Mourinho è ancora Special: conquista l’Europa League, scrive un’altra pagina di storia dello United e vola in Champions League

The show must go on. Questo era il motto che tutti si sono ripetuti da questa mattina dopo il terribile attentato accorso ieri alla Manchester Arena durante il concerto di Ariana Grande, dove hanno perso la vita circa ventidue persone, tra cui molti giovani e bambini di cui Ariana era l’idolo. La stessa popstar pare si sia offerta di pagare i funerali delle vittime di questo ennesimo attacco alla libertà e alla felicità. Lo show deve andare avanti, deve per forza andare avanti, perché fermarsi a tremare di paura rappresenterebbe una vittoria dell’ISIS, personificazione dell’orrore e dell’intolleranza, personificazione dell’odio e di tutto ciò che esiste di malvagio al mondo. A Stoccolma si è passati dall’eccitazione di una gara importante come la finale di Europa League ad una depressione generale eppure, con il passare delle ore, sia i tifosi olandesi, sia quelli inglesi, hanno iniziato a riversarsi nelle strade della città svedese, cercando di distrarsi e di pensare unicamente alla partita che tanto sognavano. Significativo è uno striscione dei tifosi del Manchester United con su scritto “Your hate makes us stronger” ovvero “Il vostro odio ci rende più forti”.

L’avvicinamento alla partita è tranquillissimo, con misure di sicurezza aumentate a dismisura per evitare che venga rovinata una festa che Stoccolma aspettava da tempo. Non ci sarà più la cerimonia di apertura, ma Ajax e United scenderanno comunque in campo per dare un calcio alla paura perché, va ripetuto, the show must go on. La Friends Arena ribolle di passione e scoppia in un grande applauso quando Patrik Andersson, ambasciatore di questa edizione di Europa League, entra in campo mostrando la coppa. Bosz, per la finale, si affida al marchio di fabbrica ovvero al 4-3-3, con Younes, Dolberg Traoré pronti a scatenarsi, mentre Mourinho opta per un 4-1-4-1, con Pogba Fellaini pronti ad assistere Rashford, mentre Mkhitaryan Mata sono pronti ad approfittare degli spazi che l’Ajax lascerà sulle fasce. Prima dell’inizio del match c’è il toccante minuto di silenzio per l’evento tragico appena avvenuto e nel silenzio svedese si respira tutta l’emozione ma anche tutto il dolore del momento. Dopo il minuto di silenzio, la Friends Arena torna ad applaudire nuovamente, stavolta guardando verso il cielo ed è in questo clima quasi sacro che inizia la finale. Pronti, via e lo United ha subito l’occasione di andare a rete con Pogba che calcia dal limite dell’area dopo aver raccolto il pallone respinto da Onana. Il giovane portiere dei Lancieri era in dubbio per qualche linea di febbre ma, alla fine, l’allarme è rientrato. Il tentativo del francese, però, termina fuori e l’Ajax deve già farsi il segno della croce. I primi minuti sono tutti dei Red Devils che chiudono l’Ajax nella propria metà campo, bloccando tutte le fonti di gioco degli olandesi.

Olandesi che si fanno vedere soltanto al 15′ quando Traorè tenta di sorprendere Romero con un potente destro da posizione defilata, ma il portiere argentino para in tutta tranquillità. Al 18′ si stappa finalmente la partita: l’Ajax sbaglia da rimessa laterale con la sfera che viene raccolta da Fellaini, il belga si accentra e serve Pogba che prova a calciare in porta. Il tiro non sarebbe un granché, ma è Sanchez a dare una mano agli inglesi, deviando il pallone e tagliando fuori Onana, permettendo al Manchester di fare 1-0. Se la partita era difficile sullo 0-0, per l’Ajax le cose si fanno ancora più complicate, con lo United che lascia agli olandesi il possesso, chiudendosi però negli ultimi trenta metri con grande umiltà, per poi ripartire in contropiede. Al 24′ gli inglesi sfiorano anche il raddoppio con Valencia, con l’ecuadoregno che, dopo aver ricevuto palla sulla destra, entra in area e tira una cannonata su Onana, bravo a respingere coi pugni. Il primo, vero brivido per lo United arriva al 34′ quando Riedewald mette in mezzo un pallone invitante per un Dolberg che non c’è, essendo rimasto troppo indietro durante lo sviluppo dell’azione. Si tratta dell’unica volta in cui l’Ajax riesce ad essere veramente minaccioso in tutto il primo tempo, con lo United che si difende perfettamente, evitando di far giocare troppo con il pallone Younes e Traoré, costringendoli ad andare da destra a sinistra senza troppi risultati. Il primo tempo si chiude, quindi, con i Red Devils meritatamente avanti, mentre la casella dei tiri in porta dell’Ajax segna un misero 1.

Nella ripresa, lo United entra com’era entrato nel primo tempo e mette l’Ajax all’angolo, trovando subito il 2-0: da calcio d’angolo Smalling tocca di testa per Mkhitaryan che da due passi si gira in acrobazia e batte ancora Onana, anche stavolta incolpevole. 2-0 davvero pesante per l’Ajax a livello psicologico, con la partita sempre più in salita. I tifosi inglesi già si lasciano andare e, per un po’, tutti gli occhi sono su di loro, mentre cantano e sventolano le proprie sciarpe. I primi minuti della ripresa vedono Skomina estrarre due cartellini gialli in poche tempo, ammonendo prima Fellaini e poi Veltman, con la partita che va un po’ innervosendosi e con le due squadre decise a fermare con le cattive le offensive avversarie. Al 62′ Bosz capisce che è ora di mischiare un po’ le carte, togliendo uno spento Dolberg con Neres, lasciando che Traorè occupi il ruolo del danese, mentre il brasiliano si posizioni sulla destra ma, nonostante questo cambio, l’Ajax non riesce comunque ad essere incisivo, con Ziyech e Traorè tra i più attivi nel cercare di trovare uno spiraglio tra le maglie inglesi. Dopo un colpo di testa centrale di Fellaini, l’Ajax riesce finalmente ad andare quantomeno alla conclusione, con il tiro di Ziyech che, però, finisce su Marte.

Bosz cambia ancora e manda in campo Van de Beek De Jong, ma Mourinho ha preparato una partita tatticamente perfetta e nessuna mossa dell’olandese ha successo, tant’è che lo United va ancora vicino al terzo gol con Lingard, abbattuto in modo regolare da Sanchez dopo essere partito in campo aperto e pronto a trafiggere Onana. Prima del triplice fischio finale, Neres si divora anche il gol della bandiera quando, invece, di battere Romero di potenza, tenta di scavalcarlo con un pallonetto, fallendo miseramente e commettendo addirittura fallo nel tentativo di raggiungere il pallone. Alla fine lo United vince meritatamente la coppa, con Ibrahimovic sceso anche lui in campo a festeggiare e con un Mourinho che si conferma ancora una volta Special One, regalando la prima Europa League o coppa UEFA allo United e volando nuovamente in Champions League. Alla fine è giusto che Manchester viva una notte come questa, perché queste sono le notti che vogliono vivere gli inglesi e, grazie a questa serata, possono dare un bel calcio al terrorismo e alla paura perché, come diceva quello striscione “il vostro odio ci rende più forti”.

TABELLINO DELLA GARA

AFC Ajax 0-2 Manchester United 18′ Pogba, 47′ Mkhitaryan

AFC Ajax (4-3-3): Onana; Veltman, Sanchez, De Ligt, Riedewald (dall’82’ de Jong); Klaassen, Schöne (dal 70′ Van de Beek), Ziyech; Traoré, Dolberg (dal 62′ Neres), Younes; All. Peter Bosz

Manchester United (4-1-4-1): S. Romero; Darmian, Blind, Smalling, Valencia; Ander Herrera; Mkhitaryan (dal 74′ Lingard), Pogba, Fellaini, Mata (dal 90′ Rooney); Rashford (dall’84’ Martial); All. José Mourinho

MVP: Paul Pogba (M)

Arbitro: Damir Skomina (Slovenia)

Ammoniti: Mkhitaryan (M), Fellaini (M), Veltman (A), Younes (A), Mata (M), Riedewald (A)

Espulsi: –

Stadio: Friends Arena (Stoccolma)

Spettatori: 46.961

 

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About Danilo Servadei 208 Articoli
Studente alla facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Aspirante giornalista e esperto di cinema giapponese. Amante del calcio e tifosissimo di Juventus, Celta Vigo e Nagoya Grampus.

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