Bundesliga- Amburgo è biancoverde: il derby è del Werder. La corsa del Borussia si ferma a Norimberga, ciclone Leverksuen

BUNDESLIGA, SESTA GIORNATA –  Pomeriggio tedesco che ha riservato alcune sorprese, come il pareggio a Norimberga del Borussia di Klopp e il successo esterno del Werder in quel di Amburgo. Importante (e prepotente) affermazione delle aspirine a Mainz, mentre Wolfsburg e Hannover, faticando più del lecito, portano a casa tre preziosi punti.

NORIMBERGA-BORUSSIA DORTMUND 1-1 – Vedi Napoli e poi…. frena! Il Borussia di Klopp, ancora frastornato dal k.o. del San Paolo, viene bloccato sul pari a Norimberga, terreno di difficile conquista nonostante lo zoppicante avvio di stagione della formazione bavarese. Avvio di partita di chiara marca giallonera,  con il remissivo Norimberga che rischia in un paio di occasioni di passare in svantaggio. Dopo venti minuti di dominio ospite, i padroni di casa si fanno notare con maggior frequenza nella metà campo avversaria, senza tuttavia creare grossi pericoli alla porta difesa da Weidenfeller.

La partita si sblocca al trentasettesimo:  Schmelzer calcia una splendida punizione, su cui l’ottimo Schafer nulla può, e porta in vantaggio la squadra ospite. La squadra bavarese, ferita nell’orgoglio, si rende subito pericolosa con Kyotake e Hlousek, ma il primo tempo termina con i vice-campioni d’Europa in vantaggio di un gol. Nell’intervallo, Klopp opta per due cambi: fuori un nervoso Reus (scelta tattica) e Schmelzer (infortunato), dentro Sahin e Hofmann. Avvio di ripresa veemente dei locali, che dopo cinque minuti trovano il gol del pareggio: Plattenhardt butta la palla in mezzo,  la stessa – dopo esser stato toccata di testa da un difendente  ospite – arriva a Nilsson che, al limite dell’area piccola, batte Weidenfeller con un bel destro sotto la traversa; proteste da parte del Borussia, ma le immagini chiariranno che il gol è assolutamente regolare.

L’ultima mezz’ora del match è un monologo giallonero, con gli uomini di Klopp vicini al gol in almeno tre occasioni. L’occasione più ghiotta, però, occorre a Esswein, che supera in velocità un paio di difensori, ma calcia – in precario equilibrio – alto sopra la traversa.  Non paga il turnover applicato da Klopp, che, inizialmente, rinuncia a Lewandowski e Mkhitaryan, oltre che all’infortunato Hummels: si ferma a cinque la striscia di vittorie consecutive dei gialloneri.

AMBURGO- WERDER BREMA 0-2 – Amburgo è biancoverde. Il Werder, al termine di un match particolarmente deludente dal punto di vista qualitativo, fa suo il “Nord-Derby”, partita che in un’epoca lontana poteva valere un Meisterschale e che oggi, invece, significa salvezza. Avvio di partita molto aggressivo, ma lo spettacolo non è certamente entusiasmante. Il Werder, tuttavia, si rende pericoloso in un paio di circostanze con Lukimya (miracolo di Adler) e Petersen (salvataggio di Lam sulla linea di porta). Il vantaggio degli ospiti è nell’aria e, puntuale, giunge al trentaduesimo: bella percussione sulla destra di Fritz, che supera un paio d’avversari e  mette nel mezzo per Petersen, bravo a finalizzare tutto solo all’interno dell’area piccola.

L’Amburgo si sveglia dal torpore mostrato nella prima mezz’ora, e crea tre palle gol con Van der Vaart, Beister e Westermann. I padroni di casa, all’ultimo minuto del primo tempo, reclamano per un calcio di rigore non concesso per un evidente fallo commesso da Caldirola ai danni di Badelj. Nella ripresa continua l’assalto dell’Amburgo, vicinissimo al gol in un  paio di circostanze nei primi venti minuti. Il Werder, bravo (e fortunato) a resistere all’assalto iniziale dei padroni di casa, soffre decisamente meno nell’ultima mezz’ora e,  nel secondo minuto di recupero, trova il gol del definitivo 0-2:  Mielitz, approfittando di un Amburgo completamente sbilanciato in avanti (Adler compreso) alla ricerca del pareggio, rinvia nella metà campo avversaria, la palla giunge a Petersen che, con un bella palombella, beffa un mal posizionato Adler. Esultano gli uomini di Dutt, alla seconda vittoria esterna stagionale. L’Amburgo, invece, è ancora in coma.

MAINZ- BAYER LEVERKUSEN 1-4 – Terza sconfitta consecutiva per il Mainz, ormai lontano parente della squadra ammirata ad inizio stagione, mentre le aspirine – alla quinta vittoria in sei partite – volano in classifica ad un solo punto dal Borussia. Non c’è stata partita. Dopo venti minuti di dominio assoluto, la squadra di Leverkusen passa in vantaggio con Kruse che, servito in maniera illuminante dall’ottimo ( e non è una novità) Sam, batte Muller con un bel esterno destro. Le aspirine continuano a macinare gioco e occasioni, e al trentottesimo, complice la determinante deviazione di Noveski, trovano il gol del raddoppio con un tiro da fuori area di Bender. Il primo tempo da incubo dei nullfunfer non è ancora finito.

Nei minuti di recupero arriva il terzo gol del Bayer: azione manovrata palla a terra, da destra a sinistra, sull’asse Sam-Rolfes-Kruse e conclusione vincente di quest’ultimo, che sigla la prima doppietta con la maglia delle aspirine. La ripresa, nonostante qualche timido tentativo dei locali nei primi minuti, vede ancora protagonista la squadra ospite. Al decimo, su preciso invito dalla sinistra di un ispiratissimo Rolfes, Kiessling insacca con un bel colpo di testa a volo d’angelo.  Il gol della bandiera lo mette a segno Malli, autore di un tiro da fuori area deviato da un calciatore avversario. Buona prova del Bayer, ma preoccupa – e non poco – l’involuzione accusata dalla squadra di Tuchel nelle ultime settimane.

HANNOVER-AUSBURG 2-1 – Tre partite, tre vittorie. Prosegue la striscia interna dell’Hannover di Slomka, capace di battere il tenace Ausgburg di Wienzierl, al termine di un match condizionato – in parte – da un arbitraggio piuttosto scadente. Primo tempo avaro di emozioni, con le due compagini molto aggressive e sempre alla ricerca del pressing esasperato, volto ad annullare le fonti di gioco avverse. Le occasioni migliori le crea, comunque, la squadra di casa, pericolosa in almeno un paio di circostanze. La partita si sblocca al sesto della ripresa: Molders calcia, Sanè respinge con la schiena, ma il direttore di gara, fra le più che giustificate proteste locali, assegna un calcio di rigore all’Ausburg. Dal dischetto si presenta capitan Verhaegh, che spiazza Zieler e porta in vantaggio i bavaresi. La partita si accende. Due minuti dopo, l’Hannover si vede negato un calcio di rigore per un evidente fallo di mano di Klavan. Al quarto d’ora della ripresa, complice una clamorosa incomprensione fra Manninger e Klavan, l’Hannover trova il pari con Sobiech, che insacca su spiovente dalla sinistra di Huszti. La partita viene decisa ad un minuto dal termine del match: evidente fallo di  mano di Ostrzolek, e calcio di rigore per l’Hannover. Dal dischetto si presenta lo specialista Huszti, che non fallisce e regala tre punti assolutamente meritati ai sechsundneunzig.

WOLFSBURG-HOFFENHEIM 2-1 – Continua a macinare punti il Wolfsburg versione casalinga, capace di strappare la terza vittoria interna in altrettante partite disputate. Eppure la gara non si era messa bene per gli uomini di Hacking, che al quarto d’ora, complice un clamoroso retropassaggio errato di  Koo, subiscono il gol di Modeste, abile a scartare Benaglio e ad insaccare a porta vuota; per l’ex calciatore del Bastia, al primo anno in terra tedesca, si tratta dal quinto gol. Il dominio del TSG prosegue per quasi tutto il primo tempo, con il Wolfsburg che rischia a più riprese di capitolare per la seconda volta. Ad un minuto dal riposo, il Wolfsburg, in maniera del tutto immeritata, trova il gol del pareggio con Olic, che insacca un cross dalla destra di Trasch – mancato clamorosamente da Schafer – con un bel piatto  destro. La ripresa inizia subito sotto i migliori auspici per i biancoverdi, che passano in vantaggio dopo solo centoventi secondi: Johnson svirgola malamente il pallone e lo serve, involontariamente,  a Olic, che supera in velocità un disattento Vestergaard e batte Casteels con una bella palombella. Il TSG, tramortito dal micidiale “uno-due” dei padroni di casa, rischia di subire il terzo gol in almeno tre occasioni, prima di fornire un ultimo quarto d’ora arrembante, dove costringe il Wolfsburg sulla difensiva. Il risultato, nonostante l’apprezzabile sforzo profuso dagli uomini di Gisdol, non cambia: la Volkswagen Arena resta, almeno per il momento, un fortino inespugnabile.

 

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