Borussia Dortmund-Bayern Monaco 1-1: antipasto di Champions ad alta tensione al Westfalen

BORUSSIA DORTMUND-BAYERN MONACO-  Chi alla vigilia aveva ipotizzato un tranquillo antipasto della finale Champions, privo di “garra” agonistica, con le due squadre votate al risparmio, è stato smentito dai fatti: c’è stata partita al Westfalen. E le due squadre non si sono di certo risparmiate. E’ stata partita vera fra gli schwarzgelben e i rekordmeister, anche se, com’era lecito attendersi alla vigilia, i due tecnici hanno schierato moltissime seconde linee (se tali si possono chiamare alcuni giocatori come Sahin, Gomez, etc. ). Moduli speculari per le due squadre, schierate con il classico – perlomeno in Germania – 4-2-3-1: Klopp ripropone Grosskreutz esterno basso a destra, con Gundogan rifinitore come ai tempi di Norimberga e Schieber riproposto in versione esterno sinistro, ruolo che ha occupato con costrutto nell’ultimo periodo allo Stoccarda; Heynckes schiera solo tre titolari, con Alaba riproposto nell’antico ruolo di esterno alto, Pizza in appoggio di Gomez e l’italiano Contento titolare sulla mancina bassa.

Dopo dieci minuti di studio, dove gli ospiti creano l’unica azione di rilievo con Shaqiri, Borussia Dortmund-Bayern Monaco si sblocca: Kouba si allarga a sinistra, punta  (e supera) Rafinha e mette nel mezzo per l’accorrente Grosskreutz, che con un bel piattone destro batte Neuer sul palo di competenza. Un minuto dopo esser passato in vantaggio, il Borussia reclama un calcio di rigore per un fallo di Contento ai danni di Gundogan, ma l’arbitro non ravvede gli estremi per concedere la massima punizione; il centrocampista di origine turca esce per infortunio centoventi secondi dopo il fallo subito,  lasciando i tifosi del BvB con il fiato sospeso in vista dalla finale di Londra. Il vantaggio locale, però, dura poco.  Al ventiduesimo, il Bayern trova il gol del pareggio con un’inzuccata di Gomez, imbeccato da un cross teso dalla destra di Rafinha e lasciato colpevolmente solo da Subotic. La risposta del Borussia arriva sette minuti più tardi con Lewandowski, che supera di slancio un paio di giocatori avversari, prima di farsi bloccare da Neuer in uscita disperata. La partita risulta gradevole e prosegue su ritmi abbastanza intensi. Per annotare un’altra palla gol, però, bisogna attendere il quarantaquattresimo, quando Gomez, approfittando dell’ennesima dormita della retroguardia giallonera, si fa ipnotizzare da Weidenfeller che, in uscita disperata, riesce a deviare in corner,

Nella ripresa, il match s’accende. Dopo tre minuti, il Bayern chiede un calcio di rigore per un fallo di Subotic ai danni di Pizarro, ma l’arbitro lascia proseguire. Sale il ritmo del match: le due squadre giocano a viso aperto. Al tredicesimo l’episodio che, potenzialmente, potrebbe cambiare il volto del match: Boateng tocca con il braccio un tiro di Sahin dal limite dell’area. Per l’arbitro è calcio di rigore. Dal dischetto va Lewandowski, ma Neuer conferma la fama di “para-rigori” e devia il pallone in angolo; dal corner susseguente, Santana stacca di testa in aerea e spedisce il pallone di poco alto sopra  la traversa. Dal sedicesimo al ventesimo, Rafinha perde completamente la testa: prima si fa ammonire per un brutto fallo ai danni di Schieber, poi, quattro minuti più tardi, rifila una gomitata a Kouba meritandosi il secondo giallo. In occasione del secondo episodio, il match s’incattivisce: mentre esce dal campo, l’ex giocatore dello Schalke ha un battibecco piuttosto acceso con Klopp, che – a suo volta –  viene ripreso energicamente da Sammer, ex bandiera del Borussia, attuale dirigente di spicco del Bayern. Il dirigente bavarese e l’allenatore giallonero mettono in scena un teatrino poco edificante, condito da urli a distanza ravvicinata; l’arbitro, giustamente, pone rimedio al dissidio obbligando i due ad una stretta di mano riconciliante, dai risultati, in tutta onestà, decisamente scarsi. Gli ultimi venti minuti non riservano nessuna occasione da gol degna di nota. Ma gli animi in campo restano decisamente incandescenti, come dimostra un faccia a faccia piuttosto animato fra Boateng e Lewandowski, oggi avversari, ma domani, chissà, forse compagni.

Il Bayern interrompe a quattordici la serie di vittorie consecutive in corso, ma può ancora migliorare un paio di record da qui al termine della stagione. Il Borussia, invece, esce rinfrancato dal match: se c’è una squadra che può mettere in difficoltà il Bayern, quella è la compagine di Klopp. In vista del match di Wembley, un aspetto è emerso in maniera chiara e netta: queste due squadre si detestano. E nel tempio del calcio si daranno battaglia: sarà un Borussia Dortmund-Bayern Monaco memorabile.

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