Bayern Monaco-Eintracht Francoforte 5-0: il carrarmato di Pep miete l’ennesima vittima

In Bundesliga, quando è il Bayern a scendere in campo, è semplice e spesso scontato ripetersi: cinquina rifilata a un inerme Francoforte, dodicesima vittoria consecutiva e strada spianata verso il titolo.

Guardiola ripropone Frank Ribéry – al rientro dall’infortunio – e Mario Mandzukic nella formazione titolare. Out Toni Kroos e Thomas Müller.
Lo spartito suona sempre la stessa musica: il Bayern domina e attacca; l’avversaria – l’Eintracht in questo caso – prova a difendersi e ripartire, pregando e sperando che i bavaresi non siano in giornata.
Al 10° minuto Shaqiri coglie un palo esterno su sponda di Mandzukic. Al 12° azione fotocopia: lancio di Dante, sponda del croato e botta al volo di Götze che trafigge Trapp.
Il Bayern riesce a sbloccare la partita nei primi minuti e per gli ospiti cominciano i dolori.
Il rischio goleada è altissimo e, come facilmente pronosticabile, si avvera: al 44° Ribéry torna al gol, ribadendo in rete, dal limite dell’area, una respinta della difesa; al 67° altro celebre ritorno al gol per Robben che scaraventa in porta un delizioso assist d’esterno di Mario Götze; al 69° Dante realizza sugli sviluppi di un calcio d’angolo e all’89° Mandzukic cala il sipario per il 5-0 finale.
A fare da contorno ai cinque gol di giornata ci pensano un palo di Götze, una traversa di Ribéry e altre innumerevoli occasioni gettate al vento.
Il prodotto degli sforzi offensivi del Francoforte è riassunto dal cross di Barnetta deviato da Thiago, circostanza nella quale Neuer attentissimo vola a togliere il pallone dall’incrocio. Troppo poco per impensierire la capolista.

Contro il Bayern, quest’anno, non sembra davvero esserci storia. L’Eintracht è l’ennesima squadra battuta e surclassata. Per le avversarie,  la lotta al Meisterschale è un discorso che andrà oramai affrontato nella prossima stagione. Il pericolo retrocessione, invece, continua ad essere presente nelle menti dei tifosi dell’Eintracht.

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21enne perennemente indeciso sulla strada da seguire. Marchigiano di origini bosniache e innamorato del Sudamerica, amo definirmi cittadino del mondo. Da poco ho conosciuto la passione per il giornalismo calcistico che mi ha folgorato... Sudamerica es mi pasión, Argentina es mi nación!

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