Brasile-Messico 2-0, Neymar ballerino di samba e giustiziere spietato

BRASILE MESSICO NEYMAR. L’ha decisa ancora lui: Neymar, come d’incanto, è tornato il fenomeno che fino a 6 mesi incantava il mondo. Il giovane attaccante, nuovo acquisto del Barcellona, ha rappresentato la vera differenza tra Brasile e Messico. Partita tutto sommato equilibrata, il Messico ha reagito alla scoppola – dal punto di vista del gioco – contro l’Italia ma ha finito per soccombere 2-0 (guarda qui gli highlights). Neymar ha deliziato il Castelao di Fortaleza con un gol (bellissimo), un assist (fantastico) e una miriade di giocate tanto belle quanto “pratiche”. Un crack.

Parte forte il Brasile, il primo quarto d’ora è un incubo per la “tricolor”: a Neymar viene annullato un gol per fuorigioco dopo tre minuti, ma l’onda verdeoro è uno tsunami. Lo stadio è così eccitato che quasi non si distingue il grido di gioia per l’1-0 che arriva al 9′: Dani Alves – strepitoso primo tempo – crossa, Moreno cerca di deviare con la testa ma finisce solo per allungare la traiettoria e favorire il favoloso sinistro al volo di Neymar che non lascia scampo a Corona. Gesto tecnico bellissimo.
Il Brasile continua a spingere, Hulk arringa la folla, Dani Alves sfiora il gol dell’anno con un semi-pallonetto che stava per infilarsi sotto l’incrocio. Quando si dice il fattore campo. Eppure, passato il 25′, la partita cambia repentinamente. Il Messico, di colpo, comincia a pressare alto, Paulinho esce completamente fuori dalla partita, Giovani dos Santos macina giocate a ripetizione. In contropiede, però, si rivede Neymar: l’asso ex Santos fa fuori con un controllo di petto il difensore avversario e spara un bolide di sinistro che finisce di pochissimo alto. 
Il pericolo non fa retrocedere i messicani: Chicharito Hernandez per due volte non arriva per un pelo su dei tiri-cross degli esterni, Flores sfiora il pari con un bel diagonale. Luiz, intanto, subisce un colpo al naso e rischia di dover abbandonare il campo: ci resterà, stoicamente, fino al 90′.
La ripresa inizia con un altro gol annullato, stavolta a Thiago Silva. Neymar, poi, chiude alla grande un triangolo con Hulk, ma il centravanti dello Zenit spara goffamente a lato. Il Brasile cerca il raddoppio, ma traballa in difesa: Guardado, gran partita dell’esterno sinistro, sbaglia di poco due appoggi per Hernandez (sul primo, grande intervento in chiusura di Luiz) che si muove tanto ma non riceve palloni giocabili.

Comincia la girandola dei cambi, Hernanes dà più ordine, Lucas e Jo sono forze fresche che risulteranno essere utilissime. De la Torre lancia Herrera, che dà velocità ai suoi e crea pericoli. Il Messico prova a sbilanciarsi, il pari non sarebbe immeritato. Neymar, ancora lui, chiude però l’incontro nel recupero: numero sulla sinistra, assist con tunnel a Jo che, come contro il Giappone, approfitta dei pochi minuti concessi da Scolari per andare in rete. Finisce 2-0, il Brasile non è irresistibile ma sa come sfruttare e coccolare al meglio il suo fenomeno.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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