Qpr-Liverpool 0-3: Suarez fa il fenomeno, partita chiusa dopo 30 minuti

Il Queens Park Rangers può ritenersi soddisfatto; già, lo 0-3 rimediato oggi dal Liverpool è un risultato accettabile vista la differenza, clamorosa, in campo e la prima mezz’ora shock che lasciava preludere ad un passivo finale molto più consistente. Redknapp non avrà stavolta di che lamentarsi con l’arbitro ma, piuttosto, dovrà riflettere sui motivi che l’hanno spinto ad accettare una panchina segnata dalla retrocessione, il ruolo di manager in una squadra allo sbando, senz’anima né voglia di uscire da una situazione compromessa già a metà stagione. Al Loftus Road si risolleva anche il Liverpool, umiliato quattro giorni fa dallo Stoke e reduce da una serie schizofrenica di 3 vittorie e 3 sconfitte nelle ultime sei uscite. Rodgers è rimasto a casa per un virus influenzale, ma si è potuto godere in tv lo spettacolo offerto dal suo uomo di punta, Luis Suarez. “El Conejo” ha praticamente vinto da solo la partita dopo 15 minuti e una doppietta strepitosa.

Particolarmente bello il primo gol al 10′: tunnel a Hill e tocco leggero che non lascia scampo al rientrante Julio Cesar. Lo show dell’urugaiano prosegue cinque minuti più tardi: Downing lo imbecca sulla destra, Suarez cerca Sterling a centro area ma si vede recapitare nuovamente il pallone tra i piedi, prontamente scaraventato in rete per la seconda volta. Al 30′, partita chiusa: Gerrard mette in mezzo, colpo di testa di Agger che infila l’incerto Julio Cesar. E’ davvero incredibile, poi, come al 45′ il risultato sia ancora 0-3: parecchie le occasioni mancate dai reds che, comunque, finiscono per rallentare i ritmi e accontentarsi del parziale. Poco da raccontare nella ripresa, trasformatasi in un semi-allenamento nonostante qualche giocata di Taarabt e la grinta mostrata da Mbia. Alla fine qualche fischio, ma Loftus Road è ormai abituato alle prestazioni imbarazzanti dei propri “idoli” in questa stagione. Occhio adesso al mercato per entrambe: Redknapp è chiamato al miracolo, Rodgers, con un paio di buoni innesti, può di certo puntare all’Europa.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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