Abruzzo, forse la legge sul GAP…non basta per arrestare il gioco

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Se non fosse un concetto “troppo oltre” e che lascia, certamente, un po’ di amaro in bocca si potrebbe dire che le Regioni e le Amministrazioni Comunali di tutta la Penisola, da Nord a Sud, stanno mettendo sul piatto un nuovo “gioco” che ricomprende un “bell’interrogativo”: sino a dove gli Enti Locali si potranno mai spingere nel varare nuove normative sulla tematica del fenomeno del gioco e sulla tematica dei casino online nuovi? Ormai, da qualche anno -e cioè da quando la Liguria e la Provincia di Bolzano decisero di disciplinare, per proprio conto e non per normativa nazionale, le attività di gioco- il mondo del gioco lecito non ha più pace.

Non esiste una casella del nuovo gioco regionale/comunale che onestamente dice: Sbagliato, hai perso un giro, ritorna alla partenza. Tutto prosegue senza soluzione di continuità ed, oggi, ci si trova a chiedersi quanto si rischia tra il conflitto di competenze e con la questione territoriale che ormai hanno “dilaniato” tutto ciò che si poteva nel settore del gioco d’azzardo pubblico? Si è arrivati al punto che, va bene le Leggi Regionali con il Regolamento sul Gioco, ma che queste addirittura non bastino per arginarlo sembra veramente troppo!

Ma non è quello che pensa, ovviamente, il Comune di Francavilla a Mare (Chieti) che, in virtù della Legge Regionale Abruzzese del 2013, ha appena varato il suo regolamento e si appresta ad emanare un’ordinanza sindacale sugli orari di accensione e spegnimento delle apparecchiature da intrattenimento. Questo perché da parte di quel Comune si ritiene che la Legge Regionale Abruzzere sia “poco estesa” e contenga “solo poche righe” che stabiliscono “solo un distanziometro di 300 metri”, uno scarno elenco di luoghi sensibili e le sanzioni per i trasgressori. Da qui il desiderio di “ampliare le misure possibili sino ai limiti della potestà regolamentare” del Comune.

Forse si tratta del primo “allargamento” delle disposizioni di una Legge Regionale o forse no, ma a chi scrive questo sembra veramente un paradosso: in ogni caso sembrerebbe che questo percorso sia già stato intrapreso da Amministrazioni “più grandi” di quella di Francavilla dove il Comune ha cercato di trovare un compromesso fra le normative “educative” e quelle “repressive”.

Si è inserito l’obbligo per i gestori delle attività di gioco di comunicare eventuali comportamenti che contengano il segnale di un sintomo compulsivo o problematico ed è stato istituito un “bollino rosso per le sale slot” e quello “verde per le sale free-slot” con sanzioni per coloro che non esporranno questi contrassegni: in caso di inosservanza, sanzione fino a 500 euro ed in caso “eclatante” anche la revoca dell’autorizzazione. Sperando che tutto questo non cominci a creare impugnative di ogni sorta da parte delle imprese di gioco.

Ovviamente, visto che si è “ritoccata” la Legge Regionale sono stati ampliati anche i luoghi sensibili e, forse, si sta pensando anche a variare il distanziometro visto che il Comune di Francavilla lo ritiene esposto in un articolo che avrebbe una formulazione “equivoca” e veramente poco chiara. In ogni caso, sempre in caso di violazione delle norme -insieme alle sanzioni stabilite dalla Legge Regionale- si è aggiunta la possibilità di revocare l’autorizzazione. Si spera che questo “andazzo” non venga seguito da tanti altri Comuni altrimenti poveri operatori del gioco…

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