Monaco-Man City 3-1: gli inglesi perdono un altro pezzo, i giovani monegaschi asfaltano Guardiola

Un tempo completamente dominato dal Monaco, una squadra, il Manchester City, praticamente assente dal campo, completamente surclassata in lungo ed in largo. Inutile il gol del momentaneo 1-2, perché l’ennesimo errore di una difesa pasticciona regala definitivamente la qualificazione alla squadra di ragazzi di Jardim. Due soli giocatori nati negli anni ’80 nell’undici titolare, tanta corsa, tanto entusiasmo, una qualificazione ai quarti di Champions strameritata per il Monaco.

L’impressione per chi assiste ai primi 45 minuti di match è che si stia rivivendo una sorta di Barcellona-PSG. Stavolta, però, la squadra francese è la protagonista in positivo. Il gol del solito straordinario Mbappé a inizio partita, spiana i sogni di remuntada ai principini monegaschi, che, presi dalla verve agonistica, distruggono il Manchester City nel corso del primo tempo. Una prestazione di imbarazzante superiorità. I ragazzi di Jardim triangolano, pressano, corrono a tutto campo, non la fanno mai vedere al City, che chiude miseramente senza tiri in porta la prima frazione di gara. E’ uno spettacolo desolante per i tifosi inglesi accorsi nel Principato, acuita poi dalla totale mancanza di reazione dinnanzi al 2-0 di Fabinho, un gol fotocopia del primo. Entrambe le marcature arrivano infatti da cross tesi da sinistra, il primo di Bernarndo Silva, il secondo di Mendy, raccolti rispettivamente da Mbappé e Fabinho.

Chi ricorda bene la gara d’andata sa quanto il Monaco possa soffrire nel secondo tempo. La giovane età della rosa è certamente uno dei più validi motivi per spiegare la totale mancanza di ragionevolezza nella gestione delle energie. A Manchester, ad una prestazione superlativa nella prima parte di gara, era seguito un finale da incubo, con gran parte dei monegaschi a rincorrere col fiatone i Citizens in volata verso il 5-3 che sembrava aver quasi chiuso il discorso qualificazione. Stasera la scena si ripete ed il secondo tempo inizia con l’affievolirsi dell’azione dei bianco-rossi in favore del massiccio dispiego di forze degli uomini di Guardiola. Silva fa paura con le sue giocate, Sterling e Sané sbucano da tutte le parti, ma Aguero spreca occasioni su occasioni. Dopo dieci minuti di apnea, tra il 60′ ed il 70′, la difesa del Monaco deve capitolare, per forza di cose. La diga non regge più la piena e si disintegra sulla conclusione mancina di Sterling, abile nel sorprendere Mendy rientrando sul sinistro. Subasic respinge bene di lato, ma l’altro terzino, Sidibé, si dimentica Sané, permettendo al gioiellino tedesco di concludere in tap-in per l’1-2 che sembra sigillare la qualificazione della formazione inglese.

Tutto bello, tutto inutile. Guardiola è Guardiola, il City è più forte, il Monaco gioca bene, ma torna a casa. Titoli di coda. Invece no! Il motivo di questo ripensamento in una trama così lineare e credibile è da ricercare nella disastrosa difesa dei Citizens, incapace di contenere qualsiasi offensiva, totalmente inaffidabile quando si tratta di gestire il risultato. Guardiola lo sa bene, tant’è che al gol di Sané non si perde in festeggiamenti, ma si affanna a spiegare ai suoi di mantenere il pressing alto per riconquistare la palla in avanti ed evitare di coinvolgere la difesa. Il Monaco, d’altra parte, sembra stanchissimo e difficilmente in condizione di creare nuovi pericoli. Un calcio piazzato, però, può sempre capitare ed è qui che si consuma il dramma per i tifosi accorsi da Manchester. Al 77′ la punizione di Lemar, calciata verso il centro dell’area ospite, trova la testa di Bakayoko, tutto solo davanti al portiere e con un compagno altrettanto solo alle spalle, per il 3-1 che nessuno si aspetta e che fa esplodere il Louis II. La rete subita in maniera del tutto inaspettata spezza le gambe al City, che, inerme, non riesce a fare altro che condurre uno sterile possesso palla fino alla fine dei minuti regolamentari. Il fischio finale dell’arbitro italiano Rocchi arriva dopo neanche troppi patemi per il Monaco che esulta per un successo quasi insperato. Jardim e i suoi sono tra i primi otto in Europa.

Senz’altro è un risultato meritato perché nell’arco delle due partite, il Monaco ha espresso un calcio superiore sia a livello di spettacolo che a livello tattico. Il Manchester City, nei 180 minuti, ha trovato il modo di mettere la testa avanti solamente quando gli avversari erano sulle gambe e con la lingua di fuori per la stanchezza. Male nella gestione delle risorse fisiche, i giocatori di Jardim possono contare su un patrimonio di risorse tecniche straordinario e che facilmente si tramuteranno in risorse economiche al prossimo mercato estivo. Tanti sono i gioielli, con un pizzico di maturità in più questa squadra può essere veramente la mina vagante del finale di stagione europeo. Guardiola invece resta attaccato alla sola F.A. Cup, nella speranza che da qui a fine stagione porti a casa almeno la qualificazione alla prossima Champions, cosa non del tutto scontata in un campionato combattutissimo come la Premier.

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Cresciuto a pane e telecronache delle proprie partite con le figurine Panini sul campo di Subbuteo, sviluppa una passione viscerale per il calcio, che si trasforma presto in autentica dipendenza. Da sempre dalla parte degli underdog, non scambierebbe mai 1000 vittorie da cowboy con un unico grande successo indiano sul Little Bighorn. Tra una partita e l'altra, trova il tempo per laurearsi in economia, Tuttocalcioestero gli offre l'occasione per trarre finalmente qualcosa di buono dalla sua "malattia" per il pallone, strizzando l'occhio al sogno nel cassetto del giornalismo di professione.

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