Liverpool-Everton 4-0: il Merseyside è rosso

FA CUP LIVERPOOL EVERTON – Merseyside derby numero 222. Tre volte due: due colori, due squadre in salute, due storie diverse. Unica però è l’atmosfera che si respira ad Anfield Road stasera per questa stracittadina di Premier League alla quale non manca niente. Chi non doveva esserci stasera è invece è Ross Barcklay, il 20enne si fa vivo al pronti-e-via e va al tiro dalla distanza, fuori di poco. I Reds non stanno a guardare, Henderson saggia subito i riflessi di Howard. Siamo solo al terzo minuto e la gara è già infuocata. Solo un punto separa Liverpool e Toffees in campionato, c’è equilibrio nei primi minuti ma Suarez può farlo saltare. Ci prova al settimo, conclusione lampo e Howard ancora impegnato. I rossi fanno correre la palla con rapide folata, i blu fanno più possesso, aggressivi in mezzo al campo, la retroguardia però è lenta nell’accorciare concedendo qualche conclusione di troppo.

Suarez provoca scompiglio ogni volta, nessuno ha il coraggio di entrare e lui ogni volta può guadagnare metri, da una sua iniziativa arriva un corner al 20esimo. L’uruguayano dalla bandierina pesca uno a caso, Steven Gerrard. Il colpo di testa del capitano rompe l’equilibrio, si tratta dell’ottavo gol nel Merseyside Derby. Come lui nessuno mai. Momentaccio per l’Everton, Lukaku si fa male durante l’azione del gol, altre punte non ce sono, Naismith al suo posto a fare il centravanti. Si improvvisano attaccanti tutti, prima Jagielka e poi Barry spaventano Mignolet ma sulle ripartenze l’Everton vede rosso. Nel giro di tre minuti Sturridge distrugge gli avversari, prima su suggerimento di Coutinho si infila in un tunnel centrale nel cuore della difesa, poi con un lob delizioso chiude l’opera. 3-0 al 36’esimo, i blu ora devono attaccare alle disperata. Mirallas ci prova, migliore dei suoi, grande giocata al 41′ e Mignolet costretto in angolo. Tre minuti di recupero non cancellano i tre schiaffi presi, stasera piove ma sull’Everton grandinano gol.

Martinez non ha tante scelte, dentro Osman, il Liverpool invece non ha proprio nulla da cambiare dopo il magnifico primo tempo col terzetto Sturridge-Suarez-Sterling in grande evidenza. Everton che attacca subito con ardore, un derby non si può regalare, Mignolet si salva non senza qualche imbarazzo su Mirallas, poi la palla arriva a Suarez e questo basta. Contropiede devastante del Pistolero, Jagielka non riesce a riprenderlo e arriva il quarto gol. Facile facile, il Suarez di questa stagione è illegale, neppure fa notizia la sua doppietta nel derby. Il cuore ai Toffees non manca ma ogni contropiede fa male. Al 53esimo, Howard mette giù Sterling e Atkinson indica il dischetto. Sulla palla va Sturridge, cannonata che finisce in curva. Vuole gloria anche Coutinho, Howard e il palo al minuto 59 gli negano il gol. Del cuore blu si è già detto, la situazione comunque è quella che è e il Liverpool cannibale non vuole lasciare neppure le briciole. Spazio anche per Moses, fuori Sturridge che lascia il campo dopo una litigata con Suarez. Dietro questo momento di tensione c’è un mancato passaggio, il Pistolero ha ancora sete di sangue poco importa che il risultato sia già deciso.

Non c’è molto altro da dire, il Merseyside Derby mostra ci mostra il Liverpool forte di quest’anno, tanti applausi a fine gara per Gerrard e sono tutti meritati perché la sua gara non è stata solo il gol che l’aperta ma un lavoro senza sosta per novanta minuti. Escono a testa alta anche i Toffees, nonostante il risultato, match disgraziato da tutti i punti di vista e come se non bastassero i problemi che già ci sono arriva pure la tegola Lukaku.

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About Paolo Bardelli 2030 Articoli
Nato ad Arezzo nei meravigliosi anni '80, si innamora prestissimo del calcio e non avendo piedi fini decide di scriverlo. Ha lavorato nella redazione del Guerin Sportivo e per tre anni cura la rubrica "Dalla A alla Z". Numerose collaborazioni nel corso degli anni con testate tra le quali tuttomercatoweb.com, ilsussidiario.net e il mensile Calcio 2000. Nel 2012 insieme ad Alfonso Alfano crea tuttocalcioestero.it. E ne è molto orgoglioso.

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