Gianfranco Zola, il little magician del Chelsea

ITALIAN JOB GIANFRANCO ZOLA CHELSEA – Inizia oggi l’appuntamento con The Italian Job, viaggio tra gli emigranti del pallone italiano. 1992: è stata fondata la Premier League e i club inglesi intendono dare una svolta al passato aprendo il proprio calcio al mondo, in cerca di maggiore prestigio e visibilità. E’ in questo periodo che molti calciatori italiani decidono di intraprendere un’avventura Oltremanica: alcuni di loro passeranno inosservati ma altri diventeranno delle icone. Uno di questi è senza dubbio Gianfranco Zola.

Magic Box arriva al Chelsea nel 1996 dopo alcune ottime stagioni al Parma, dove ha vinto una Supercoppa UEFA (1993) e una Coppa UEFA (1995). La squadra londinese è in cerca di giocatori talentuosi che possano elevare lo spessore tecnico della squadra, specialmente in attacco: investono su due italiani Zola e Gianluca Vialli (la serie A è vista ancora come un punto di riferimento nel panorama calcistico mondiale), ma sarà il sardo a lasciare un segno indelebile nella storia del club.

In sette stagioni (1996-2003) Zola ha affascinato non solo i tifosi del Chelsea, che nel 2003 lo hanno eletto come il più grande giocatore della storia del proprio club, ma anche quelli avversari, tanto da essere stato eletto per due volte “Player of the Year”. E’ stato fondamentale nella vittoria di quattro trofei, specialmente quando, a venti secondi dal suo ingresso in campo dalla panchina, segnò il gol della vittoria nella finale di Coppa delle Coppe contro lo Stoccarda (1998). In tutta la sua permanenza tra le file dei blues, Zola ha totalizzato 80 reti e 312 presenze, regalando sempre spettacolo: tra i gol che rimangono nella storia, si ricordano il colpo di tacco a mezza altezza contro il Norwich City, il gol che lasciò Peter Schmeichel di stucco dopo aver dribblato mezza difesa del Manchester United e un colpo di tacco con il quale si è lanciato verso la porta del Wimbledon nella semifinale di FA Cup del 1997.

Nella stagione 2001/2002 soffrì un calo di forma ma nella stagione successiva si impose con prepotenza segnando 16 gol fondamentali per la qualificazione del Chelsea alla successiva edizione della Champions League. La sua ultima apparizione con la maglia dei blues risale alla vittoria contro il Liverpool (2003): giocò solo i 20 minuti finali ma furono sufficienti per dimostrare un’ultima volta le sue abilità con uno slalom che stordì quattro difensori avversari. Un mese più tardi, Zola firmò per il Cagliari, nonostante l’offerta del neo-presidente Roman Abramovich di un ulteriore anno di contratto.

A testimonianza del talento, dei meriti sportivi e dei valori umani, Zola ha ricevuto l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (2004).

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