Inter-Cluj 2-0: Palacio giustiziere, doppietta e gli ottavi sono più vicini

Sedicesimi di finale di Europa League. Inter chiamata a non confermare quello che nello spot Mediaset si è detto in settimana: una squadra capace di imprese impossibili ma anche di sconfitte indicibili, insomma pazza, insomma Inter. Sul campo ci sono i modesti rumeni del Cluj, squadra di ferrovieri transilvani che viene a San Siro per asfaltare i nerazzurri. Appunto, non una di quelle imprese impossibili. È una partita che s’ha da vincere, e infatti l’Inter al ’20 passa in vantaggio, educatamente, senza fare troppo rumore, dopo aver fatto, come si conviene, sfogare gli ospiti all’avvio. Guarin parte in contropiede col solito passo felpato e serve Palacio (subentrato al ‘7 al posto dell’infortunato Milito, stagione finita per lui) che, solo, davanti al povero Felgueiras, non sbaglia, e conferma la sua fama di giustiziere, annullando l’effetto della palla goal sbagliata da Cambiasso solo tre minuti prima. Il primo tempo va avanti così, per inerzia con l’Inter che aspetta, e si concede, proprio quando non può fare altrimenti, succosi contropiedi , senza però altro colpo ferire.

Si va negli spogliatoi, e nella ripresa va avanti a stento, con un Inter silenziosa ma concentrata, e difesa e centrocampo attente a non scherzare troppo con i transilvani, che pur non danno l’impressione di poter spaventare, tranne quando Mureșan decide che è ora di prendere palla e inizia a bersagliare le gambe di qualche malcapitato nerazzurro. La partita la chiude ancora lui, Palacio, un boiler d’ossigeno vivente, che dopo aver fatto reparto da solo per tutto il secondo tempo si inventa un pallonetto delizioso (un altro), su assist del giovane Kovačić con cui beffa il solito Felgueiras, chiudendo probabilmente i giochi anche per il ritorno. Il miracolo di Old Trafford è lontano per il Cluj, e l’Inter può per una volta, smettere di essere maledettamente “pazza”, e guardare verso gli ottavi con serenità.

COPY CODE SNIPPET
About Alessio Dell'Anna 130 Articoli
Intrattenitore nel mondo della comunicazione con la passione per il calcio d'antan, è un solista dentro e fuori dal campo, che predica da numero 7 ma razzola da numero 9. Fra il 98' e il 2002 ha inscenato ben 824 repliche dei Mondiali di calcio nella sua cameretta, e ricerca oggi la magia del calcio di un tempo nei campionati con un debito pubblico pericolosamente oltre la soglia di guardia.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.