Schalke-Bayern 0-4 – Lo Schalke abdica per manifesta inferiorità: il Bayern cala il poker a Gelsenkirchen

SCHALKE 04- BAYERN MONACO 0-4 – Sette giorni fa, dopo la netta affermazione del Borussia sul malcapitato Amburgo, e la vittoria poco convincente del Bayern sull’Hannover, fioccavano le critiche per la squadra di Guardiola, incapace di creare un gioco divertente, travolta dall’esasperata ricerca dell’ormai arcinoto “tiki taka”. Oggi, dopo l’intermezzo europeo nettamente appannaggio dei bavaresi, e complici l’inatteso pareggio in terra bavarese del Dortmund a Norimberga e la sfolgorante prova offerta del Bayern a Gelsenkirchen, sembra di vivere  tutt’altra storia, con gli uomini di Pep che si guadagnano, di diritto, la copertina di tutte le testate tedesche.

E’ stato davvero un grande Bayern quello visto all’opera all’Auf-Schalke Arena, dominatore assoluto del gioco, bravo a costringere lo Schalke – per almeno trequarti dell’incontro – nella propria area, costretto spesso ad assistere all’incontro da spettatore non pagante. Continua, con risultati eccellenti, l’esperimento di Lahm davanti alla difesa, sempre più a suo agio in una posizione che definire fondamentale per il tecnico catalano è finamai riduttivo. Bene anche Alaba (sempre più ala aggiunta che difendente, un po’ come Dani Alves ai tempi del Barça di Guardiola), Schweinsteiger (molto meglio da centrocampista centrale che da frangiflutti) e il solito, immenso, Ribery.  Eppure, nonostante il risultato finale, la partita si presentava complicata per i bavaresi, al cospetto di uno Schalke rivitalizzato dagli innesti di Aogo e Boateng, grazie ai quali ha infilato una striscia di tre vittorie consecutive.

Inizio di partita scoppiettante, con squadre molto lunghe che si affrontano a mille all’ora e si rendono pericolose (specie lo Schalke) con ficcanti azioni di contropiede. Al ventesimo si rompe l’equilibrio: calcio d’angolo telecomandato di Robben, Jones si fa bruciare da Schweinsteiger, che effettua un possente stacco di testa al limite dell’area piccola e batte Hildebrand. Passano solo centoventi secondi e il Bayern raddoppia: cross dalla sinistra di Alaba, Mandzukic stacca di testa e, nonostante il goffo tentativo di Howedes sulla linea di porta, realizza il secondo gol dei bavaresi. Il tremendo “uno-due” bavarese chiude, di fatto, il match. Lo Schalke, comunque discreto dei primi venti minuti, esce dal campo, e lascia il pallino del gioco completamente in mano agli uomini di Guardiola. Intorno alla mezz’ora, al termine di una splendida triangolazione con Schweini, Robben sfiora il terzo gol dei bavaresi, mentre dieci minuti più tardi è il turno di Rafinha, che sfiora il gol con una mezza girata al volo. Si va al riposo con il Bayern in doppio vantaggio, ma è chiaro a tutti che il match, nonostante alla sua conclusione manchi ancora un tempo, sia già deciso.

Il secondo tempo prende avvio come si era concluso il primo: bavaresi padroni indiscussi del campo; Knappen in balia del “tiki-taka” e della netta superiorità tecnica dei bavaresi. La squadra di Keller prova ad arginare la superiorità avversaria aumentando l’intensità del pressing, ma i bavaresi restano i padroni indiscussi del campo. I campioni d’Europa, ad eccezione di una discreta palla-gol non concretizzata da Mandzukic in avvio di ripresa, non si rendono pericolosi dalle parti di Hildebrand, ma di fatto non corrono alcun rischio e restano padroni del campo grazie al solito, imperterrito, possesso palla. A venti minuti dal termine, lo Schalke si fa notare dalle parti di Neuer con Boateng, autore di un tiro dalla lunga distanza che si spegne fuori di poco. Il tris bavarese giunge ad un quarto d’ora dal fischio finale: superba azione di Alaba che serve in mezzo Ribery, il francese – approfittando della maldestra uscita di Hildebrand – insacca a porta praticamente sguarnita. Nel finale, a cinque minuti dal novantesimo minuto, c’è spazio per l’ennesimo gol in Bundesliga di Pizarro, che realizza a porta vuota su preciso invito di Muller. Da Gelsenkirchen inizia l’avventura del Bayern di Pep, apparso finalmente solido e concreto al di là del “tiki-taka”. Lo Schalke, invece, deve ripartire dagli ottimi primi venti minuti. E, magari, da un assetto difensivo differente.

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