Bayer Leverkusen – Bayern Monaco 1-2: la capolista si prende un’aspirina. Schale già a pasqua?

Quattro anni. Tanto è il tempo passato dall’ultimo successo del Bayern a Leverkusen. Oggi la corazzata bavarese è riuscita a sfatare il tabù della BayArena vendicando la sconfitta dell’andata, l’unica fin qui subita in questo campionato.  Aspirine in formazione tipo, con Boenisch che si è  impossessato della mancina werkself a discapito del ceco Kadlec; Bayern, invece, in veste parzialmente sperimentale, con Schweini “finto trequartista”, Shaqiri a sinistra, Luiz Gustavo in mediana al fianco di Martinez e Gomez titolare.

La partita prende avvio com’era lecito attendersi alla viglia, con il Bayer arroccato dietro e pronto a ripartire, mentre il Bayern detta il ritmo del match. Al decimo, gli ospiti costruiscono la prima occasione da gol con Shaqiri, che arriva in ritardo su un invitante cross dalla sinistra di Alaba. Fra il ventesimo e il trentesimo, il Bayern crea tre occasioni da gol: nelle prime due, Schweinsteiger non trova la porta per un non nulla, mentre nell’ultima è protagonista Gonzalo Castro, che salva sulla linea un colpo di testa a botta sicura di Boateng. Il Bayer, dopo trentacinque minuti di dominio ospite, si rende pericoloso con Boenisch, che costringe Neuer ad un difficile intervento in corner. Dopo solo un minuto, però, le aspirine cedono: Shaqiri lancia Gomez, che supera Carvajal con un pallonetto, dribbla Boenisch e con un preciso destro batte Leno. Si va al riposo con il Bayern meritatamente in vantaggio di un gol.

Nella ripresa, le aspirine si presentano in campo con Sam al posto del deludente Schurrle, mentre gli ospiti confermano l’undici della prima frazione.  E’ un altro Bayer, decisamente più vivace, attento e con un baricentro decisamente più alto. La pressione dei rossoneri è insistente, ma le azioni pericolose non portano mai a delle conclusioni nello specchio della porta; da sottolineare, al ventesimo,  un tiro dal limite dell’area di  Boenisch  murato da Boateng, che si frappone alla conclusione del polacco e devia in calcio d’angolo.  Il Bayern, dopo venti minuti in sofferenza, torna a farsi vivo al settantesimo con Robben,  che crea panico nella difesa avversaria ma si fa murare al momento di concludere in porta. A un quarto d’ora dal termine, i padroni di casa pervengono al pareggio: Gonzalo Castro batte un corner dalla destra, Boenisch spizza di testa e serve Rolfes che, lasciato colpevolmente solo da Luiz Gustavo, insacca di testa a due metri dalla linea di porta.  Il Bayern reagisce da grande squadra: passano solo due minuti e Claudio Pizarro sfiora il primo gol stagionale in Bundes con un diagonale che termina di poco fuori.  Il Bayer sembra in grado di portare a casa il punto, ma a tre minuti dal fischio finale il risultato cambia: Schweinsteiger batte un calcio di punizione nel mezzo, Wollscheid – nel tentativo d’anticipare un avversario – tocca il pallone con la schiena e rende la traiettoria imparabile per Leno.  Il Bayern, con un po’ (forse molta) fortuna, passa in vantaggio.

Negli ultimi cinque minuti non accade più nulla. Il Bayern – se batte l’Amburgo e il Borussia non vince a Stoccarda – potrebbe festeggiare il titolo alla ripresa del torneo, quando alla fine mancherebbero ancora sette partite. La squadra di casa, che  resta saldamente  in terza posizione, deve far tesoro dell’ottima seconda frazione disputata, quando ha deciso di giocarsela a viso aperto contro i più quotati avversari. Il ritorno in Champions, salvo improbabili suicidi, è cosa fatta, ma questa squadra deve osare di più. E, possibilmente, esibire un gioco più armonioso.

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