Brasile-Italia 2-2: Il pagellone

BRASILE 

JULIO CESAR 7,5 –  Forse è un po’ troppo fuori dai pali in occasione del gol di Balotelli, ma i meriti del rossonero sono maggiori rispetto ai demeriti del brasiliano . Per il resto, compie almeno tre prodezze che, al tirar delle somme, evitano la sconfitta ai verde-oro. E c’è qualcuno, a Londra, che vuole farlo accomodare in panchina.

DANI ALVES  5,5 – Spinge in maniera scriteriata, senza capo né coda. Anche se costringe De Sciglio sulla difensiva. Dietro, come da tradizione, non è impeccabile, e buca in occasione del calcio d’angolo da cui scaturisce il gol di De Rossi. Serata moscia.

DAVID LUIZ 5- L’anello debole della difesa brasiliana: disattento, commette errori banali e soffre dannatamente Balotelli. Peccato, perché i mezzi tecnici di cui dispone sono certamente eccellenti. Probabilmente ha ragione Ancelotti: è un ottimo mediano. Da difensore, però, non è certamente degno della Seleçao.

DANTE 6 – D’accordo, s’è fatto anticipare in occasione del gol di De Rossi, anche se viene parzialmente spiazzato dal buco di Dani Alves. Ma il centrale del Bayern disputa comunque un buon match, spesso costretto a rimediare agli errori di David Luiz. Provvidenziale ad un quarto d’ora dal termine, quando su un tiro di Balotelli si butta a corpo morto e salva la propria porta. In coppia con Thiago può fare davvero bene.

FILIPE LUIS 6- Non ha nulla del brasiliano: controllo pessimo, tecnica approssimativa e molto impreciso nel crossare. In difesa, però, non sbaglia praticamente niente. Il voto, di conseguenza, è il giusto mix fra quanto proposto in fase difensiva e offensiva. SUB–>MARCELO 6 – Entra nell’ultimo quarto d’ora e si fa notare per alcune sortite offensive. Dà vivacità alla mancina verde-oro.

FERNANDO 5,5 – Primo tempo al limite della sufficienza, dove riesce perlomeno a fare da filtro; ripresa in costante affanno. Nel complesso una prova che non può essere di certo soddisfacente.

HERNANES 5,5- Riproposto nel ruolo di play davanti alla difesa come ai tempi del San Paolo, il laziale s’accende a sprazzi, certamente  non aiutato dal poco dinamico compagno di reparto, Fernando.  Il suo impiego sulla mediana resta una soluzione assolutamente valida , che Felipao saprà plasmare in vista del mondiale casalingo. Da rivedere.  SUB–> LUIZ GUSTAVO s.v.- Tre minuti per consegnare il suo nome all’almanacco.

OSCAR 6,5- Ha il merito d’avviare e concludere l’azione del raddoppio. Gioca un primo tempo ottimo, dove spesso si sacrifica con costrutto anche in fase difensiva. Cala vistosamente nella ripresa, ma nel complesso il voto non può che essere ampiamente sufficiente.  SUB–> KAKA 5- Non incide. Non trova mai una posizione definitiva in campo: parte trequartista, si allarga a destra, prova ad agire da seconda punta, ma non combina nulla di concreto. Mezz’ora anonima.

NEYMAR 6,5-  Quando parte in accelerazione è mostruoso. Devastante.  Gioca un primo tempo sublime: impegna Buffon, serve l’assist per il gol di Oscar e tiene in costante apprensione la retroguardia avversaria. Nella ripresa, invece, non si vede e patisce in maniera piuttosto evidente l’uscita dal campo di Fred, che lo priva di un prezioso punto di riferimento. Prova comunque decisamente buona.

FRED 6,5 – Concreto, sempre letale in area di rigore e prezioso punto di riferimento per l’intera Seleçao. L’attaccante del tricolor carioca non passa mai di moda. Anche lui cala nella seconda frazione e viene sostituito a venti dal termine. SUB.–> DIEGO COSTA 5- Entra e non combina nulla. Anche se il momento negativo della propria compagine non l’aiuta di certo.

HULK 5-  Ma dov’è finito il calciatore letale dei tempi del Porto? Si sbatte, ma in quanto a concretezza è prossimo allo zero. Inoltre sbaglia in più d’una occasione nell’area di rigore azzurra. Non è incredibile e neppure verde: meglio per noi.

ITALIA 

BUFFON 6,5 – Incolpevole sulle due reti dei brasiliani. Nelle altre circostanze si fa trovare pronto e in un paio d’occasioni conferma d’essere ancora uno dei migliori portieri al mondo. Se non il migliore. Sicurezza.

MAGGIO 6-  Velenoso in fase offensiva, dove sfiora anche il gol.  In fase difensiva gioca un primo tempo insufficiente, mentre nella ripresa – complice il calo degli avversari e un Filipe Luis molto abbottonato – si riscatta. Sufficiente.

BONUCCI 5,5- Disastroso nel primo tempo, dove provoca involontariamente anche il primo gol. Nella ripresa gioca con maggior scioltezza e sfiora addirittura il gol del 3-2. A corrente alternata.

BARZAGLI 7-  Una sicurezza.  Sempre attento, non sbaglia mai un anticipo, pulito negli interventi. Difesa a tre, difesa a quattro, nulla cambia. Granitico.

DE SCIGLIO 5,5 – Debutto  double face, condito da interventi strepitosi in fase difensiva, ma macchiato dal clamoroso errore in occasione del gol di Oscar in una delle poche occasioni in cui si spinge in avanti. Resta comunque una garanzia per il futuro di questa nazionale. Promessa dall’avvenire garantito. SUB–> ANTONELLI s.v.: Un quarto d’ora condito da alcune sgroppate senza sostanza sulla fascia. Ha poco tempo per incidere.

PIRLO 6,5 – Gioca solo quarantacinque minuti. E l’Italia, finché lui resta in campo, va sotto di due gol. La sua prova, però, è assolutamente positiva: giostra in maniera splendida in regia e verticalizza il gioco che è una meraviglia. Non commette fallo su Neymar in occasione dell’azione che propizia il raddoppio dei sudamericani, ma è davvero l’unica macchia della sua ottima prova. SUB–> CERCI 6-  Il suo ingresso in campo consente alla squadra di giocare con maggior dinamicità, grazie al cambio di modulo ( da 4-3-1-2 al 4-3-3). Il granata, però, s’accende a sprazzi, forse emozionato dal debutto d’elite in maglia azzurra. Questa squadra, però, avrà bisogno della sua tecnica e della sua innata capacità di puntare e saltare l’uomo. A presto.

MONTOLIVO 5- Primo tempo apatico, disastroso. Si perde Fred in occasione del gol che sblocca il match. Nella ripresa, complice anche il cambio di modulo, si ritrova, ma non lascia il segno. Serata no.

DE ROSSI 6,5 – Secondo tempo eccezionale, suggellato dal gol che riaccende le speranze azzurre. Ma è solo un caso che sale in cattedra dopo l’uscita di Pirlo? Indispensabile.  SUB–> DIAMANTI s.v.: Dieci minuti al posto dell’infortunato De Rossi. Ci si ricorda solo un fuori-campo in stile baseball e null’altro.

GIACCHERINI 6- Mezz’ora da sette in pagella, da autentica spina nel fianco della burrosa difesa verde-oro. Il resto della partita è da cinque, ma dimostra spirito di sacrificio e abnegazione, qualità che – se non lo si è ancora capito – gli  consentono di restare in pianta stabile nel giro azzurro.  SUB-> POLI 6-  Ci mette grinta e carattere, rimediando pure un cartellino giallo. Non sfigura.

OSVALDO 5- Il peggiore degli azzurri. Anche se,  in una circostanza, sfiora il gol con un bel colpo di testa. Non è in forma, ma Prandelli lo reputa indispensabile. Almeno per il momento, perché i giovani scalpitano alle sue spalle e nell’ombra c’è pure un certo Totti. Desaparacido. SUB–> EL SHAARAWY 6,5- Si sacrifica quando serve e si rende pericoloso anche in fase offensiva. Con il suo ingresso Prandelli cambia modulo e riesce a dare maggiore ampiezza alla manovra. E’ lui il futuro. E con Balotelli ci sarà da divertirsi per i prossimi dieci anni.

BALOTELLI 8 – Un mostro. Il nostro top-player. Realizza un gol fantasmagorico e ne sfiora altri quattro, anche se in due di questi pecca di precisione. Dimostra anche confortanti segnali di tenuta dal punto di vista nervoso. Esce fra i meritati applausi bipartisan del pubblico ginevrino. Speranza (e certezza) azzurra.

 

 

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