, in cui sono fioccate le polemiche per un arbitraggio assolutamente inadeguato da parte del fischietto Fedotov. Lamentele a parte, la sfida è stata decisa da Kokorin nella ripresa, dopo che nel primo tempo gli era stato annullato un goal regolare e Valbuena si era fatto parare un rigore (inesistente) da un superbo Akinfeev. Proteste del CSKA non solo per questo episodio, ma anche per due penalty negati ai soldati nella ripresa, che avrebbero potuto sortire il nemmeno troppo immeritato pareggio. Resta quindi a 25 punti la formazione di Slutskiy, che non approfitta del passo falso di ieri dello Zenit, mentre la Dinamo sale a quota 22 (ma ha da recupare la sfida con l’Amkar).

Tutto facile per lo Spartak Mosca, che contro il fanalino di coda vince agevolmente, chiudendo la gara nei primi venti minuti, grazie alle reti di Movsisyan – da tragicommedia l’errore di Filimonov – e Promes. I myaso salgono a 22, scavalcando il Rubin fermo a quota 20, sconfitto in casa del Krasnodar. Reduci dall’immeritata sconfitta di Wolfsburg per 5-1, i neroverdi dominano gli avversari per l’intera durata della gara, sbloccando il parziale grazie ad un sigillo del centrocampista (schierato tuttavia come terzino sinistro) ex Zenit e Krylya Sovetov Sergey Petrov e chiudendola nella ripresa con il colombiano Ricardo Laborde, subentrato in corso d’opera.

In coda, è finita 0-0 la sfida di Ufa, con i padroni di casa (si fa per dire, visto che la partita è stata giocata a Perm), che hanno così diviso la posta in palio con il Rostov. Per gli ospiti si tratta di un punto pressochè inutile (i selmashi restano al terzultimo posto in graduatoria), mentre Kolyvanov e compagnia staccano un po’ di più Ural e Amkar. Andrebbero spese molte parole per il tecnico dei baschiri, che con una rosa veramente mediocre sta riuscendo comunque a fare discrete cose.

Matteo Mongelli

Classe '94, piemontese di nascita, tra un esame universitario e l'altro segue il calcio alle temperature più improbabili, dalla Scandinavia alla vecchia terra degli Zar. Russofilo e (a breve) russofono, sogna di diventare direttore sportivo e di vivere a San Pietroburgo. Guai a disturbarlo quando gioca il Krasnodar: potrebbe uccidere.

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Matteo Mongelli

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