Supercoppa tedesca, Borussia-Bayern 4-2: il primo round è di Klopp, partenza con il freno a mano tirato per Pep

SUPERCOPPA GERMANIA 2013, BORUSSIA DORTMUD-BAYERN MONACO 4-2-   Serata di grande calcio in Germania dove va in scena la Supercoppa nazionale, match che inaugura ufficialmente la stagione. Per il secondo anno consecutivo si trovano difronte Bayern e Borussia, ovvero le assolute dominatrici della scena nazionale ed europea dell’ultimo anno; per i gialloneri di Klopp si tratta addirittura della terza partecipazione consecutiva, anche se nelle ultime due  il trofeo non è giunto a Dortmund. Trofeo, ad onor del vero, poco sentito in Germania, ma che  in talune circostanze – e Borussia-Bayern è certamente fra queste – assume una rilevanza notevole, specie se, come quest’anno, a sfidarsi sono le regine dell’ultima Champions e due fra i migliori allenatori al mondo. Westfalen esaurito in ogni ordine di posto e SudKurve come al solito splendida, dipinta con quel giallonero che trasborda passione e amore come poche altre curve al mondo. Klopp opta per una formazione composta interamente da protagonisti della scorsa stagione: Sokratis e Aubameyang, unici neo-acquisti disponibili, si accomodano in panchina. Nel Bayern, reduce da un pre-campionato convincente, Guardiola opta per il 4-1-4-1, con Thiago davanti alla difesa, Kroos e Muller in zona centrale con compiti differenti (più di costruzione per il primo, più offensivi per il secondo), Robben e Shaqiri larghi sulla fascia e Mandzukic riferimento centrale. Parecchie le assenze da ambo le parti: Klopp deve fare a meno di Mkhitaryan e  del lungodegente Piszczek; Guardiola, invece, non può contare su Neuer, Gotze e Javi Martinez, e fa accomodare in panchina il convalescente Schweinsteiger e Dante.

Il Bayern inizia il match – com’era lecito attendersi – cercando di mettere in difficoltà gli avversari con l’ossessiva ricerca del possesso palla, ma la trama dell’incontro prende una piega inattesa dopo solo sei minuti: Lewa crossa in mezzo dalla destra, Bender colpisce debolmente di testa, ma Starke – che chiama il pallone e costringe Van Buyten ad abbassarsi e a non colpirlo di testa –  non riesce ad afferrare la sfera favorendo il comodo colpo di testa da parte di Reus, che realizza il gol che sblocca il match. La reazione dei bavaresi non tarda ad arrivare, ma Weidenfeller è bravo in un paio di circostanze a negare la gioia del gol allo svizzero Shaqiri. Il Borussia torna a vedersi intorno al ventesimo: cross di Reus dalla destra, Lewa gira di prima intenzione ma Starke respinge d’istinto e compie un vero e proprio miracolo. Dopo una prima fase divertente, giocata a ritmi elevati, l’incontro – complice anche il gran caldo – cala d’intensità. Nell’ultima mezz’ora si segnala un’altra occasione per la squadra di Guardiola (strepitoso cross dalla sinistra di Alaba su cui Mandzukic  in scivolata  non ci arriva per poco) e poco altro. Si va al riposo con il BVB in vantaggio, ma il risultato di parità sarebbe stato più giusto per quanto mostrato dalla due compagini.

La ripresa prende avvio con un cambio nelle file dei padroni di casa: fuori Bendner, dentro Kehl. Il Bayern torna in campo ancora più determinato ad ottenere il pari. Gli sforzi dei bavaresi vengono premiati all’ottavo minuto: cross col contagiri di Lahm in mezzo all’area, Robben, solo soletto (errore evidente di Grosskreutz che si perde l’olandese), impatta di testa e batte l’incolpevole Weidenfeller. La gioia degli ospiti, però, dura ben poco. Passa solo un minuto e Van Buyten, nel tentativo d’anticipare Lewandowski, insacca la propria porta con un pregevole colpo di testa. Colpo durissimo per la squadra di Pep, che centoventi secondi più tardi subisce il terzo gol, complice un fantastico destro a giro di Gundogan. La girandola d’emozioni, però, non è finita. Il Bayern, infatti, accorcia le distanze al diciottesimo ancora con Robben, bravissimo a controllare spalle alla porta e a lasciar partire un sinistro che coglie in controtempo Weidenfeller, La fase centrale della ripresa non riserva grandi emozioni, con il Borussia in costante controllo dell’incontro. Bisogna aspettare il trentacinquesimo per registrare un’altra occasione da gol: Thiago inventa un assist al bacio per Muller, che calcia al volo e coglie la parte superiore della traversa. Due minuti più tardi è il turno del BVB, ma Aubameyang sciupa un’incredibile occasione sparando sui piedi di  Starke in uscita disperata al limite dell’area di rigore. Il gol che chiude definitivamente l’incontro arriva a cinque dal termine: Lewa raccoglie palla sulla trequarti ed apre a destra per l’accorrente Aubameyang, che serve un assist al liberissimo – ma forse in posizione irregolare – Reus per il comodo tap-in del 4-2.

Resta pur sempre una gara d’estate,  dove in palio c’era un trofeo dall’importanza relativa. Ma il Bayern, seppur rimaneggiato,  esce da questa serata meno sicuro di sé e, probabilmente, ancor più impaurito dalla forza di questo Borussia, che ha dimostrato – come già avvenuto più volte negli anni passati – di poter competere ai massimi livelli anche senza Gotze. Prova splendida di Sahin, autore di una regia pulita, mai banale, e prezioso (talvolta) anche in fase d’interdizione, come dimostra il pallone recuperato a metà campo da cui è scaturito il quarto gol degli schwarzgelben. Ottimo anche Gudogan, tornato nel ruolo d’origine di trequartista e bravissimo a scambiarsi sovente la posizione con Reus, autore, quest’ultimo, dell’ennesima ottima prova condita da due gol e da un “quasi-gol” (miracoloso salvataggio di Alaba sulla linea di porta). La squadra di Guardiola è logicamente ancora in fase “embrionale”, ed è normale, quindi, che in questa prima fase della stagione vada incontro a fisiologici cali di rendimento. Ad oggi, comunque, pare molto complicata l’idea di proporre Thiago come schermo davanti alla difesa. O perlomeno, non lo si può schierare contro avversari d’elevato spessore. Inspiegabile, a nostro avviso, la sostituzione di Shaqiri dopo il gol di Robben, anche se dettata da motivi tattici (passaggio dal 4-1-4-1 al 4-3-3): lo svizzero, infatti, non ha certamente demeritato, ed è stato con Robben il migliore dei campioni d’Europa. Il rientro di Martinez, uomo deputato a giocare davanti alla difesa, agevolerà il compito di Pep, che attende con ansia anche l’ingresso in pianta stabile di Gotze.  Dubbi, specie se si giocherà in mediana con un solo uomo, restano sui centrali difensivi: Boateng e Van Buyten oggi sono stati disastrosi e non hanno mai dimostrato d’essere compiutamente affidabili, Dante è sicuramente il migliore del lotto ma non è certamente un fuoriclasse, mentre Kirchoff è giovane e deve ancora integrarsi nella nuova realtà in cui è stato catapultato. Se la triade bavarese dispone ancora di qualche euro da spendere, è in quella zona che deve intervenire. Altrimenti consigliamo a Pep, allenatore “integralista” ma uomo intelligente come pochi nel mondo del calcio, di tornare all’antico, ovvero giocare con due mediani (un interditore e un play basso) davanti alla difesa.

 

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