TCE Amarcord: i “Dragões” del Porto indomabili, Roma eliminata dalla Coppa delle Coppe

Fonte foto: sport.ilmessaggero.it

Nella serata di domani la Roma affronterà il Porto nella sfida valida per i playoffs della Uefa Champions League. Noi di Tuttocalcioestero.com in attesa della partita vi riportiamo alla mente l’unico precedente tra le due compagini, datato stagione 1981/82 in occasione della Coppa delle Coppe. In quel caso a trionfare, nella doppia sfida andata/ritorno, furono i portoghesi che si assicurarono il passaggio del turno con un aggregato totale di 2-0.

L’avventura della squadra capitolina in quella Coppa delle Coppe comincia al primo turno, dove la squadra di Nils Liedholm si ritrova davanti i nordirlandesi del Ballymena United. La franchigia dell’omonima città era approdata alla competizione europea grazie alla vittoria dell’Irish Cup nel corso dell’anno precedente. In quel caso in finale fu il Glevoran ad alzare bandiera bianca davanti al guizzo vincente di McQuiston. Nel match d’andata la squadra giallorossa si porta subito in avanti espugnando il “Ballymena Showgrounds” con il punteggio di 2-0. Dopo un primo tempo a forti tinte nordirlandesi, la Roma sale in cattedra nella ripresa e risolve la pratica con le reti di Odoacre Chierico (all’esordio europeo) e di Carlo Ancelotti. Il ritorno è una pura formalità per “i Lupi”, che liquidano gli avversari con un sontuoso 4-0 che non ammette repliche. Ad aprire le danze è Luciano Spinosi, che fredda il portiere avversario Matthes mettendo il pallone sotto la traversa. Per lui questa è la seconda parentesi nella capitale, infatti nel mezzo va registrata la parentesi vincente con la Juventus (quattro scudetti e una coppa Uefa). Tornando alla partita, a cavallo tra fine primo tempo ed inizio del secondo si scatena la vena realizzativa di Roberto Pruzzo, che chiude il ipoteticamente il match con una doppietta devastante. Questa per “O Rey di Crocefieschi” (soprannome datogli dai tifosi del Genoa) è la stagione della grande esplosione, infatti negli anni successivi vincerà tre volte il titolo di capocannoniere, uno scudetto e tre coppe italia. A chiudere il poker ci pensa Paolo Giovannelli con un bel colpo di testa. Scoperto e lanciato da un certo Ferruccio Valcareggi, a Roma lo ricordano per la rete del 2-1 con cui la Roma batté la Lazio nel derby di ritorno della stagione 1979-1980 (unico centro in maglia giallorossa).

Porto
Odacre Chierico in azione. Fonte foto: asromaultras.org

Stesso copione vale per il Porto, che fa il suo ingresso nella Coppa delle Coppe 1981/82 al primo turno. Gli avversari dei “Dragoni” sono i danesi del Vejle, reduci dal trionfo nella coppa nazionale ai danni del Frem con il risultato di 2-1; successo che porta il trofeo stabilmente in quel di Nørreskoven. L’avventura per la selezione biancoblu non inizia nel migliore dei modi, infatti in terra danese arriva una sconfitta (indolore) per 2-1. A salvare la squadra portoghese è la rete del momentaneo vantaggio di Romeu Silva, il quale nel corso della sua carriera ha vestito le maglie delle “tre sorelle” (Benfica, Porto e Sporting Lisbona in ordine cronologico). La rimonta danese, invece, porta la firma di Andersen ed Eg, quest’ultimo bandiera del Vejle e uno dei principali artefici del ventennio d’oro tra anni ’70 e ’80. Al ritorno, però, gli “Azuis e brancos” sfruttano il fattore casalingo e staccano il pass per il secondo turno con un rotondo 3-0. Il mattatore della serata è Jaime Magalhães, autore di una doppietta e bandiera del Porto che nel corso della sua carriera metterà insieme 30 reti in 276 presenze totali. A completare il tris ci pensa António Sousa, il quale andrà a segno nella finale di Coppa Uefa del 1984 persa contro la Juventus con il punteggio di 2-1; per i bianconeri segneranno Vignola e Boniek.

Il primo atto della sfida tra Porto e Roma va in scena all’Estadio Das Antas di fronte a circa 30.000 spettatori. Luogo che è stato la casa dei “Dragões ” tra il 1952 e il 2004, precisamente dopo il Campo da Constituição e prima dell’attuale Estádio do Dragão. Nils Liedholm si presenta in Portogallo con la consueta formazione: Tancredi in porta, Turone da libero e la linea a 3 difensiva composta da Nela-Bonetti-Marangon. In mezzo al campo le chiavi del gioco sono affidate al brasiliano Falcao, affiancato saggiamente da Ancelotti e capitan Di Bartolomei. Davanti, a sostegno del bomber Pruzzo, ci sono Chierico e Conti. L’arbitro dell’incontro è il tedesco Adolf Prokop, che caso vuole arbitrerà la finale della Coppa Uefa 1984 proprio tra la selezione portoghese e la Juventus. Il match si decide a cavallo tra primo e secondo tempo, dove i biancoblu chiudono la pratica con due reti. Le danze si aprono al 41esimo minuto di gioco con il guizzo di “Mickey” Walsh, giocatore dal tipico stampo britannico e passato alla storia per il fantastico gol messo a segno nel 1975 nel match contro il Sunderland. Conclusione mancina a giro sul secondo palo dal limite dell’area di rigore, che come un colpo di biliardo si infila nel sette dopo aver colpito il montante. Ad inizio ripresa, invece, la rete del raddoppio porta la firma di José Alberto Costa, passato negli almanacchi della storia dei “Dragoni” come uno dei membri del trio offensivo delle meraviglie insieme a Fernando Gomes e António Oliveira (fautore di 6 scudetti).

Il risultato comunque non è proibitivo in vista del ritorno casalingo, dove Liedholm decide di cambiare due pedine rispetto al primo confronto: in difesa c’è Spinosi al posto di Marangon, mentre ad Ancelotti subentra Maggiora. Il Porto dal canto suo non lascia nulla al caso e tampona bene le offensive avversarie bloccando Chierico e Conti in maniera impeccabile. La prima grande occasione capita sulla testa di Pruzzo, il quale raccoglie un ottimo cross di Spinosi e per poco non punisce l’uscita a farfalle del portiere avversario Fonseca; a salvare il Porto è solo la parte alta della traversa. Prima dell’intervallo è Di Bartolomei a sfiorare la rete del vantaggio con una conclusione a botta sicura dall’interno dell’area di rigore, ma il pallone viene respinto sulla linea da un difensore avversario. Nella ripresa il forcing della Roma continua ma nella prima parte del secondo tempo va segnalato solo l’episodio curioso riguardante l’arbitro Palotai, che nel corso del match raccoglie una mela dall’interno del rettangolo di gioco. L’ungherese è stato uno dei più grandi fischietti a livello internazionale in quanto detiene il record di partecipazioni ai Mondiali di calcio (tre, come altri diciotto direttori di gara) e quello di finali di Coppa dei Campioni (due, come Leo Horn, Concetto Lo Bello e Gottfried Dienst). Nel finale di gara la partita si riaccende con una occasione per parte: nella prima Tancredi viene chiamato al grande intervento sugli sviluppi di un colpo di testa diretto all’incrocio di Jaime II. Tra le fila della Roma, invece, l’ultimo ad arrendersi è Pruzzo, che prima della fine timbra nuovamente la traversa con un altro imperioso stacco aereo.

Esattamente come la palla di Pruzzo anche le speranze di qualificazione della Roma si infrangono improvvisamente al cospetto del Porto, che passa il turno grazie alle due reti dell’andata. L’avventura dei portoghesi, però, non dura ancora a lungo visto che ai quarti arriva l‘eliminazione per mano dello Standard Liegi. Per la Roma, invece, sarà una stagione non proprio positiva anche a livello nazionale, infatti in Campionato finirà terza (alle spalle di Juventus e Fiorentina) mentre in Coppa Italia l’uscita arriva ai quarti contro l’Inter. Per quanto riguarda la Coppa delle Coppe il successo finale è del Barcellona, che alza il trofeo sconfiggendo i belgi dello Standard Liegi con il punteggio di 2-1. Decisive le reti di Alan Simonsen (uno dei calciatori più importanti della storia danese) e Quini (sette volte vincitore del titolo Pichichi della Liga). Per la selezione Belga inutile il gol del momentaneo vantaggio firmato da Guy Vandersmissen.

Porto-Roma 2-0 (41′ Walsh, 46′ Costa)

Porto: Fonseca, Cabrici, Simoes, Freitas, Teixera, Rodolfo, Jaime M.Sousa, Walsh (80′ Julio), Jacques, Costa. All: Stessl.

Roma: Tancredi, Nela, Marangon, Turone, Falcao, Bonetti, Chierico, Di Bartolomei, Pruzzo, Ancelotti, Conti. All: Liedholm.

Roma-Porto 0-0

Roma: Tancredi, Spinosi (64′ Giovannelli), Nela, Turane, Falcao, Bonetti, Chierico, Di Bartolomei, Pruzzo, Maggiora, Conti. All: Liedholm.

Porto: Fonseca, Gabriel, Simoes, Freitas, Lima Pereira, Teixera, Jaime M., Scusa (83′ Banderinha), Walsh (88′ Fernando), Jaime P., Costa. All: Stessl.

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Appassionato di ogni genere di sport (calcio e basket in primis), è un grande esperto del "calcio minore". Che sia la Copa Libertadores o la terza divisione danese poco importa, in qualunque campo rotola un pallone e ci sono 22 uomini c'è sempre una storia da raccontare.

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