Svezia-Argentina 2-3, gran prestazione dell’albiceleste

Un’Argentina tonica e in palla come non si vedeva da tempo domina in Svezia più di quanto non dica il 2-3 finale. Gli avversari degli uomini di Sabella, tra l’altro, venivano da due gran partite: il pareggio, clamoroso, in rimonta in Germania (4-4) e la vittoria in amichevole contro l’Inghilterra.

A Stoccolma, Sabella schiera un undici di lusso con Campagnaro terzino sinistro e il trio Di Maria-Messi-Aguero dietro la punta centrale, Higuain. Dopo tre minuti arriva già il vantaggio dell’albiceleste: Svensson perde palla in attacco, Messi fa partire un contropiede fulmineo rifinito da Di Maria e concluso da Higuain, il cui cross in area è deviato da Lustig che beffa il suo portiere, Isaksson.

Il gol lancia gli argentini, trascinati dalle invenzioni di Di Maria e Messi. Eppure, praticamente alla prima offensiva, la Svezia riesce a pareggiare: Olsson, di testa, approfitta dell’indecisione di Fernandez e beffa Romero. L’Argentina reagisce da grande squadra e, nel giro di due minuti, si porta addirittura in vantaggio di due reti: prima Aguero (in fuorigioco) finalizza alla grande l’assist di Di Maria, poi Higuain ribadisce in rete la corta respinta di Isaksson sulla potente, ma centrale, conclusione di Messi. Prima dell’intervallo, i ragazzi di Sabella hanno due volte l’occasione per arrotondare, ma né Aguero né Di Maria approfittano degli assist di un Messi versione rifinitore. 

Il copione non cambia nella ripresa, anzi: l’uscita di Ibrahimovic, l’unico pericoloso tra i padroni di casa, e l’infortunio di Elmander spengono qualsiasi speranza di rimonta scandinava. Isaksson, per contro, salvava per altre due volte la propria porta prima su un pallonetto di Messi e poi su Aguero (entrambi serviti da un positivo Gago). Il gol su punizione di Elm nel recupero non cambia molto l’opinione su una partita stra-dominata dall’Argentina, in crescita e con un Messi finalmente libero da pressioni in nazionale. E, per inciso, al terzo scontro diretto arriva la prima vittoria contro la Svezia. La trasferta a Stoccolma, insomma, ha dato i suoi frutti.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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