Bundesliga – Il “Borussia-derby” è del Gladbach, l’Eintracht Braunschweig vince in trasferta. E non siamo negli anni 70′

BUNDESLIGA OTTAVA GIORNATA – Il Borussia M’Gladbach batte il Dortmund e l’Eintracht Braunschweig vince in trasferta. No, non stiamo raccontando una giornata della Bundesliga dei  primi anni settanta, ma quanto avvenuto inaspettatamente, oggi, nell’ottavo turno del campionato tedesco 2013/2014. Una giornata di “ordinaria follia”, che rende ancora più appassionante il match in programma alla “Bay-Arena” alle 18,30.

BORUSSIA M’GLADBACH- BORUSSIA DORTMUND 2-0 – Dodici punti conquistati in quattro partite. Percorso netto e virtuoso quello del Gladbach al Borussia Park, capace addirittura di superare, contro pronostico (anche se l’ex selezionatore della Germania, Jurgen Klinsmaan, aveva previsto una vittoria dei fohlen), i vice-campioni d’Europa del Borussia Dortmud, al loro primo stop in Bundesliga (secondo stagionale dopo il k.o. di Napoli). Gli uomini di Klopp, però, dominano in lungo e in largo la scena: nel primo tempo creano addirittura sei palle-gol, e anche nella ripresa, dopo un primo quarto d’ora di buon Gladbach, costringono sulla difensiva i fohlen e falliscono altre tre occasioni per sbloccare il match. Tutto cambia all’ottantesimo. Hummels stende Nordveit in area di rigore: per il sig. Grafe di Berlino è penalty a favore dei locali e cartellino rosso per il centrale della nazionale tedesca. Dal dischetto, vista l’assenza del rigorista Wendt, si presenta Kruse, che batte Weidenfeller e porta in vantaggio i fohlen. La squadra di Klopp accusa il colpo. Passano solo quattro minuti ed è Raffael, servito da Arango al termine di una bella ripartenza palla a terra, a segnare il gol del definitivo 2-0. La squadra di Favre agguanta al quarto posto l’Hannover, mentre il Borussia, indipendentemente dal risultato di Leverkusen, perderà il trono di leader della classifica.

WOLFSBURG-EINTRACHT BRAUNSCWEIG 0-2–  E venne il giorno. L’Eintracht Braunschweig, neo-promossa dal passato glorioso, da tutti considerata solo di passaggio in Bundesliga, coglie la prima vittoria in campionato – ottenuta oltretutto su un terreno particolarmente difficile come la Volkswagen Arena – ed apre una mini-crisi in casa Wolfsburg. I lupi, fin qui protagonisti di un cammino interno perfetto ( tre vittorie in altrettante partite disputate), restano pericolosamente vicini alla zona-retrocessione. Sottovalutati i leoni? Probabilmente sì, anche se la squadra di Liebernecht era stata molto sfortunata nelle ultime uscite, al di là di alcune ampie ( e bugiarde ) sconfitte. Passato il primo quarto d’ora, periodo in cui i padroni di casa li costringono sulla difensiva, gli ospiti prendono coraggio e, alla mezz’ora, passano in vantaggio grazie ad un gol di Bellarabi, servito da Bolland, al termine di una ripartenza originata da un pallone perso a metà campo da Luiz Gustavo. I padroni di casa, in evidente stato di schock, non si rendono pericolosi per il resto del primo tempo. Nella ripresa, il Wolsfburg prova a creare qualche pericolo alla retroguardia avversaria, ma l’estremo difensore ospite, Davari, non deve effettuare nessun intervento particolarmente difficile.  A cinque dal termine, sempre in contropiede, arriva il raddoppio ospite:  Bellarabi s’inventa un filtrante che spacca la difesa avversaria e riesce a servire l’accorrente Caligiuri, l’ex Mainz raggiunge la sfera e la serve di prima a Kumbela, che non fallisce solo davanti alla porta. E’ l’apoteosi. Liebernecht esulta sguaiatamente, i tifosi – accorsi in massa a Wolfsburg – liberano tutta la loro gioia per quella che resta, nonostante la prova negativa dei lupi, una vera e propria impresa.

STOCCARDA-WERDER BREMA 1-1 – Finisce in parità una grande classica del calcio tedesco, incontro che fino a sette anni fa poteva valere il Meisterschale. La partita si sblocca al quinto:  da calcio d’angolo, Maxim indirizza la sfera sul secondo palo dove giunge indisturbato Harnik, che di piatto batte Mielitz. Il Werder reagisce, anche se la porta di Kirschbaum non corre pericoli. Al trentaseiesimo, i biancoverdi trovano il pareggio grazie a Petersen, che s’avventa sul primo palo e mette in rete un bel invito di Junozovic. La ripresa è un monologo bianco-rosso, ma la bravura di Mielitz, abbinata (anche) all’imprecisione delle punte locali, consentono al Werder di tornare a casa con un punto che definire oro è riduttivo.

SCHALKE – AUSGBURG 4-1 – Rotonda vittoria per lo Schalke di Keller, che approfitta di un Ausburg ridotto in dieci per oltre settantacinque minuti e torna al successo in Bundesliga dopo due giornate. La partita, però, non era iniziata nel migliore dei modi per i Knappen, che passano in svantaggio al decimo a causa di un gol di Molders, bravissimo ad anticipare Santana e ad insaccare un cross sporco dalla sinistra. Sei minuti più tardi, però, il match cambia volto: Klavan stende in area Szalai e viene espulso (chiara azione da gol). Dal dischetto si presenta Boateng, che esegue un potente destro rasoterra e pareggia i conti. Lo Schalke dilaga. Al ventottesimo arriva il raddoppio: Neustädter imbecca perfettamente Uchida, il giapponese penetra in area di rigore e serve la palla a Szalai, che non deve far altro che appoggiare il pallone in rete. Nella ripresa l’Ausburg mette in campo l’orgoglio, e crea qualche occasione da gol. Ma non basta. A poco più di dieci minuti dal termine, Aogo mette il pallone in mezzo e Szalai, mollato clamorosamente dal diretto marcatore, insacca in spaccata per la doppietta personale.  Il gol del definitivo 4-1 lo mette a segno, all’ottantaseiesimo, il promettente Meyer.

MAINZ-HOFFENHEIM 2-2-  Finisce in parità una gara folle, che ha visto protagoniste due fra le squadre più “pazze” della Bundesliga. Il Mainz interrompe la serie negativa (quattro sconfitte consecutive), mentre l’Hoffe resta all’asciutto e conferma gli evidenti limiti difensivi di quella che è, dati alla mano, la  peggiore retroguardia della Bundesliga. Il match si sblocca al quindicesimo grazie ad un bel gol di Volland, che raccoglie palla sulla trequarti, s’accentra, e lascia partire un tiro dai venticinque metri che coglie leggermente in ritardo Muller. L’Hoffenheim domina. E Il raddoppio, messo a segno da Firmino con un bel colpo sotto a superare Muller in uscita disperata, si concretizza dopo solo sette minuti. Tuchel prova a smuovere i suoi: fuori Moritz, dentro Chuopo-Moting. Ma gli effetti, almeno nel primo tempo, non sono quelli sperati dal giovane tecnico tedesco. Nella ripresa, il Mainz tiene in mano le fila del gioco, ma  non crea grattacapi al portiere avversario. Nell’ultima mezz’ora, invece, i nullfunfer si svegliano e iniziano a mettere in difficoltà la fragile retroguardia ospite. Dopo alcune palle-gol non concretizzate, il Mainz, a nove minuti dal termine, accorcia le distanze con Choupo-Moting, autore di una bella acrobazia su cross dalla destra di Geis. I padroni di casa insistono ed ottengono  nei minuti di recupero, in un’azione rocambolesca che vede coinvolto anche l’estremo difensore locale, un insperato pareggio grazie a Malli, che insacca di schiena un tiro – destinato a liberare l’area di rigore – effettuato da Beck.

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