Esclusiva TCE: Ximo, capitano del Villarreal Juvenil, campione di Spagna

XImo Miralles Villarreal

Quest’anno il Villarreal ha sfornato quella che può essere considerata, dati alla mano, la miglior generazione di sempre della cantera grogueta. Il Submarino amarillo Juvenil, vale a dire la Primavera, si è aggiudicato per la prima volta nella sua storia il titolo nazionale e molti di questi ragazzi sono abituali nelle selezioni giovanili. Non a caso in questi giorni Nahuel Leiva, Alfonso Pedraza e Rodri stanno disputando quasi da titolari gli Europei under-19 in cui la Spagna si è da poco classificata per la finalissima di domenica. In esclusiva assoluta la redazione di TuttoCalcioEstero ha potuto intervistare il capitano del Villarreal Juvenil di questa incredibile stagione: Ximo Miralles, portiere 19enne, di cui gli ultimi dieci a Miralcamp.

Innanzitutto raccontaci un po’ di te. Ti sei infilato i guanti che avevi solo tre anni: perché proprio portiere e non in mezzo al campo?
Suppongo sia stato per caso assieme a mio fratello. Eravamo in due, perciò chiaramente uno doveva andare in porta e l’altro tirare. Sicuramente lui fu più rapido a prendere la palla e a me rimasero i guanti.

Così a otto anni tu e tuo fratello venivate da Vinaròs fino a Vila-real per allenarvi una volta a settimana, giusto? Vostro padre voleva farvi fare un provino col Villarreal e vi presero o che successe?
Esatto. Il primo anno rimanemmo allenandoci solo una volta a settimana. Nonostante  la nostra intenzione di farne parte a tempo pieno, i nostri genitori sapevano che l’impegno di portarci fino a Vila-real sarebbe stato grande (le due cittadine distano circa 90 km, ndr), così decisero di accordarci un anno di prova.

Quanto hai vissuto nella Residencia, la cantera del Villarreal? Raccontaci qualcosa della vita nella Ciudad Deportiva di Miralcamp che non può sapere chi non ci vive.
Ci ho vissuto per una stagione due anni fa. Si tratta di un ambiente dove si respira lo sport, ma che allo stesso tempo ti mette nelle condizioni di studiare, se non vuoi rimanere indietro.

Il Villarreal è diventata la tua squadra del cuore dopo tutti questi anni qui o tifi un’altra squadra?
Tifo Villarreal, ma non solo io, anche mio fratello Jaime. Sinceramente credo che tutto quello a cui ci ha condotto la nostra vita, nel bene e nel male, sia avvenuto grazie al Villarreal: valori, esperienze, lezioni di vita… Ma nonostante ciò simpatizzo anche per altre squadre, quelle di mio padre e di mio nonno: l’Atlético Madrid e l’Athletic Bilbao.

Parliamo del titolo Juvenil. In un’intervista dicesti che fu la qualità dei giocatori a fare la differenza. Chi credi che esploderà nel mondo del calcio tra i tuoi compagni e perché?
Credo e spero che tutti noi possiamo raggiungere alti livelli. Però parlando di casi più specifici, stiamo vedendo come si stiano mettendo in evidenza nella nazionale under-19 Rodrigo e Alfonso (Rodri e Pedraza, ndr). Noi siamo molto orgogliosi di loro e speriamo che anche altri possano raggiungere obiettivi importanti.

Raccontaci alcune curiosità o aneddoti particolarmente divertenti su uno dei tuoi compagni.
Il mio amico Mario (l’attaccante Mario González, ndr) ci tiene a uscire dallo spogliatoio sempre per ultimo quando entriamo sul terreno di gioco, così spesso se la prende con me perché ci impiego molto a prepararmi (ride).

Quando hai parlato dell’allenatore Javi Calleja, hai detto che trasmette tranquillità ai giocatori ma che allo stesso tempo è esigente. Che idee nuove ha portato alla squadra che non aveva mai fatto nessuno prima di lui?
Ha portato allegria e convinzione. Ci ha insegnato che il calcio è una cosa molto seria, perciò dobbiamo dare tutto se vogliamo continuare a giocare a un buon livello, ma allo stesso tempo che ci possiamo divertire. Inoltre nei momenti difficili sono state chiave la sua tranquillità e la sua convinzione. Mi ha sorpreso che in ogni momento ha sempre avuto a cuore il fatto che ogni giocatore si trovasse a proprio agio in campo.

Quest’anno inizia la tua carriera nel calcio professionistico. Credi di avere le qualità per diventare il titolare del Villarreal C entro fine stagione?
Credo di esserne in grado ma c’è anche tantissima concorrenza. Inizia un’esperienza diversa con nuove difficoltà, e non mi resta che dire che ce la metterò tutta per superarle.

Grazie mille. Spero che il titolo Juvenil sia solo il primo di molti e di vederti ancora per molto sui giornali.
Grazie a voi, un saluto.

(Foto: Maria Jose Segovia)

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia, e più in generale per il calcio, oltre ad altri mille interessi.

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