Come le sponsorizzazioni di casino e siti di scommesse online hanno cambiato il volto della Premier League

sunderland burnley

Agosto 2002, sta per cominciare l’undicesima edizione della nuova Premier League: l’Arsenal di Wenger si appresta a difendere il titolo (il dodicesimo della sua storia) conquistato pochi mesi prima. Non ce la farà, nonostante una prima parte di campionato dominata: trionferà, tanto per cambiare, il Manchester United, trascinato dalle 25 reti di Ruud Van Nistelrooy (capocannoniere).

Ai nastri di partenza c’è anche il Fulham di Jean Tigana: quella stessa estate i londinesi vinceranno la Coppa Intertoto (battendo in finale il Bologna), accedendo così all’allora Coppa Uefa. Ma il Fulham passerà alla storia, quell’anno, per essere stata la prima squadra di Premier League ad avere come main sponsor una società di betting. Si trattava di Betfair, fu l’inizio di una cavalcata impetuosa di siti di casino e scommesse online nel mondo della Premier.

L’esempio più rilevante sono i 10 main sponsor appartenenti a questi settori apparsi sulle maglie dei club del massimo campionato inglese. Il 50%, una percentuale impensabile fino a una decina d’anni fa. 5-3-4-7-10, questo il trend delle ultime cinque stagioni, a testimonianza di una sinergia quasi naturale tra calcio e scommesse/casino. Il tutto arricchito dal Gambling Act del 2005 che liberalizzò definitivamente il settore, permettendo anche la pubblicità in tv (cresciuta dal 2005 al 2012 del 1.400%).

La Premier, come dicevamo, è stata quasi una destinazione naturale. Ad oggi il gambling e il betting online sono la quinta fonte di investimenti nel campionato inglese, dopo materiale sportivo, servizi finanziari, compagnie aeree e automotive. Inutile sottolineare come lo spettatore medio della Premier League è l’obiettivo ideale per queste società, abili a penetrare in quello che è universalmente riconosciuto come il campionato più bello e spettacolare del mondo. L’ultimo step (che comunque sta per essere raggiunto) è la sponsorizzazione di un top club. Ad oggi Manchester United, Manchester City, Arsenal, Chelsea e Liverpool hanno un potere di negoziazione con aziende di altri settori che i piccoli club non hanno. Tanto per farci un’idea, il rapporto tra United e Bournemouth è di 20 a 1.

La strada, comunque, è spianata: sempre più l’immagine di grandi calciatori è associata con aziende che operano nel gambling o nel betting online (basti pensare a Cristiano Ronaldo), non è difficile immaginare che sponsor come casino.netbet.it presto potranno apparire sulle magliette di alcune delle società più ricche e prestigiose al mondo. Anche in questo caso è un approdo quasi naturale, inevitabile.

LE DIECI SQUADRE DI PREMIER LEAGUE CON SPONSORIZZAZIONI BETTING O GAMBLING

Andiamo a riassumere, allora, la situazione che si è verificata lo scorso campionato. Ecco le 10 squadre di Premier League che hanno accolto sulle proprie magliette un’azienda di scommesse o casino online.

  • Bournemouth: Mansion Group, scommesse e casino online, sede a Gibilterra.
  • West Ham: Betway, scommesse online con sede a Malta
  • West Bromwich: UK-K8.com, casino online con sede in Cina.
  • Sunderland: Dafabet, sede nelle Filippine (scommesse e casino online).
  • Stoke City: Bet365, betting online, sede a Gibilterra.
  • Swansea: Beteast, con sede nell’isola di Man
  • Hull City: SportPesa, scommesse online, sede in Kenya
  • Burnley: Dafabet
  • Crystal Palace: Mansion Group
  • Watford: 138.com, anche in questo caso sede nell’Isola di Man, casino e scommesse online.

 

Quali sono le prospettive future? A breve potrebbe esserci una proposta di legge che vieterebbe la pubblicità in tv di queste aziende durante il giorno. Inutile sottolineare che il contraccolpo economico sarebbe importante e il tutto si rifletterebbe sulle sponsorizzazioni ai club di Premier. D’altronde sappiamo come nel giro di pochi mesi le aziende di tabacco sono passate dal dominio pressoché totale in Formula 1 al divieto assoluto, così come i liquori-soft in diversi altri sport hanno sofferto alcune norme rigide instaurate in Gran Bretagna. Difficile prevedere allora quale sarà lo scenario tra cinque anni, pochi dubbi – invece – su quella che è la tendenza del momento.

COPY CODE SNIPPET
About Alfonso Alfano 1744 Articoli
Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.