Borussia Dortmund-Monaco 2-3: re Kylian impone la sua legge al Signal Iduna Park

A 24 ore dall’attacco a suon di bombe carta al pullman della squadra, il Borussia Dortmund deve fare i conti con la pesante debacle sportiva sul terreno di casa, la seconda sconfitta casalinga nelle coppe europee per Thomas Tuchel, che pone i suoi pericolosamente sull’orlo del baratro dell’eliminazione. C’entra qualcosa il sedicente attentato di ieri? Forse.

Innanzi tutto l’incidente occorso al bus causa un paio di conseguenze tangibili: lo slittamento della partita al giorno successivo e l’assenza del malcapitato Bartra. Non sono conseguenze di poco conto perché, a loro volta, generano una serie di riflessi emotivi che si traducono in un pessimo Borussia Dortmund, quello che in campo prende due sberle nel corso dei primi 45 minuti. La squadra è evidentemente scossa, la vigilia della partita è stata del tutto inconsueta e questo può pesare sia sulla concentrazione che sul morale dei calciatori. Non solo, anche l’allenatore non sembra esente da questi effetti negativi, a meno che non avesse deciso l’undici titolare già prima degli avvenimenti di ieri.

Certamente Bartra sarebbe stato tra i titolari, la sua assenza viene colmata dall’inserimento nella linea difensiva di Sven Bender, soluzione tutt’altro che felice. Non era una soluzione obbligata, Tuchel poteva anche schierare Ginter dietro (e non sulla fascia) e mettere in campo Pulisic dall’inizio, ma preferisce un atteggiamento più prudente, col doppio terzino, Schmelzer-Guerreiro e Piszczek-Ginter, sulle fasce. Jarbim, decisamente più tranquillo e lucido, risponde con dei piccoli aggiustamenti alla formazione tipo, inserendo Raggi e Touré sulle fasce e Moutinho a centrocampo al posto dello squalificato Bakayoko.

Il risultato è un primo tempo bruttino, con un Borussia che mantiene il possesso del pallone, ma lo fa in maniera piuttosto sterile, cosa decisamente inconsueta per il pubblico del Signal Iduna Park. Il Monaco è più incisivo e, nella partita dei grandi prospetti calcistici futuri, ha Kylian Mbappé, autentico fenomeno della nuova generazione. Al 16′ si procura un rigore (per la verità discutibile) per trattenuta di Papastathopoulos, dopo aver sorpreso la difesa con uno scatto fulmineo. Fabinho sbaglia, calciando a lato, ma poco importa. Passano due minuti e Mbappé sigla il fortunoso 1-0 ospite su cross dalla sinistra di Lemar. Fortunoso perché la sua posizione è probabilmente irregolare e perché il pallone lo colpisce addosso quasi in maniera involontaria. Dortmund ruggisce, ma in campo non ci sono leoni. Bender, al rientro dopo quattro mesi, combina un pasticcio colossale al 35′, nel momento migliore dei suoi, infilando la propria porta di testa in tuffo.

Tuchel è costretto a cambiare e finalmente manda in campo Pulisic, oltre a Sahin, in luogo dei disastrosi Schmelzer e Bender. La partita cambia volto, i giallo-neri spingono e chiudono i francesi nel fortino della loro area di rigore. E’ un tiro al bersaglio, arrivano conclusioni da tutte le parti e l’1-2 si materializza grazie ad un colpo di genio di Aubameyang che, oltrepassato dal cross di Guerreiro, colpisce il pallone di tacco per servire Kagawa solo davanti al portiere. Il giapponese non tira, ma tocca per Dembélé, che a porta vuota accorcia le distanze. L’assedio prosegue ed il pubblico spinge per l’ormai inevitabile pareggio. Purtroppo Tuchel non poteva sostituire mezza squadra a fine primo tempo, dunque Piszczek è ancora in campo. Dunque Piszczek può ancora nuocere. Al 79′ si inventa un retropassaggio horror, lento, corto per Papastathopoulos. Re Kylian Mbappé è nei pressi, prende palla, si invola verso la porta e fredda Bürki per il 3-1 che sa tanto di semifinale.

Nel finale Kagawa addolcisce la pillola accorciando nuovamente le distanze con un fulmineo stop-dribbling-tiro in area, ma il 2-3 è comunque un passivo pesante da subire in casa. Significa dover vincere almeno 2-0 in trasferta nel Principato. Sarà una settimana da incubo quella del Borussia Dortmund, ma anche il Monaco sarà costretto a rimanere sulle spine fino alla gara di ritorno, visto che, se può contare su qualcosa, quella cosa certamente non è la sua difesa. Mbappé regna, Jardim predica calma, Tuchel mastica amaro e mercoledì prossimo, siamo sicuri, ne vedremo nuovamente delle belle!

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About Luca Petrelli 157 Articoli
Cresciuto a pane e telecronache delle proprie partite con le figurine Panini sul campo di Subbuteo, sviluppa una passione viscerale per il calcio, che si trasforma presto in autentica dipendenza. Da sempre dalla parte degli underdog, non scambierebbe mai 1000 vittorie da cowboy con un unico grande successo indiano sul Little Bighorn. Tra una partita e l'altra, trova il tempo per laurearsi in economia, Tuttocalcioestero gli offre l'occasione per trarre finalmente qualcosa di buono dalla sua "malattia" per il pallone, strizzando l'occhio al sogno nel cassetto del giornalismo di professione.

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