Bayern-Werder 6-1: Tutto facile per il Bayern. Anche troppo

Tutto come previsto: il Bayern demolisce il malcapitato Werder. Una sfida che qualche anno fa valeva per il titolo, oggi non è altro che una passerella per i bavaresi, padroni di una Bundesliga ormai chiusa da svariate settimane. Prima del match, momento molto emozionante  per Jupp Heynckes, premiato per la millesima partita – fra campo e panchina – in Bundesliga. Ma anche Schaaf, allenatore del Werder, festeggiava oggi un traguardo prestigioso: la settecentocinquantesima gara in Bundesliga,  sia da giocatore che da allenatore.

I padroni di casa, in previsione della sfida di coppa di Germania contro il BvB, schierano una squadra imbottite di rinomate seconde linee: Boateng, Contento, Luiz Gustavo, Robben, Shaqiri e Gomez. Nel Werder, complice la grave assenza di Sokratis, Schaaf decide di schierare la coppia centrale Prodl-Lukimya, mentre Elia resta in panchina. Desta molto stupore l’esclusione di Ekici, fra i migliori nelle recenti apparizioni della squadra biancoverde.

Il match inizia su ritmi piuttosto compassati, con il Bayern che mantiene costantemente il pallone fra i piedi e non affonda mai in maniera convincente. Al ventesimo la gara s’accende grazie a Robben, che con un sinistro a giro impegna Mielitz; sul rimbaltamento di fronte, Arnautovic – complice uno strano rimbalzo del pallone – impegna severamente Neuer, costretto a deviare il pallone in corner. Dopo una ghiotta occasione fallita da Gomez, la partita si sblocca al ventiquattresimo: Schimtz buca sulla sinistra, Lahm crossa un preciso pallone nel mezzo e Robben, con un perfetto inserimento ad anticipare difensori avversari e Ribery, segna il secondo gol stagionale in Bundesliga.

I bavaresi capiscono il momento di difficoltà degli avversari e decidono di aumentare la pressione. Al ventiseiesimo, Robben si fa anticipare da un difensore avversario e non concretizza al meglio un delizioso assist di Shaqiri. Il raddoppio è nell’aria e, puntuale come un orologio svizzero, arriva due minuti più tardi con Martinez, che insacca di testa una splendida punizione dalla destra di Robben. Il Werder prova a scuotersi, ma si fa vedere dalle parti di Neur solo con un colpo di testa di Gebre Selassie abbondantemente a lato.  Nel finale di primo tempo, il Bayern sfiora il terzo gol con Gomez, che, al limite dell’area di rigore, si fa anticipare da un difensore avversario, mentre il Werder, complice un sacrosanto rosso rifilato a Prodl (fallo da ultimo uomo ai danni di Gomez), resta in dieci.

Nella ripresa, il Bayern trova il terzo gol dopo solo due minuti:  dal lato destro dell’area, Gomez serve un pallone verso il centro, Gebre Salessie – nel tentativo d’anticipare Ribery – interviene in scivolata ed insacca nella propria porta. Al quinto della ripresa il Bayern fa poker: Shaqiri inventa una straordinaria palombella per l’inserimento in area di Ribery, il francese – con un gesto di grande altruismo- serve Gomez, che a porta vuota segna il terzo gol in Bundesliga. Sette minuti più tardi, il Werder accorcia le distanze con de Bruyne, servito da un ottimo assist dalla destra di Ignjovski.

La partita, com’era lecito attendersi, perde d’intensità, anche se i bavaresi vanno vicini alla cinquina con Robben al settantesimo. Dopo un’occasione fallita dall’onnipresente de Bruyne (l’unico a salvarsi nel disastroso Werder di oggi pomeriggio), il Bayern va ancora a segno: cioccolatino delizioso di Lahm per Ribery, che calcia al volo destro e trafigge un incolpevole Mielitz. Tutto finito? Macché! Il Bayern decide di chiudere il set al novantesimo con Gomez, servito da un ispiratissimo Robben.

Game, set, match: Bayern-Werder 6-1.  La perfetta macchina bavarese si presenta nel migliore dei modi al match di coppa di Germania contro il Borussia, dove, con ogni probabilità, rientreranno buona parte dei titolari assenti oggi. Anche se il Robben odierno farà balenare più di un dubbio nella testa del vecchio Jupp. Il Werder, invece, continua la sua anonima stagione che, col passare delle giornate, si fa sempre più disastrosa. Difesa inguardabile, che ha patito oltremodo l’assenza di Sokratis e Fritz.  Restano oscuri i motivi dell’esclusione di Elia, giocatore che, quando avrebbe agito sulla destra (Schaaf ama molto cambiare di posizione gli esterni),  poteva  creare qualche grattacapo in più all’esterno sinistro del Bayern, Contento.

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