Le pagelle di Germania-Francia: Griezmann trascinatore, Müller fantasma

Germania-Francia è uno scontro difficilmente banale e, anche se questa volta in ballo non ci sono Alsazia e Lorena, ma una finale europea, la pressione del grande appuntamento può giocare brutti scherzi a chi ha molto da perdere, come i francesi padroni di casa, o come i tedeschi campioni del mondo in carica e francamente favoriti. Va peggio alla Germania, soprattutto ad alcuni suoi elementi chiave, ma vediamo nel dettaglio.

La squadra di Löw domina il primo tempo, tenendo palla e schiacciando l’avversario quasi nella sua area di rigore. All’allenatore dei panzer va rimproverato, però, il fatto di non aver creato alternative ad un gioco che cerca il Gomez che non c’è. Se nel primo tempo questo comporta lo svantaggio di 1-0 grazie all’incredibile rigore nei minuti di recupero, nella ripresa significa praticamente non riuscire quasi mai a tirare verso la porta di Lloris. Voto 5 per l’appannato selezionatore tedesco. Dicevamo della pressione di una semifinale europea, ci si poteva aspettare una buona tenuta mentale da parte di giocatori abituati ai grandi match internazionali. Non è stato così. Müller porta a casa il premio di peggiore in campo (4) riuscendo a giocare pochissimi palloni, non inquadrando mai lo specchio della porta e sbagliando persino i passaggi più elementari. Un europeo totalmente incolore per lui. Özil, che oggi sembrava partito meglio del solito, con l’andare dei minuti rientra nell’anonimato che l’ha contraddistinto in gran parte dei match precedenti in terra francese. 5,5 per lui. Non meglio Boateng (5,5), da molti osannato giustamente come uno dei migliori, se non il migliore difensore centrale del mondo, cade troppo spesso in fallo con clamorose e costose ingenuità. Il mani con l’Italia è costato un gol, l’errore su Giroud oggi viene salvato solamente dall’intervento del buon Höwedes (6). E Schweinsteiger? Non ha l’esperienza per capire che saltare con le mani per aria nei propri 16 metri può essere un rischio eccessivo? Dopo quanto successo con l’Italia poi. Sembrava una partita ineccepibile la sua, ma è il principale responsabile dell’1-0 subito e merita un bel 5. I terzini poi non sono affatto da squadra campione del mondo. Kimmich sta crescendo in personalità, ma perché dobbiamo per forza vedere un centrocampista in difesa? Il suo errore in area genera il 2-0 francese, come già gli era capitato ad esempio in Champions contro la Juve. Un centrocampista può forzare un passaggio, un difensore no. 5,5 per lui, giusto perché in proiezione offensiva è stato uno dei più positivi. Hector è e resta Hector, un terzino da 5,5 o poco più. Neuer poi aggiunge ai disastri dei compagni l’uscita imperfetta che regala a Griezmann il tap-in del raddoppio. Stranamente tra i rimandati, oggi il portierone del Bayern non va oltre il 5. Altro talento offuscato è quello di Götze (5 per lui dalla panchina), troppo sprecone in zona gol, l’ombra del match-winner della finale mondiale. Mustafi, anche lui subentrato dalla panchina, non brilla (5,5), mentre Sanè, lanciato non si sa bene perché nel finale, non può fare nulla per risollevare le sorti dell’incontro. I migliori dei tedeschi sono senz’altro Kroos e Can a centrocampo (6,5 per entrambi), il primo per le geometrie ed il carisma, un condottiero, il secondo per la corsa e l’abnegazione. Davanti si salva solo Draxler, 6,5 anche per lui, che almeno prova a scardinare in tutti i modi l’arcigna difesa francese, pur senza grande successo.

La Francia, oh che grande partita! No, nient’affatto. Primo tempo incolore, dopo un inizio inutilmente arrembante. Secondo tempo iniziato bene e proseguito mantenendo il punteggio, per poi raddoppiare sugli errori a ripetizione della retroguardia tedesca, Kimmich e Neuer su tutti. Deschamps non aveva impostato benissimo la partita, ma la dea bendata (la stessa che ha sorteggiato la Francia nel “girone di ferro” con Romania, Albania e Svizzera, la stessa che ha permesso ai transalpini di sfidare l’Irlanda agli ottavi e poi, dopo l’incredibile debacle inglese, l’Islanda ai quarti) ci mette una pezza regalando ai padroni di casa l’inaspettato 1-0. Ecco, da qui in poi, il tecnico di chiara formazione tattico-calcistica italiana non fallisce la sua missione di difendere e consolidare il vantaggio. 6,5 al buon Didier. Il migliore in campo è senza ombra di dubbio Griezmann, 8, semplicemente imprendibile, sempre una spina nel fianco e pronto a capitalizzare anche mezzo pallone regalato dagli avversari. La luce di un attacco non brillantissimo: Giroud da 6 dopo il tanto lavoro, ma la scarsissima vena realizzativa, Payet 5, praticamente sempre stoppato in dribbling. Pogba, 6,5, illuminante in occasione del 2-0, e Sissoko, 7, tanta quantità e buoni spunti in contropiede, riescono a sopperire al pessimo Matuidi, 5. Il giocatore del PSG (PSG?!) onestamente non ne azzecca una e, da quanto visto stasera e non solo, lascia seri interrogativi sulle sue qualità tecniche. Kanté, 6,5 dalla panchina, è di un altro livello quest’anno. La notiziona per i galletti arriva, però, dalla difesa, che, strano a dirsi, tiene. Certo, l’assenza di una punta centrale permette a Koscielny di compiere l’impresa di concludere 90 minuti senza combinar disastri (6,5 per lui), ma anche i terzini coprono bene, seppure attaccando poco (6 sia per Evra che per Sagna). I totem della retroguardia, ad ogni modo, sono Lloris (7,5), sempre attento ed autore di un paio di interventi fenomenali, e Umtiti (7), autentico leader difensivo e giocatore dal quale parte quasi sempre l’impostazione per il contrattacco.

Una piccola analisi anche per l’arbitro stavolta, perché l’italiano Rizzoli si districa bene tra le insidie di una semifinale così sentita e carica di tensione. Il rigore concesso alla Francia è un colpo da maestro, al quale probabilmente compartecipano assistente di linea e assistente di porta. Ad esser pignoli, sui falli di poco conto l’arbitro emiliano si lascia influenzare forse un po’ troppo dal contesto e dal carisma dei giocatori in campo (critica che gli è stata più volte mossa anche in patria), fischiando nel dubbio in favore dei francesi, ma in generale la sua direzione è da 7.

Per concludere, una nota di colore: il pubblico. Bello, festoso, sportivo, non si discute, ma il geyser sound? Perché? Evidente i tifosi francesi, 4, mancano d’inventiva. Lasciate all’Islanda ciò che è dell’Islanda!

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About Luca Petrelli 157 Articoli
Cresciuto a pane e telecronache delle proprie partite con le figurine Panini sul campo di Subbuteo, sviluppa una passione viscerale per il calcio, che si trasforma presto in autentica dipendenza. Da sempre dalla parte degli underdog, non scambierebbe mai 1000 vittorie da cowboy con un unico grande successo indiano sul Little Bighorn. Tra una partita e l'altra, trova il tempo per laurearsi in economia, Tuttocalcioestero gli offre l'occasione per trarre finalmente qualcosa di buono dalla sua "malattia" per il pallone, strizzando l'occhio al sogno nel cassetto del giornalismo di professione.

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