L’intervista – Serse Cosmi: ‘Il 3-5-2 di Conte somiglia al mio. Vorrei allenare in Premier o in Bundes!’

Serse Cosmi
Serse Cosmi, ospite d’onore nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori a Perugia, nell’ambito del festival culturale Immaginario, ha assistito al panel discussion di venerdì 3 novembre tra Gianni Mura, Arrigo Sacchi e Giuseppe Smorto.
Noi di TuttoCalcioEstero.it lo abbiamo intervistato per sapere quali siano le sue prospettive a questo punto della sua carriera.
Per noi tutti rimarrà sempre l’allenatore del Perugia, sebbene abbia allenato anche altre grandi squadre di serie A, come l’Udinese, il Genoa e il Brescia. Il suo Perugia fu uno dei migliori degli ultimi 30 anni.
Mister, hai mai pensato di allenare all’estero?
“Si, effettivamente ci ho pensato, ma probabilmente ancora non è arrivato il momento giusto”.Segui qualche campionato estero?
“Sì, seguo con molto piacere la Premier League e la Bundesliga. In questi campionati trovi dei valori tecnici di assoluto livello e la qualità del gioco è molto alta. Quasi tutte le squadre giocano un calcio offensivo e tuttavia anche molto fisico. Il mio sogno sogno sarebbe poter allenare in uno di questi due campionati”.

Perché le squadre italiane, in questo momento, faticano tanto in Europa?
“Mancano i valori tecnici, e le difficoltà economiche rappresentano un ulteriore aggravante. Viviamo un momento storico di generale povertà tecnica. Anche se c’è da dire che l’inadeguata politica societaria nei settori giovanili certamente non aiuta”. Serse Cosmi
Come vedi il 3-5-2 di Conte? Quali sono le differenze con il suo 3-5-2?
“Beh vedi, essenzialmente sono i giocatori che fanno il modulo. Il mio assomiglia molto a quello concepito da Conte”.Quali sono le caratteristiche che predilige in un giocatore?
“La prima cosa che guardo in un giocatore è il suo talento. Se c’è il talento, a tutto si trova una soluzione; purché mi risolva le partite, ovviamente”.

Messi o Cristiano Ronaldo? Chi preferirebbe allenare?
“Entrambi. Sono due giocatori con caratteristiche molto differenti, che ricoprono dei ruoli differenti. Sono talemente forti che non saprei chi scegliere. Messi ha segnato gli stessi gol di Raul in Champions, 71 per la precisione, in 90 presenze; il calciatore spagnolo in 144 presenze. Questo Messi è diverso da quello che affrontai nel 2005 con l’Udinese. Dieci anni a questi livelli sono tanti, il cervello inevitabilmente cambia. Ma rimane sempre il migliore del mondo, sia chiaro”.

Progetti per il futuro?
“Al momento faccio l’opinionista, ma io desidero tornare ad allenare. Mi guardo in torno, mi aggiorno e attendo solo l’occasione giusta”.

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