Bundesliga- Il Pagellone, terza parte: Schalke deprimente, Mainz arrembante, Stoccarda come da tradizione

Ed eccoci giunti all’ultima parte del “Bundes-pagellone”. Oggi andremo ad analizzare le ultime sei squadra che mancano all’appello, ovvero: Mainz, Norimberga, Schalke 04, Stoccarda, Werder Brema, Wolfsburg

MAINZ- E’ tornato il Mainz. Non sarà bello e spettacolare come quello di due anni fa, ma questa versione dei nullfünfer è terribilmente più pratica. Anche se all’estetica, il buon Tuchel, non rinuncia di certo. Dopo un avvio di stagione molto complicato, i biancorossi si sono riscattati e hanno disputato un girone d’andata decisamente positivo. La squadra di Tuchel, allenatore da sempre molto bravo a plasmare talenti in erba, è stata fin qui un mix perfetto di esperienza e gioventù: alle ottime prove di alcuni giovani molto interessanti come Baumgartlinger ( buon mediano austriaco, classe 88′) e Kirchhoff (difensore classe 90′, alla seconda stagione da titolare), si sono aggiunte le ottime performance fornite dai “vecchietti” Ivanschitz, Soto e Noveski. E poi, finalmente, c’è stato uno Szalai prolifico (nove gol) come mai si era visto in Bundesliga, anche se l’ungherese continua ad alternare ottime prestazioni ad altre decisamente anonime. Difficile immaginare il Mainz sesto a fine stagione, ma questa squadra in quanto a bellezza e temperamento ha pochi eguali in Bundesliga: se il mercato invernale non la rovinerà, ci farà divertire anche nel girone di ritorno
VOTO: 7  IL MIGLIORE: Ivanschitz    IL PEGGIORE: Risse

NORIMBERGA- Girone d’andata altalenante, ma comunque positivo. La squadra  bavarese vira al giro di boa con un margine di ben otto punti dalla zona-retrocessione, grazie (anche) ad alcuni risultati di prestigio, come – ad esempio – i pareggi ottenuti contro Bayern e BvB. Dopo un ottimo avvio, il Norimberga ha accusato un vistoso calo nella fase centrale, per poi risorgere nell’ultimo scorcio del girone d’andata. In evidenza due giocatori su tutti: Kiyotake e Klose. Il giapponese, arrivato quest’anno in Bundesliga direttamente dal Sol Levante, ha disputato un buonissimo girone d’andata, condito da assist e gol d’autore; il tedesco, arcigno difensore centrale molto abile anche in fase offensiva, non sta facendo rimpiangere Wollscheid, passato – nel mercato estivo – al Bayer Leverkusen per sette milioni. Ora, però, viene il difficile: come reagirà la squadra all’addio di Hecking? Il vero artefice del “miracolo” Norimberga, alla ripresa del campionato siederà sulla panchina del Wolfsburg, squadra che attualmente si trova in ritardo di un punto rispetto ai bavaresi.
VOTO: 6,5   IL MIGLIORE: Klose   IL PEGGIORE: Pekhart

SCHALKE 04- Male. Molto male. Eppure l’avvio di stagione sembrava decisamente promettente: sei vittorie (una dal valore incommensurabile in casa del BvB), due pareggi ed una sola sconfitta nelle prime dieci partite, avevano fatto pensare ad uno Schalke competitivo per il titolo. Invece, dalla sconfitta di Sinsheim in avanti, lo Schalke ha subito un’involuzione di gioco e di risultati spaventosa. I motivi della disfatta sono tanti, e vanno dall’infortunio di alcuni uomini-chiave (Afellay e Papadopoulos su tutti), alla scarsa vena realizzativa di Huntelaar (prolifico solo in Champions), per finire alla mancanza di feeling fra l’allenatore Stevens e la squadra. Ed è stato proprio il tecnico olandese a pagare per tutti con l’esonero, nonostante l’amore incondizionato dei tifosi nei suoi confronti. Nel mercato di riparazione urgono rinforzi in difesa, dove manca “come il pane” un terzino destro degno di tal nome. Mentre si resta in trepidante attesa di conoscere chi, alla ripresa della Bundes, siederà sulla panchina dei Königsblauen, visto che l’opzione Keller pare solo momentanea. Da sottolineare, sempre in chiave negativa, l’estromissione dalla coppa nazionale per mano del Mainz. Peggio di così…
VOTO: 4,5   IL MIGLIORE: Farfan  IL PEGGIORE: Matip

STOCCARDA- “Le discese ardite e le risalite”. Citazione di “battistiana” memoria che ben identifica il campionato (se non le ultime annate) degli Schwaben, autori per l’ennesima volta di una partenza da incubo e poi di un parziale recupero. In attesa del botto nel girone di ritorno che, con ogni probabilità, si concluderà con l’accesso alla prossima Europa League. Labbadia, dopo aver rischiato seriamente l’esonero, sembra aver guadagnato la fiducia della dirigenza; decisivi, in tal senso, gli attestati di stima manifestati dai giocatori nei confronti dell’allenatore italo-tedesco. Bene i soliti noti (Ullreich, Harnik e Ibisevic) e il giovanissimo austriaco Holzhauser (classe 93′), mentre le delusioni maggiori sono arrivate da Kuzmanovic, Molinaro, Sakai e – soprattutto – dallo scandaloso Hajnal. Nel calciomercato di gennaio urge l’acquisto di un vice-Ibisevic, visto il grave infortunio occorso a Cacau.
VOTO: 5,5    IL MIGLIORE: Ullreich    IL PEGGIORE: Hajnal

WERDER BREMA- Il solito Werder di Schaaf, capace di vincere e perdere contro chiunque. Eppure, nonostante i sette punti in meno e una posizione in classifica decisamente peggiore rispetto allo scorso dicembre, questa squadra ha dimostrato di avere un’anima. Il gioco esibito dal Werder è stato a tratti decisamente piacevole, ma l’assenza di una vero bomber (Petersen è andato troppo a sprazzi) e di una degna fase difensiva (ma con Schaaf in panchina non è una novità) sono stati fatali ai biancoverdi, che navigano nella parte sinistra della graduatoria. La zona-coppe, però, dista solo quattro punti e non sembra del tutto irraggiungibile. In sede di mercato, la priorità dev’essere data all’acquisto di un difensore centrale: Prodl, incubo di qualsiasi amante del gioco del calcio, non può giocare titolare in Bundesliga. Da sottolineare il bellissimo girone d’andata di De Bruyne, centrocampista belga giunto  in prestito dal Chelsea di cui sentiremo parlare in futuro. Discreta anche la prima parte di stagione di Elia e Arnautovic, due calciatori che dalle nostre parti hanno fatto solo danni. L’attuale posizione in classifica, la clamorosa eliminazione in DFB Pokal (quest’estate contro il Prussen Munster, terza serie) e alcune brutte scoppole subite (duplice 1-4 contro Bayer e Eintracht), pesano negativamente nella valutazione globale. Che, per quanto ovvio, non può essere sufficiente.
VOTO: 5    IL MIGLIORE: De Bruyne   IL PEGGIORE: Prodl

WOLFSBURG- Sulla carta i lupi sono una compagine da quarto/quinto posto. Nella realtà, invece, si trovano quartultimi, a soli sette punti dalla zona-retrocessione. Il termine disastro, suona riduttivo se applicato al Wolfsburg. La colpa principale, però, è da attribuire alla dirigenza biancoverde: al termine della scorsa stagione, il feeling fra allenatore e giocatori era ai minimi storici. La domanda – come diceva un noto conduttore della terza rete –  in questo caso sorge spontanea: perché è stato confermato Magath?  L’unica risposta plausibile può essere una sola: riconoscenza. Felix, infatti, guidò i lupi qualche anno fa ad uno storico Meister, l’unico nella storia del Wolfsburg. Vedremo se nel girone di ritorno Hecking, arrivato dal Norimberga, saprà dare un gioco e uno spirito battagliero a questa squadra, troppo spesso apparsa apatica e senza una precisa identità tattica. Bene il ritorno in Bundesliga di Diego, apparso rinfrancato dall’esperienza all’Atletico Madrid, mentre Dost è andato bene solo nelle seconda parte dopo la cacciata di Magath. Al tirar delle somme, anche quest’anno sarà un anno sprecato per i biancoverdi: la qualificazione all’Europa League, considerato anche l’attuale distacco dal sesto posto,  sembra davvero proibitiva. Nonostante, ora, sieda in panchina un facitore di miracoli come Dietmar Hecking.
VOTO: 4   IL MIGLIORE: Diego   IL PEGGIORE: Fagner

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