L’infortunio di Musacchio tra precedenti analoghi e valutazioni dell’équipe medica

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Dalle parti di Miralcamp, centro sportivo del Villarreal, l’infortunio di Mateo Musacchio ha monopolizzato le attenzioni di tifosi e addetti ai lavori. Negli scorsi giorni hanno preoccupato le parole del dottor Pedro Guillén, il chirurgo che ha operato il difensore argentino, il quale ha dichiarato che le uniche complicazioni potrebbero nascere da un’eventuale infezione alle ferita, visto che la frattura al perone è una frattura esposta. Ma già nella giornata di ieri, la figlia Isabel, collaboratrice che ha assistito all’operazione chirurgica, durante la quale sono state applicate una placca di titanio e dieci viti, ha scongiurato questa possibilità soprattutto per il fatto che l’osso esposto non avrebbe toccato il terreno di gioco, e contestualmente ha riallargato la forbice di un possibile rientro a ben sei mesi. Lo stesso Pedro Guillén attribuiva gran parte delle cause dell’infortunio che, ricordiamolo, è avvenuto senza alcun contatto con altri giocatori, all’irregolarità del terreno del Coliseum Alfonso Pérez, noto in Spagna per essere tra i più dissestati della Liga.

Nell’era recente del Villarreal si tratta della sesta frattura di perone di un proprio tesserato. La prima, quella di Diego Cagna, il 4 aprile 2001 durante un allenamento, fu l’unica che coinvolse anche la rottura totale del legamento e che, al pari di quella di Musacchio, fu una frattura esposta. Tornò in campo in una gara ufficiale il 22 settembre, cinque mesi e mezzo dopo. Poi fu il turno di uno degli episodi più tragicomici della storia del club e forse anche del calcio, quando Martín Palermo, il 30 novembre dello stesso anno, si ruppe tibia e perone esultando dopo un gol al Levante: questo scherzetto gli costò sei mesi. Il 4 aprile 2009 fu la volta di Santi Cazorla che durante un match contro l’Almería si fratturò il perone, ma tornò in campo per l’ultima gara di campionato meno di due mesi più tardi, il 30 maggio. Ancora nel mese maledetto di aprile, il giorno 7 del 2011, Gonzalo Rodríguez ebbe la stessa sorte contro il Twente e, purtroppo per lui, fu solo il primo di una lunga serie di infortuni che lo tennero lontano dai campi per i successivi due anni. Per arrivare infine a Bruno Soriano, che a febbraio ha dovuto abbandonare i suoi compagni durante il match di Coppa contro il Barcellona.

Ma per rievocare un infortunio della stessa entità di quello di Musacchio che, oltre alla frattura esposta del perone ha patito anche la lussazione della caviglia con interessamento parziale al legamento, è indicativo il caso di Filipe Luis, che il 23 gennaio 2010, con la casacca del Deportivo La Coruña subì lo stesso trauma. Ma nonostante la prognosi tra quattro e sei mesi, tornò ad allenarsi appena tre mesi più tardi, per poi scendere in campo l’8 maggio. Ad ogni modo nel caso di Musacchio la pausa estiva permetterà il pieno recupero del giocatore senza necessità di rientro anticipato, anche e soprattutto in attesa di capire la sua posizione contrattuale.

(Foto: lavozdegalicia.es)

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia, e più in generale per il calcio, oltre ad altri mille interessi.

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