Werder Brema-Hoffenheim 2-2: suicidio Werder nel finale. L’Hoffe spera ancora.

WERDER BREMA-HOFFENHEIM. In un sabato pomeriggio dove a farla da padrona assoluta sarà la gara in programma al Westfalen alle 18,30, il match più interessante del sabato pomeriggio è in programma al Weser, dove va in scena uno scontro diretto per la salvezza da gustare tutto d’un fiato. Il Werder si presenta con un’astinenza di vittorie lunga dieci match, mentre l’Hoffe – dato per spacciato qualche settimana fa – è risorto nelle ultime settimane sotto la guida tecnica di Gidsol. Entrambi i tecnici optano per il 4-2-3-1: Schaaf rinuncia all’ultimo momento a Junozovic (bloccato da un virus influenzale), opta per Bargfrede in mediana e rinuncia definitivamente a Elia e Arnautovic, messi fuori rosa per motivi disciplinari; l’Hoffe, invece, presenta Firmino davanti  come “finto nueve”, con i “veri nueve” De Camargo e Schipplock – entrambi reduci da un’annata deludente – ancora una volta in panchina.

Il match si infiamma sin dalle prime battute. Due minuti dopo il fischio iniziale, il Werder ottiene un calcio di rigore per un fallo di Abraham ai danni di Hunt, nonostante l’azione fallosa del difensore del TSG inizi fuori dall’area di rigore. Dal dischetto si presenta lo stesso Hunt, che non  fallisce e mette a segno il decimo gol in Bundesliga. Gli ospiti reagiscono immediatamente, costringendo  i padroni di casa sulla difensiva.  L’Hoffenheim crea la prima nitida occasione da gol al diciannovesimo, ma il colpo di testa di Abraham si stampa sulla parte alta  della traversa. Il Werder, dopo un quarto d’ora di contenimento, trova il gol del raddoppio al ventiquattresimo con De Bruyne, che batte Casteels con un bel sinistro di prima intenzione; da sottolineare l’azione dirompente di Petersen, autore dell’assist vincente, che recupera palla sul lato destro e serve un “cioccolatino” per il compagno di squadra belga. L’Hoffe, al di là di una bella conclusione di Firmino ad incrociare sul secondo palo terminata di poco fuori, subisce il contraccolpo psicologico e lascia in mano il pallino del gioco ai padroni di casa, che, però, non sfruttano alcune buone opportunità per portare il risultato sul 3-0.

La ripresa di Werder Brema-Hoffenheim prende avvio con un cambio nelle fila ospiti: fuori il deludentissimo Johnson, dentro Ludwig. Il primo quarto d’ora del secondo tempo si gioca al piccolo trotto, con il Werder che sembra in controllo del match. L’Hoffenheim risorge al sessantunesimo con Weis che, servito in maniera splendida da Firmino, conclude con un potente destro ad incrociare sul secondo palo fuori di un non nulla. La risposta dei biancoverdi non si fa attendere. Al sessantacinquesimo de Bruyne, al termine di una bella iniziativa personale, effettua un tiro mancino che si spegne sull’esterno della rete. Il match prosegue al piccolo trotto: ritmi bassi e occasioni da gol totalmente assenti. La partita, quindi, sembra prendere una piega positiva per il Werder, che vede vicino il successo. A otto dal termine è ancora il Werder a farsi vivo con un’azione personale di Hunt, che si chiude con un destro di poco a lato.  A cinque dal termine, dopo un secondo tempo completamente dominato dai locali, il TSG accorcia le distanze con Schipplock, subentrato a venticinque minuti dal termine, che inganna Sokratis e realizza il quarto gol stagionale. La giornata di grazia dell’ex attaccante dello Stoccarda non finisce qui.  Sei minuti più tardi, nel primo dei quattro minuti di recupero concessi dal quarto uomo, è ancora il numero nove ad andare a segno al termine di un’azione piuttosto rocambolesca che fissa il punteggio dell’incontro sul 2-2 finale.

Incredibile suicidio del Werder, che però – complice il k.o. del Fortuna a Francoforte – guadagna un punto sulla zona play-out e mantiene cinque punti di vantaggio dalla zona retrocessione. Da sottolineare lo straordinario calore del pubblico di fede biancoverde, sempre vicino ai propri beniamini ed autore di alcune coreografie straordinarie, degne di una squadra in lotta per il titolo. L’Hoffe, invece, guadagna un punto fondamentale, che gli consente di restare agganciato al sogno salvezza. Probabilmente tramite il play-out con la terza della Zweite.

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