Porto-Atletico Madrid 1-2 – Colchoneros ebbri di Porto: ottavi di finale ormai ad un passo

PORTO-ATLETICO MADRID 1-2 – Il clamoroso pareggio dello Zenit contro l’Austria Vienna, viziato da un’espulsione molto discutibile di Witsel, carica psicologicamente  i ventidue protagonisti del Do Dragao: chi vince, infatti, vola a cinque punti di vantaggio dai russi di Spalletti e dagli austriaci di Bjelica, ipotecando di fatto la qualificazione agli ottavi di finale. I dragoni schierano per dieci undicesimi la stessa squadra scesa in campo a Vienna, con la novità Defour a centrocampo e il talentuoso Josuè schierato leggermente più avanzato rispetto alle ultime uscite, in un ruolo che, di fatto, ricopriva James Rodriguez fino alla scorsa stagione. I colchoneros, invece, devono fare a meno di Diego Costa e, inizialmente, lasciano in panchina Koke, alle prese con alcuni problemi  muscolari dopo la splendida prova offerta nel derby.

Avvio di partita decisamente di marca biancoblu, con gli uomini di Fonseca dominatori nel palleggio e sempre in costante proiezione offensiva. Le palle-gol, però, latitano fino al quindicesimo, quando Martinez, ben imbeccato da un calcio da fermo di Josuè, brucia sul tempo Godin ed insacca di testa al limite dell’area piccola. Per il colombiano è il quarto gol in dieci partite disputate in Champions. Porto meritatamente in vantaggio. Nel quarto d’ora successivo, i padroni di casa dominano ma non si rendono pericolosi dalle parti di Courtois. La squadra di Simeone si sveglia dal letargo in cui sembrava irrimediabilmente sprofondata, solo al trentaduesimo: Arda Turan, al termine di un’ottima azione corale sviluppatasi  sulla fascia destra, calcia indisturbato all’ingresso dall’area di rigore, ma la mira non è quella giusta e il pallone finisce alto sopra la traversa. La sortita degli spagnoli non mette ansia ai locali che, dopo solo cinque minuti, si rendono protagonisti di un ficcante contropiede, concluso con un colpo di testa di Lucho che non mette in difficoltà Courtois. Nei minuti finali, l’Atletico Madrid coglie una traversa con Raul Garcia, che per poco non approfitta di una difettosa uscita di Helton, mentre il Porto sfiora il raddoppio con Varela, che, servito in maniera splendida da Martinez, sciupa una ghiottissima palla-gol a tu per tu con Courtois.

Nell’intervallo, Simeone toglie uno spento Villa, inserisce Rodriguez e, contestualmente,  avanza leggermente Arda Turan, che in fase di possesso fa di fatto la seconda punta ( con facoltà di svariare su tutto il fronte offensivo)  e di non-possesso si allarga nell’originaria posizione di esterno. L’Atletico, seppur timidamente, prova a fare la partita. Al cinquantaduesimo, Felipe effettua un ottimo tiro dai trentacinque metri  che si perde di poco alla destra di Helton. Ma l’episodio che cambia definitivamente il match si verifica cinque minuti più tardi: Gabi calcia una punizione dal lato destro, Helton esce a farfalle e Godin, con un bel colpo di testa, riporta il punteggio in parità. Il gol del difensore sudamericano cambia completamente il volto del match. Il Porto prova a vincere la partita e si espone, inevitabilmente, alle ficcanti ripartenze degli spagnoli. Al settantacinquesimo, Arda Turan lavora uno splendido pallone per Raul Garcia, ma il centrocampista spagnolo – tenuto in gioco da un disastroso Alex Sandro – fallisce una clamorosa palla-gol ed esce per infortunio a causa di uno stiramento procuratosi nell’azione medesima.  La pressione ospite si fa asfissiante. Passano solo centoventi secondi e Miranda di testa, su azione susseguente ad un calcio d’angolo, sfiora il raddoppio. Raddoppio, però, che è nell’aria e giunge, puntuale, dieci minuti più tardi. Schema su calcio di punizione: Gabi, anziché calciare in porta, serve la palla per lo smarcatissimo Turan, che con un possente destro batte un incolpevole Helton. E’ il gol che decide il match, ma il Porto recrimina per la posizione irregolare del turco, in posizione  di fuorigioco (abbastanza evidente) al momento di ricevere il pallone dal compagno di squadra.

Prosegue il momento magico dell’Atletico, primo in Liga e ormai ad un passo dalla qualificazione agli ottavi, che potrebbe arrivare fra tre settimane nel match contro l’Austria Vienna. Il Porto ha disputato un ottimo match per mezz’ora e lo ha poi controllato  fino al gol di Godin. Poi, una volta subito il pareggio, si è sciolto come neve al sole, e a nulla sono serviti gli ingressi di Liça (nonostante abbia dato maggior ampiezza al gioco offensivo dei dragoni) e Quintero. E fra tre settimane, nello scontro diretto contro lo Zenit, gli uomini di Fonseca si giocheranno molto: in caso di vittoria, sarebbero con un piede e mezzo negli ottavi, mentre una sconfitta consentirebbe ai russi di balzare al secondo posto.

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