Qual.Mondiali Sudamerica: Falcao porta la Colombia ai Mondiali, Ecuador e Cile ad un passo dal sogno

Ecuador-Uruguay 1-0  –  A 180’ di distanza dalla conclusione del girone di qualificazione ai Mondiali Brasile 2014, la gara tra i padroni di casa dell’Ecuador e l’Uruguay di Óscar Washington Tabárez assume i connotati di una battaglia senza esclusione di colpi, studiata alla perfezione dai due generali in panchina e sconsigliata ai deboli di cuore. Il tecnico della Celeste rinuncia al tridente, mandando Forlan in panchina e optando per un 3-5-2 con Gargano chiamato a dare dinamismo alla squadra. L’ex tecnico di Cagliari e Milan ci aveva visto giusto. La Tricolor schiaccia sul piano fisico gli ospiti dimostrando una verve atletica che manda letteralmente fuori giri Cavani e compagni, incapaci di pressare alto e ripartire con pericolosità.

La supremazia dei padroni di casa viene premiata al 30’, quando Valencia si invola sulla fascia destra e mette in mezzo un pallone veloce e insidioso che taglia tutta l’area piccola, prima di essere depositato in rete da Jefferson Montero , autore di un pregevole inserimento. Nella seconda frazione Tabárez si gioca tutte le sue carte inserendo Forlan e Ramirez, ma l’inerzia del match è sempre a favore dei padroni di casa che volano al terzo posto mandando in visibilio l’Estadio Olímpico Atahualpa di Quito, trasformatosi per l’occasione in un catino infernale. La Celeste dovrà, con tutta probabilità, disputare lo spareggio qualificazione, dal momento che, a causa della differenza reti deficitaria, gli uomini di Tabárez dovrebbero battere in casa l’Argentina con una goleada e attendere una larga sconfitta di Cile o Ecuador.

Colombia-Cile 3-3  –  All’Estadio Metropolitano Roberto Meléndez di Barranquilla va in scena il match più avvincente dell’intero girone sudamericano. Colombia e Cile hanno dato vita ad una gara frizzante, divertente, molto combattuta e soprattutto ricca di emozioni e reti. Pekerman lascia in panchina Jackson Martinez e si affida alla punta del River Plate Teófilo Gutiérrez. James Rodríguez ha il compito di inventare sulla trequarti per l’impaclabile Falcao spaccando con tagli e verticalizzazioni la retroguardia ospite. La Roja si presenta al top con Sanchez e Vargas pronti a far ammattire con la loro velocità la rocciosa e lenta retroguardia dei padroni di casa. Al 19’ Jara con un pregevole passaggio filtrante serve Edu Vargas che viene atterrato in area dall’estremo difensore Ospina. Per il direttore di gara è calcio di rigore, dal dischetto Arturo Vidal trafigge Ospina con un piatto destro rasoterra che si insacca alla destra del portiere. Il forcing offensivo della Roja non trova soluzione di continuità e tre minuti più tardi gli ospiti raddoppiano. Valdivia prende palla tra le linee e serve Vargas, l’ex Napoli scappa via sulla destra e crossa in mezzo per l’accorrente Valdivia, che però non riesce a deviare a rete dopo il grandissimo inserimento; dietro di lui però c’è ben appostato Sanchez che insacca facilmente di piatto destro a due passi dalla porta difesa da Ospina.

Al 29’, su corner di Valdivia, Sanchez colpisce di testa ma Ospina si supera, l’ex Udinese però viene servito di testa da un compagno e può ribadire a rete di piatto destro a porta totalmente sguarnita. I padroni di casa sono totalmente in bambola e a nulla serve la strigliata di Pekerman durante l’intervallo. L’episodio che cambia la storia della partita accade al 66’, quando Carmona si fa ammonire due volte nel giro di pochi secondi lasciando anzitempo il campo. I Cafeteros prendono coraggio e si buttano in avanti a testa bassa. Al 69’ Teófilo Gutiérrez, servito da Armero, accorcia le distanze al termine di una lunga azione concitata e confusa nel corso della quale la difesa ospite si è dimostrata troppo morbida e ingenua. Al 74’ James Rodriguez conquista un penalty e Falcao di collo destro calcia centralmente superando Bravo. All’ 83’ si compie l’incredibile rimonta: James Rodriguez supera Bravo ma viene atterrato, dal dischetto Falcao si dimostra ancora una volta implacabile. I Cafeteros fanno festa e con essi l’intera nazione: si vola a Rio De Janeiro. Alla Roja basterà non perdere in maniera larga contro l’Ecuador per qualificarsi ai Mondiali Brasile 2014 entrando dalla porta principale.

Venezuela-Paraguay 1-1  – Al “Templo Sagrado” di San Cristóbal i padroni di casa del Venezuela si giocano le ultime chances di qualificazione contro un Paraguay deludente come mai nella propria storia calcistica. Gli uomini di Genes occupano, infatti, la penultima posizione con un solo punto di vantaggio rispetto alla Bolivia, fanalino di coda, e con due punti in meno del Perù, le due squadre che, per intenderci, storicamente rappresentano dal punto di vista tecnico-tattico l’espressione peggiore del girone sudamericano. A passare in vantaggio sono però gli ospiti con Edgar Benítez al 28’. Gli sforzi dei padroni di casa vengono premiati con la rete del pareggio trovata al 82’ dall’ex Standard Liegi Luis Seijas, entrato in campo da appena cinque minuti. Nei minuti finali la Vinotinto si butta a capofitto in avanti provando il tutto per tutto, ma gli sforzi vengono vanificati dall’attenta retroguardia ospite. Al “Templo Sagrado” che per l’occasione aveva indossato l’abito della festa si spengono così le residue speranze di qualificazione del Venezuela, mentre la Albirroja coglie un pareggio utile soltanto a cercare di evitare l’onta dell’ultimo posto.

Argentina-Perù 3-1  – Al “Monumental” di Buenos Aires l’Argentina liquida senza grossi patemi d’animo il Perù di Markarián. La pregevole palombella con cui il bomber Claudio Pizarro porta in vataggio la Rojiblanca non mina le certezze degli uomini di Sabella, qualificati da tempo ai Mondiali Brasile 2014, dove puntano a recitare un ruolo di assoluti protagonisti. Due minuti più tardi, al 23’, infatti, l’Albiceleste trova il pareggio con una zampata da zero metri di Lavezzi sugli sviluppi di un’azione d’angolo. Al 35’ al termine di una strepitosa azione corale Lavezzi sigla la rete del sorpasso e la sua personale doppietta a porta praticamente sguarnita su un velenoso pallone rasoterra messo in mezzo da Palacio. Al 47’ il copione si ripete ma i protagonisti sono diversi: Aguero allarga sulla fascia per Di Maria, l’esterno sinistro del Real Madrid mette in mezzo un pallone che aspetta solo di essere deviato a rete da Palacio, la zampata dell’interista chiude la contesa. Sabella, dovendo fare a meno di Messi e Higuain, ha potuto sperimentare soluzioni offensive nuove e i risultati sono stati soddisfacenti. La manovra offensiva dell’Albiceleste si è sviluppata sempre in modo fluido, veloce e pericoloso. Agli ospiti basterà non perdere mercoledì a Lima contro la Bolivia per evitare l’ultimo posto e tenere dietro il Paraguay e la stessa Bolivia.

COPY CODE SNIPPET

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.