Benfica-Fenerbahçe 3-1: portoghesi più forti anche delle ingiustizie, è finale storica

BENFICA-FENERBAHCE

Dolci ricordi evoca Amsterdam al Benfica, dove il 15 Maggio le aquile torneranno a giocarsi contro il Chelsea una coppa europea che manca da ben 52 anni. Era il 1962 infatti, quando il i portoghesi vinsero la loro seconda e ultima Coppa dei Campioni, trionfando per 5-3 contro il Real Madrid proprio nella capitale olandese. Erano i tempi di Eusebio e di Puskás, tempi lontani, ma tempi dove il Benifica dettava legge e faceva tremare tutta europa. Una squadra rimasta nella leggenda; poi tante finali perse, l’ultima nella stagione 1989-90 contro il Milan proprio in Coppa dei Campioni, e un oblio europeo durato ventitrè anni. Oscar Cardozo stasera rompe l’incantesimo, e regala alla squadra la possibilità di giocarsi uno dei pochi trofei che ancora manca nella bacheca della squadra più titolata di Portogallo.

Il primo tempo è subito un’altalena di emozioni. Il Benfica risponde all’appello di un Da Luz stracolmo entrando in campo con grande aggressività e voglia di fare la partita, e pare intenzionato fin da subito a cancellare la brutta prestazione di Istanbul di sette giorni fa. Dopo soli nove minuti è già goal: Gaitàn sigla l’1-0, e partita che per i portoghesi comincia nel migliore dei modi. Il Fenerbahçe  assorbe male il colpo e rischia di crollare, ma come all’andata alla squadra turca accorre in aiuto un clamoroso errore arbitrale; sul proseguire dell’azione di un fuorigioco non segnalato Garay tocca involontariamente in area la palla con la mano: è calcio di  rigore. Dal dischetto si presenta Kuyt che freddissimo sigla l’ 1-1. Il Benfica lentamente prova a rialzare la testa e, dopo un goal sfiorato di pochissimo, Cardozo riesce a far tornare in vantaggio i portoghesi con una notevole azione personale: 2-1 e terzo goal in poco più di mezzora. La partita è elettrizzante, e si va a riposo col boato dei 60.000 del Da Luz che, dopo aver visto l’eliminazione in faccia, adesso comincia a crederci fortissimamente.

 

 

Nel secondo tempo il Benfica dà ancora maggiore intensità alla manovra, Garay e Matić recuperano palloni a valanga, e le ripartenze offensive dei padroni di casa sono fulminanti. Di contro il Fenerbahçe  pare stordito, complice forse anche il brutto infortunio occorso Gönül, tramortito da un calcione in faccia, ed uscito in barella in condizioni preoccupanti. Pare che il goal sia solo questione di minuti, e infatti al 66 esimo la partita volge definitivamente in favore dell’ undici di Jorge Jesus: è ancora Oscar Cardozo a colpire, dopo aver sfruttato un’incertezza della tifesa turca: 3-1, e Benfica che può cominciare a sognare ad occhi aperti, anche in virtù di un dominio territoriale schiacciante  Il Fenerbahçe si riserba le ultime zampate per i minuti finali. Kuyt è l’uomo che pare crederci maggiormente, e costringe i tifosi portoghesi a trattenere il fiato fino all’ultimo, ma Artur è sempre pronto. Sono ben cinque i minuti di recupero concessi, pare la partita non debba finire più, ma alla fine il triplice fischio arriva, e con esso anche il tripudio per una finale storica.

Benfica che passa meritatamente in virtù di un gioco brillante, veloce, e ad alto tasso tecnico. Il Fenerbahçe, nonostante una resistenza iniziale, non può fare a meno di capitolare, e lasciare il passo agli avversari.

Appuntamento dunque ad Amsterdam il 15 Maggio contro il Chelsea, per una finale che, visto il Benfica di stasera, si preannuncia tutta da scrivere.

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About Alessio Dell'Anna 130 Articoli
Intrattenitore nel mondo della comunicazione con la passione per il calcio d'antan, è un solista dentro e fuori dal campo, che predica da numero 7 ma razzola da numero 9. Fra il 98' e il 2002 ha inscenato ben 824 repliche dei Mondiali di calcio nella sua cameretta, e ricerca oggi la magia del calcio di un tempo nei campionati con un debito pubblico pericolosamente oltre la soglia di guardia.

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