Clasicos Day – Real Madrid-Barcellona 2-3, sua maestà Messi alza la voce

Al Santiago Bernabeu succede di tutto e anche di più. Una partita talmente emozionante da risvegliare una nazione intera.

Real Madrid-Barcellona è la partita che può decidere la Liga di quest’anno. I catalani non hanno altra scelta che vincere se vogliono continuare a sperare dal momento che sono in dietro di tre punti e con una partita in più.
Entrambe le squadre iniziano la partita con il piede giusto: compatte, precise nei passaggi. Al 2′ c’è un rigore discutibile per il Real a causa di un intervento di Umtiti su Ronaldo che l’arbitro non fischia. Gli animi si accendono. Casemiro entra duro su Mesi al 12′ e rimedia un giallo che avrebbe potuto essere un rosso.
Al 28′ si rompono gli equilibri: cross di Marcelo, Ramos sul filo del fuorigioco alla sinistra di ter Stegen incoccia il pallone che viene respinto dal palo interno; Casemiro è prontissimo sulla respinta e decreta il vantaggio.
La reazione del Barça si fa attendere giusto 5 minuti: Messi riceve un passaggio lungo la linea superiore dell’area di rigore, favorito dallo scaltro velo di Suarez, penetra como solo lui sa fare anticipando Modric ed evitando Carvajal; il sinistro a chiudere vale il pareggio.
Il Real non ci sta e reagisce con Modric che al 36′ esplode un gran sinistro che esalta le doti di attenzione di ter Stegen. Due minuti più tardi entra il numero 20 del Real Madrid Asensio al posto dello sfortunato Bale, che accusa nuovamente problemi alla caviglia sinistra.
In questo frangente di partita il Barcellona effettua un gran possesso palla in attesa di far arrivare palla a Messi. Il numero 10 dà l’impressione di stare molto bene, sia psicologicamente che fisicamente, essendo in grado di cambiare le sorti della partita quando vuole. Al 43′ proprio l’argentino filtra un passaggio sul laterale di destra per Suarez che alza la testa e crossa per Jordi Alba. Il tiro al volo di questi non ha fortuna. Sul finire del primo tempo, sempre Messi finta la soluzione più facile, vale a dire il passaggio sulla destra per Rakitic e salta Casemiro sulla sinistra. Gran gesto pur nella sua semplicità; Casemiro viene graziato perché in precedenza era già stato ammonito.
Questo primo tempo ha visto la leggera supremazia dei padroni di casa sebbene gli ospiti blaugrana si siano resi pericolosi spesso e volentieri.

L’inizio del secondo tempo è decisamente di marca blanca: al 46′ Asensio accelera la sua falcata e neppure un generosissimo Messi in ripiego difensivo riesce a stargli dietro. Piqué in scivolata deve metterci una pezza. Al 48′ è Kroos su cross di un effervescente Marcelo a tirare di prima intenzione ma ter Stegen è lì a smanacciare. Pochi minuti dopo, al 53′, Kroos mette palla dentro per Marcelo che di sinistro la mette in mezzo per Benzema. Il francese di testa da distanza ravvicinata si vede già esultare ma il portiere tedesco degli ospiti, con un poco di fortuna, sventa di piede con una mossa di calcio a 5. Il repentino cambio di fronte vede Paco Alcacer tirare di punta in maniera forse un po’ troppo affrettata con Navas che sventa di piede. E’ poi la volta di Piqué di testa che svetta tra Cristiano Ronaldo e Ramos, non proprio due pivelli nella palle alte; Navas si supera.
Al 67′ Benzema controlla palla in mezzo a tre uomini e riesce a lanciare Asensio che a sua volta crossa, forse in maniera un po’ arretrata e CR7 davanti alla porta non riesce a concretizzare una ghiotta occasione. Altro cambio di fronte e Suarez, di destro al volo, su un sontuoso passaggio di esterno destro di Iniesta si fa neutralizzare. Il Barcellona insiste perché sente di poter fare qualcosa di importante. Un minuto dopo Messi dal limite, sposta palla e tira. Navas c’è sempre. Ma nulla può al 73′ quando Rakitic finta il destro, salta Kroos e lascia partire un missile di sinistro su cui Navas non può nulla, malgrado il suo tuffo plastico.
Cinque minuti dopo il capitano del Real, Sergio Ramos, si fa espellere dopo essere entrato a piedi uniti su Lionel Messi. Poco dopo Piqué ha la palla per chiudere la partita ma il suo tiro finisce sul petto di Navas che chiude sagacemente lo specchio della porta.
All’86’ succede quello che non ti aspetti: il Real, in dieci, alza il ritmo nuovamente a dispetto del fatto che siamo quasi a fine partita. Kroos per Marcelo che come al solito crossa di prima intenzione: irrompe il golden boy colombiano James Rodriguez che di sinistro pareggia. Il numero 10 aveva fatto il suo ingresso in campo solo sei minuti prima.
Il Barcellona sembra aver perso le speranze. Sull’onda dell’entusiasmo, Asensio fa valere la sua freschezza fisica, punta Piqué e lascia partire un sinistro che impegna ter Stegen.
Per l’ennesima volta il fronte si ribalta e Sergi Roberto esce palla al piede, nel bel mezzo dell’anarchia tattica da fine partita. Fa quaranta metri palla al piede, serve André Gomes che a sua volta serve Jordi Alba, sovrappostosi sulla sinistra. Il cross che ne consegue arriva al limite dell’area per l’accorrente Messi. L’argentino si era tenuto volontariamente qualche metro dietro rispetto alla linea dei difensori avversari. Sinistro cinico ed è rete. Nell’ultimo minuto di recupero, al 92′, il Barcellona si prende i tre punti e riapre decisamente i giochi per il titolo. Nell’esultanza si toglie la maglietta e la mostra con irriverenza a tutto lo stadio, giusto per ricordare chi è lui. E accetta di buon grado anche l’ammonizione, giusto prima del fischio finale.

Ma che partita: le due compagini sono apparse toniche, sempre pronte a lottare, aggressive e tuttavia in grado di dialogare con passaggi ragionati. Semplicemente calcio spettacolo.

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