A un quinto del “cammin” di Bundesliga: analisi della prima parte del campionato tedesco

BUNDESLIGA –  Il campionato tedesco, iniziato nei primissimi giorni di agosto, è ormai giunto ad un quinto del suo percorso. Complice la pausa per le nazionali, facciamo il  “punto della situazione” valutando chi, per il momento, ha rispettato le attese della vigilia e chi, invece, ha deluso le aspettative di inizio stagione. Un campionato che, a differenza dello scorso anno, è ancora apertissimo, con la lotta fra Bayern e Borussia Dortmund che probabilmente farà da leitmotiv per tutta la stagione, mentre il Bayer, fin qui bravissimo a tener testa ai campioni e vice-campioni d’Europa, proverà a recitare il ruolo di terzo incomodo.

PROMOSSE 

BAYERN MONACO – Dopo otto giornate i bavaresi si trovano nella stessa posizione dello scorso anno: soli in vetta alla classifica. Molto è cambiato rispetto alla passata stagione,  e i giocatori hanno impiegato un po’ di tempo prima di ingranare la “quinta”, complice anche un fisiologico periodo d’adattamento al gioco di Guardiola. Quel periodo sembra ora concluso, ed i bavaresi, unica squadra ancora imbattuta in Bundesliga, stanno incantando anche per la qualità del gioco esibito. E’ abbastanza superfluo affermarlo, ma lo scriviamo ugualmente: i favoriti per la vittoria finale sono ancora loro.

BORUSSIA DORTMUND – Quest’estate  gli scettici del “nuovo” Borussia di Klopp non erano pochi e si ponevano più di un interrogativo: riuscirà il mago a sopperire alla partenza (inattesa) di Gotze con gli innesti di Aubameyang e  Mkhitaryan? E Lewandowski, dopo la nota querelle estiva (sfumato il passaggio al Bayern per una “ripicca” della dirigenza del BvB, infastidita per lo scippo di Gotze da parte dei bavaresi), con che spirito resterà a Dortmund? Le risposte per Klopp sono state tutte positive, visto il rendimento offerto dai tre giocatori poc’anzi citati. La squadra, ad eccezione della trasferta di Norimberga, ha offerto delle prestazioni eccellenti anche quando è uscita sconfitta (M’Gladbach) o ha vinto di misura (Werder Brema, Eintracht Braunschweig), dando l’impressione, a differenza dello scorso anno, di poter duellare con il Bayern per la conquista del Meisterschale

BAYER LEVERKUSEN –  Non esibisce un calcio particolarmente spettacolare, volto più al gioco di rimessa che all’arcinoto Tiki Taka. Eppure le aspirine sono lì, ad un punto dal Bayern capolista, appaiate  al  Borussia Dortmund in seconda posizione e con un buon margine dalla quinta in classifica (+6): è  presto per dirlo, ma difficilmente non vedremo il TSV nella Champions League 2014/2015. Squadra cinica, abbastanza tosta dietro, difficilmente spreca infinite palle-gol (vizio di Bayern e Borussia) prima di gonfiare la porta avversaria e, soprattutto, non perde punti contro le cosiddette “piccole”. Il giudizio fin qui è sicuramente positivo, ma non crediamo – a differenza di quanto dichiarato da qualche dirigente rossonero – che il Bayer possa intromettersi fra FCB e BVB nella lotta per il titolo.

BORUSSIA M’GLADBACH – Promosso, ma con riserva. Questo è il nostro giudizio sui fohlen, implacabili al Borussia Park ( quattro vittorie in altrettante partite disputate) ma decisamente negativi in trasferta ( solo un punto conquistato in quattro partite). Ad eccezione dell’ultima vittoria interna, colta in maniera del tutto immeritata contro il Borussia Dortmund, la squadra di Favre ha esibito un’ottima organizzazione di gioco e un gioco armonioso fra le mura amiche, mentre in trasferta, in virtù (anche) di un gioco decisamente meno propositivo, si è assistito ad un Gladbach molto sfilacciato e decisamente poco incisivo. Al momento, però, il Borussia M’Gladbach sarebbe in Champions. E quindi merita un applauso. Non troppo convinto, però.

HERTHA BERLINO – Risultati, gioco, zona-champions distante un solo punto e terzultimo posto lontano ben sette lunghezze. Niente male per una neo-promossa, seppur nobile, come l’Hertha Berlino, compagine che, probabilmente, avrebbe meritato addirittura qualche punto in più, visti i pareggi molto stretti colti a Norimberga e Hannover. La squadra di Berlino ha convinto tutti, tanto da venir accostata all’Eintracht Francoforte della passata stagione, squadra che ottenne la qualificazione in Europa League da neo-promossa (anch’essa nobile).  Ma l’Alte Dame può davvero strappare il biglietto per l’Europa? Difficile dirlo ora, ma dietro le tre grandi non si vede – al momento – una squadra dominante. Sognare non costa nulla. E questo Hertha, allenato da un tecnico capace come Luhukay, un pensierino all’Europa lo può fare.

WERDER BREMA – Gioca male, subisce costantemente l’iniziativa degli avversari ed ha strappato punti  spesso e volentieri  in modo immeritato. Cosa ci fa, quindi, il Werder fra le promosse?  Alzi la mano chi, ad inizio stagione, pensava che i biancoverdi – a questo punto della stagione – si trovassero in piena zona europea, a distanza di sicurezza (momentanea) dalle sabbie mobili della bassa classifica e con la sesta migliore difesa del campionato. Noi, francamente, non pensavamo fossero possibili una serie di miracoli di cotanta portata. A fine stagione troveremo il Werder in una posizione di classifica decisamente peggiore e, probabilmente, fra i bocciati per l’ennesima volta. Attualmente, pur ricordando uno studente che ottiene una stiracchiata sufficienza dopo aver copiato l’intero compito in classe, il posto dei biancoverdi è fra i promossi.

RIMANDATI 

HANNOVER – Nonostante l’attuale quarto posto ex aequo con il Gladbach, la squadra di Slomka non ha mai convinto appieno. Solo in una circostanza, infatti, i sechsundneunzig hanno fornito una prova convincente  (vittoria interna contro un Mainz allo sbando), mentre spesso, anche quando non sono usciti sconfitti dal rettangolo di gioco (vedasi i punti molto fortunati colti nelle sfide interne contro Hertha e Ausgburg) hanno lasciato molto  perplessi i propri sostenitori. Il rendimento esterno, oltretutto, è stato disastroso, con tre sconfitte in altrettante partite disputate. Tredici punti sono tanti, ma il gioco espresso non rispecchia in modo congruo il valore di questa rosa. Rimandata, in attesa del rientro di Diouf e di un gioco più convincente.

SCHALKE – Partenza schock, con un solo punto colto nelle prime tre partite. Poi, grazie soprattutto agli innesti di Boateng e Aogo, la squadra di Keller ha cambiato marcia, nonostante alcuni passaggi a vuoto più (sconfitta contro il Bayern) o meno (pareggio a Sinsheim nonostante il doppio vantaggio) giustificati. C’è ancora molto da fare, specie in fase difensiva. Ma  la squadra di Gelsenkirchen pare, oggettivamente, la più seria candidata al quarto posto, nonostante sia allenata da un tecnico che con la Champions ha ben poco da spartire: Jens Keller.

STOCCARDA – Si sono visti due Stoccarda: il primo, quello della gestione Labbadia, indisponente, scollacciato, capace di perdere le prime tre partite in campionato e di uscire dall’Europa League nel turno preliminare; il secondo, quello condotto da Schneider, ancora imbattuto, in grado di raccogliere undici punti in cinque partite ( e forse ne meritava qualcuno in più) e di esibire, a tratti, un gioco convincente, trascinato dalla giovane stella Maxim e da un Ibisevic spietato sotto porta. Il primo, quello di Labbadia, merita una bocciatura,  il secondo, quello di Schneider, merita la promozione: gli svevi sono rimandati, ma la “view” è decisamente positiva.

HOFFENHEIM – La tentazione di includere l’Hoffenheim fra i promossi, magari a discapito del Werder, era notevole. Poi, andando a riesaminare l’andamento di queste prime otto partite, abbiamo deciso di includere il TSG fra i rimandati. Il motivo, forse troppo “italiota”, è da ricercare in una difesa ( e più in generale una fase difensiva) colabrodo, la peggiore fin qui dell’intera Bundesliga. Non ci si annoia di certo ad assistere a un match della squadra di Gidsol, compagine molto propositiva come testimoniano i venti gol realizzati (squadra più prolifica della Bundesliga). L’Hoffenheim visto in queste prime giornate, lo si può paragonare ad uno studente intelligente che, però, si applica poco. Ma a fine anno, specie se a gennaio si interverrà nel reparto difensivo,  ci sono tutti gli ingredienti per vedere il TSG nella colonna dei promossi.

AUSGBURG – I primi frutti dalla buona campagna acquisti estiva si son visti: l’Ausburg si ritrova con cinque punti di vantaggio dalla zona-retrocessione ed inverte una tendenza che, nelle due passate stagioni, l’aveva visto balbettare ( e non poco) nella prima parte del campionato. La strada per la salvezza resta lunga, anche se i tifosi bavaresi possono essere ottimisti, nonostante un rendimento esterno nettamente da migliorare. Da incrementare la pericolosità offensiva, magari affiancando a Molders una seconda punta di ruolo.

EINTRACHT BRAUNSCHWEIG – Lo ammettiamo: scelta estroversa e decisamente discutibile. Ma va anche scritto, con estrema franchezza, che ad inizio stagione tutti gli esperti di Bundesliga si attendevano un Braunschweig così, perennemente ultimo in classifica e incapace di reggere l’urto con la massima serie. Nelle ultime giornate, però, la squadra di Lieberknecht ha dato segnali di ripresa, come testimoniano la clamorosa ( e meritata) vittoria esterna di Wolfsburg e, nonostante il pesante passivo accusato,  la buona prova esibita contro lo Stoccarda. Non crediamo affatto ad una salvezza dei leoni, ma non crediamo neppure ad una riedizione del Furth dello scorso anno. E se i leoni non replicheranno lo scorso campionato dei trifogli, sarebbe già un successo. Anche nel caso di una probabile, se non certa, retrocessione in Zweite.

BOCCIATE

EINTRACHT FRANCOFORTE – Cosa è successo alla squadra che lo scorso anno, da terribile neo-promossa, disputò uno sfavillante avvio di stagione?  Risposta semplice: al momento non c’è più. Non c’è più perché è diventata prevedibile ed ha perso di pericolosità offensiva sulla trequarti, zona del campo che lo scorso anno risultò oltremodo determinante per i successi della squadra di Veh. Giustificare il claudicante avvio in campionato con la partecipazione all’Europa League, è un alibi che non rispecchia la realtà. In estate, infatti, la squadra è stata decisamente rafforzata in modo da poter far fronte al doppio impegno, ma Veh, nonostante sia stato il primo a chiedere espressamente una rosa allargata, non sta facendo ruotare i giocatori a sua disposizione.  Difficilmente a fine anno vedremo l’Eintracht nella parte destra della classifica, ma con Veh “mai dire mai”. Per informazioni in tal senso, chiedere a Wolfsburg e Amburgo.

MAINZ – Tre vittorie nelle prime tre partite, e poi il nulla. Il nulla più assoluto. Preoccupa, e non poco, la fase discendente imboccata dal Mainz che, dopo un ottimo avvio di stagione, ha subito quattro sconfitte (alcune molto pesanti) ed ha strappato un punto in extremis contro l’Hoffenheim nell’ultima di campionato. La rosa è stata rivoluzionata e ringiovanita quest’estate, e a Tuchel, quindi,  va concesso il giusto tempo per amalgamare i componenti della squadra. La “view”, nonostante la bravura del tecnico di Krumbach, è decisamente negativa: oggi come oggi,  è estremamente difficile ipotizzare una tranquilla salvezza dei nullfunfer.

WOLFSBURG – I lupi, sulla carta, sono la quarta o quinta forza dal campionato, con una rosa teoricamente in grado di duellare con lo Schalke e il Gladbach per la conquista del quarto posto. Fino a questo momento, però, la squadra di proprietà Volkswagen ha deluso le aspettative: rendimento esterno da retrocessione ( zero punti in quattro partite ), qualità del gioco raramente apprezzabile e prolificità offensiva assai limitata, acuita, oltretutto, dall’assenza per infortunio di Dost, unica prima punta di ruolo a disposizione di Hecking. Nonostante l’avvio negativo, culminato con il clamoroso k.o. interno contro il Braunschweig, restiamo convinti che i lupi possano ottenere un piazzamento europeo. Ma qualche intervento in sede di mercato invernale, specie nel reparto offensivo, risulta indispensabile.

AMBURGO –  Rothosen bocciati, ma la luce in fondo al tunnel, complice l’esonero di Fink e l’approdo del pragmatico van Marwijk, s’inizia a vedere. Tuttavia, restano inspiegabili ed oscuri i motivi che, al termine della passata stagione, hanno portato alla conferma di Fink,  che anche in quest’avvio di Bundesliga ha confermato la propria inadeguatezza a guidare una squadra della massima serie tedesca. Tante, troppe umiliazioni hanno dovuto subire i tifosi dell’HSV, come la sconfitta interna nel derby contro il Werder e i pesanti k.o. contro Hoffenheim e Borussia Dortmund. Il tutto condito, ovviamente, da un gioco totalmente inesistente e da una fase difensiva dilettantistica. L’arrivo del tecnico olandese, vice-campione del mondo nel 2010, ha ridato momentaneamente fiducia a tutto all’ambiente, come dimostrano i quattro punti ottenuti nelle ultime due partite. E con un Van der Vaart come quello visto a Norimberga, l’Amburgo può sperare in un campionato decisamente più tranquillo.

FRIBURGO – A Friburgo erano consci che, questa, poteva essere una stagione particolarmente complicata. Troppi, infatti, gli interrogativi su una rosa limitata a livello numerico, uscita decisamente indebolita dal mercato estivo e chiamata a far fronte al doppio impegno “Bundes-Europa League”. Nessuno, però, si sarebbe aspettato un avvio di stagione così negativo, come testimoniano implacabilmente i numeri: penultimo posto in classifica, nessuna vittoria, terza peggior difesa e terzo peggior attacco. La squadra di Streich, però, è stata talvolta sfortunata, raccogliendo meno di quanto avrebbe meritato. Urge, comunque, un chiaro segnale di svolta: questa squadra, nonostante non valga quella della passata stagione, non è da penultimo posto. E Streich, uomo abituato ai miracoli, è chiamato all’ennesima impresa, sulla carta meno complicata delle altre realizzate. Sulla carta, per l’appunto.

NORIMBERGA –  Brutta partenza per i bavaresi, al terzultimo posto in classifica e ancora all’asciutto di vittorie dopo otto giornate. Per cercare di rimediare a questa situazione, i dirigenti del Norimberga hanno esonerato Wiesinger. Decisione, a nostro avviso, abbastanza discutibile, presa all’indomani della cocente sconfitta interna contro l’Amburgo, unica vera  debacle dei bavaresi in questo campionato. Il Norimberga, pur mettendo in mostra gli evidenti limiti di una rosa raffazzonata alla bene e meglio, è riuscito anche a fornire prove  confortanti, come il pareggio interno contro il BVB, la sconfitta dignitosa all’Allianz Arena e i pareggi “di carattere”  strappati in rimonta contro Werder Brema, Hoffenheim e Hertha Berlino. Al momento, considerato il terzultimo posto in classifica (che manderebbe il Norimberga in Zweite), il bilancio non può che essere deludente, ma questa squadra non vale più della quartultima piazza: vedremo se il successore di Wiesinger, chiunque esso sia, la saprà cogliere.

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