Italiani alla conquista del mondo. Storie e aneddoti di calciatori che sono emigrati all’estero nel tentativo, non sempre riuscito, di tenere alto il nome del Belpaese. Vittorie, sconfitte, meteore, bidoni, campioni, gol e parate: omaggio a chi ha portato in giro per il globo il nostro Tricolore.
Ruggiero, che in sei stagioni all’ombra del Colosseo aveva realizzato 29 gol, dal 1994 al 1996 mette a referto 30 realizzazioni. La Mole gli porta senza dubbio più fortuna dal punto di vista personale, ma lo sfortunato Torino del 1995-1996 retrocede in serie B, palcoscenico decisamente riduttivo per le capacità del bomber pugliese.
I corteggiatori in Italia non mancano certo, ma il treno per l’esperienza importante all’estero non passa ogni anno e Rizzi-gol dimostra di averlo capito alla perfezione: nel momento in cui il Bayern Monaco di Trapattoni lo contatta per proporgli un contratto biennale, la decisione appare scontata. Sì, lo voglio. Il matrimonio tra lo sposo pugliese e la sposa bavarese si celebra ufficialmente il primo giorno di luglio.
Il foggiano non parte titolare nelle gerarchie del Trap, anche perché in attacco giostrano giocatori come Klinsmann, Zickler e un giovane Carsten Jancker. Nonostante ciò, la scelta dell’allenatore di Cusano Milanino non è casuale: Ruggiero garantisce vigoria fisica e tecnica, quantità e qualità nel reparto offensivo, unite ad un discreto feeling per il gol.
L’esordio con la casacca bavarese è datato 10 agosto 1996, primo turno di Coppa di Germania, contro il TeBe Berlin. L’italiano viene preferito a Zickler al fianco dell’ex interista Klinsmann, ma in 66 minuti sul campo verde, al cospetto di avversari decisamente inferiori, non impressiona più di tanto e viene sostituito.
Sei giorni dopo, l’impegno è più probante e per Rizzi-gol rappresenta il battesimo di fuoco: prima giornata di Bundesliga e il suo nome compare ancora tra i titolari. In casa del St.Pauli, Oliver Kahn e compagni vincono per 2 a 1 e, dopo lo svantaggio iniziale, è proprio l’ex Cesena, Roma e Torino a riportare in parità una gara poi vinta grazie alla rete di Basler.
Bastano altri 5 giorni per vedere Ruggiero ribattezzato Rizzi-Tor (gol, in tedesco). Nel suo primo match all’Olympiastadion porta in vantaggio il Bayern, impegnato contro il Bochum e nonostante il pareggio finale firmato Peschel, è una giornata da incorniciare. L’avventura bavarese non poteva cominciare meglio. I suoi compagni di squadra hanno parole d’elogio per la sua capacità d’adattamento e il suo spirito di sacrificio: da Matthaus ad Hamann, da Strunz a Scholl, tutti ne lodano le qualità.
Rizzi va in gol anche nel pirotecnico 4 a 2 contro il Bayer Leverkusen, alla quarta giornata e attende con ansia l’esordio europeo con i bavaresi, quell’anno impegnati in Coppa Uefa. Il primo turno li sorteggia con il Valencia di Aragonés, che tra le mura amiche li sotterra di tre reti (Engonga, Claudio Lopez, Moya) e a nulla vale la risicata vittoria per 1 a 0 al ritorno: in entrambe le partite Rizzi-tor non riesce ad incidere e il sogno europeo svanisce prematuramente.
A febbraio la squadra, che in campionato è saldamente in cima alla classifica, saluta anche la Coppa di Germania, arrendendosi al Karlsruhe nei quarti di finale. Questo è il periodo peggiore della stagione di Rizzitelli, che dopo alcune partite opache vede troppo spesso la panchina e troppo poco il campo.
In un’intervista, l’italiano si spinge troppo oltre, criticando pubblicamente l’operato di Trapattoni. Rumenigge, vice presidente del Bayern, commina una multa di 6000 dollari al centravanti pugliese, che si scusa per quanto detto con società, compagni e allenatore.
A stagione conclusa, sono molte le voci che vogliono Rizzitelli lontano dalla Baviera e dalla Germania; si dice che, per alcuni problemi familiari, sia ormai cosa fatta il suo ritorno in Italia, ma il diretto interessato smentisce categoricamente e, ad agosto, è parte integrante dell’organico rossoblu. In rosa non ci sono più né Klinsmann, né Ziege, passati rispettivamente a Sampdoria e Milan, ma Trapattoni porta in Baviera calciatori del calibro di Fink, Lizarazu ed Elber. Proprio con il brasiliano prelevato dallo Stoccarda dovrebbe far coppia uno tra Zickler e Rizzitelli, che non hanno però tenuto in conto l’esplosione di Jancker, capace di siglare 23 gol a fine stagione, rubando ogni velleità di protagonismo ai due colleghi.
La stagione, intanto, si apre con la vittoria della Coppa di Lega, in finale contro lo Stoccarda, gara nella quale Rizzi-gol non viene schierato in campo. L’esordio in Coppa dei Campioni è migliore rispetto a quello in Coppa Uefa della precedente stagione e il Bayern supera il girone iniziale formato da Goteborg, Besiktas e Psg. Nei quarti di finale, però, trova il Borussia Dortmund futuro vincitore e viene sconfitto ai supplementari per un gol di Chapuisat.
In campionato la squadra procede ad alti ritmi e solo il Kaiserlsautern neopromosso sembra tenerle testa; lo spazio per Rizzitelli, che a fine stagione siglerà solo 5 reti, è sempre meno. Nell’ultimo mese i bavaresi pareggiano incredibilmente contro il Bielefeld (4 a 4) e contro il Duisburg (1 a 1), permettendo al Kaiserlsautern di andare a vincere il quarto campionato della sua storia, con due punti di vantaggio proprio sui ragazzi di Trapattoni.
L’ultima gioia rimane la vittoria della Coppa di Germania, anche se le uniche partite disputate dal centravanti pugliese sono i primi due turni: addirittura 16 a 1 in casa del Waldberg – 1 gol Rizzitelli, 5 Jancker e 3 Elber, tra gli altri – e la vittoria ai rigori contro il Werder Brema.
L’addio tra il Bayern e Ruggiero di fine anno è ampiamente preventivato: dopo un bel biennio fuori dai confini italiani, Rizzi-gol torna a calcare i campi di Serie A, con la maglia del Piacenza. Anche Trapattoni saluta Monaco e fa ritorno in Italia.
Oggi, a distanza di 16 anni, le nuove magliette del Bayern sembrano quasi voler celebrare quel biennio intenso e comunque vittorioso, imprescindibilmente legato al nome di Trapattoni…ma anche di Rizzi-Tor.
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Ma che belle queste rubriche di TCE