Manchester United, RVP-ROO: attenti a quei due

Lo svedese Glenn Stromberg, bandiera dell’Atalanta e oggi voce autorevole della tv svedese SVT per la quale segue la Premier League, domenica ironizzava sul tandem Rooney-Van Persie: «E pensare che c’è chi ha scritto che quei due insieme non potevano giocare». Quei due sono gli uomini che hanno permesso allo United di sbancare un Etihad imbattuto in Premier dal dicembre 2010 (37 gare) – l’ultimo pirata era stato l’Everton – e che, come era invece nelle previsioni di chi ragiona sul filo del buon senso, stanno marcando la differenza in Inghilterra. Due signori da 435 gol, tenendo conto del rendimento complessivo di campionati, coppe europee, coppe nazionali e in nazionale. Rooney, una carriera vissuta finora con le maglie di Everton e Manchester United, ha festeggiato contro il City la rete numero 150 in Premier in 330 gare. È il più giovane di sempre nella storia del calcio inglese a tagliare questo traguardo: Wayne, classe 1985, ha 27 anni, 1 mese e 17 giorni. La sua media è 0,45. Van Persie, Feyenoord e Arsenal prima di approdare alla corte di Ferguson, ha firmato 122 gol in 271 partite di campionato: anche la sua media viaggia sullo 0,45. La possibile e prevedibile gelosia tra due fuoriclasse è stata stemperata dall’esperienza del santone scozzese. La collocazione in campo è perfetta: Van Persie centravanti puro e Rooney centravanti-rifinitore. I due non si pestano mai i piedi. A Rooney spettano i rigori, mentre l’olandese è il monarca assoluto delle punizioni. Van Persie va sempre a calciare i corner. Rooney copre più metri di campo, partendo da lontano e ripiegando in copertura.

Rooney è un figlio della working class, che quando smette i panni del calciatore fa le cose semplici di un ragazzo con le sue origini: tv, famiglia, social network, birra. Van Persie si porta dietro lo spirito libero dell’Olanda e ha radici culturali insolite nel panorama calcistico: padre scultore e madre designer di gioielli. Anche lui, è un utilizzatore di twitter. Non coltiva hobby particolari, a parte il ping pong. Se gli abbracci contano qualcosa, il modo con cui Ferguson ha salutato Van Persie dopo il derby indica che l’olandese è nel cuore dello scozzese più di quanto lo sia Rooney. «Van Persie è un giocatore incredibile per l’intelligenza e la maturità», commenta Ferguson. Un’opinione condivisa da Evra, capitano dello United: «Van Persie è perfetto per la nostra squadra. Il giorno in cui segnò tre gol al Southampton e poi sbagliò un rigore, al rientro negli spogliatoi chiese scusa a tutti. Gesti come questo indicano maturità e umiltà». Rooney, che con Ferguson non ha sempre avuto un rapporto idilliaco, risponde con le statistiche. La doppietta al City lo ha portato in vetta ai bomber del derby di Manchester, in compagnia di Bobby Charlton, Francis Lee e Joe Hayes: «Non sapevo di aver stabilito anche questo primato, ma meglio così. Segnare al City fa sempre piacere e vincere il derby come è accaduto domenica è una soddisfazione doppia. Van Persie? È fantastico. Con lui c’è grande intesa. Il nostro schema è molto semplice: lui entra in area e apre gli spazi, io arrivo da dietro e tiro». Facile e tutto sommato scontato, ma il City è stato affondato proprio così.

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